Quelle dietetiche, si intende

Le barrette non fanno dimagrire (per di più aiutano solo gli sportivi)

Le barrette non fanno dimagrire (per di più aiutano solo gli sportivi)
Cronaca 06 Novembre 2014 ore 12:38

Ce ne sono per tutti i gusti: ai cereali, integrali, arricchite con gocce di cioccolato, con petali di frutta o riso soffiato. E anche per tutte le esigenze: proteiche, energizzanti, per lo sport. Comunque le si scelga o in qualsiasi momento della giornata si decida di mangiarle, al break mattutino o a pranzo, la barrette, quelle dietetiche, avrebbero negli intenti di tutti i suoi consumatori, un unico (presunto) obiettivo: aiutare a perdere peso sostituendo il piatto di pastasciutta o qualsiasi altra pietanza consumata in fretta e furia, prima di riprendere l’attività della seconda parte della giornata.

Si tenta così di ingannare quantitativamente lo stomaco, che introietta poco volume, trangugiando barrette che hanno la pretesa di contenere, in pochi morsi e pochi centimetri di lunghezza e in alcuni grammi – anch’essi slim – il conteggio esatto del giusto apporto calorico, non una virgola in più o in meno. Una strategia per dare battaglia, con i nutrienti misurati, anche al senso di sazietà. La barretta dietetica diventa così per chi si preoccupa dei chili di troppo, o anche per chi sta perseguendo un regime per il mantenimento della forma fisica, l’ultimo calcio d’angolo lanciato alla lotta all’ago della bilancia dopo il fallimento di mille diete provate e il tentativo di ore di sudore e palestra per mantenere saldo il peso faticosamente guadagnato.

 

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I nutrizionisti sono contrari. Perché? Ci vanno a nozze i rivenditori, che addirittura hanno riservato interi scaffali nei supermercati ai prodotti dal peso piuma, e i produttori, che sfornano sempre più alimenti contro sovrappeso e obesità, condizioni che tendono sempre più a spopolare tra adulti e nuove generazioni. Ma i nutrizionisti, nonostante il vasto panorama commerciale e le potenzialità offerte dalla barretta, le sconsigliano o mettono in guardia circa il loro consumo, a meno che non vengano integrate in un normale schema alimentare che preveda anche poi lo svolgimento di un’attività sportiva.

Nessuna barretta, né tantomeno alcuna bevanda che dovrebbe accompagnare quei rettangoli per amplificare il senso di sazietà e resistere agli stimoli della fame, può equivalere ad un pasto normale in termini di nutrienti. Tanto più che l’indicazione da parte dei nutrizionisti è oggi orientata a variare il più possibile gli alimenti all’interno della dieta, cosa pressoché impossibile se il pasto è affidato alla barretta. In sostanza, dicono gli esperti, questo alimento non può sostituire il pasto.

E la ragione non è solo nutrizionale. Infatti quando ci si nutre con le bar, si riduce anche drasticamente la funzione dello stomaco: meno volume di cibo ingerito, meno lavoro di produzione e smaltimento per lo stomaco.  A ciò si aggiunge il fatto che pranzare con una barretta, o ancora peggio con una bevanda sostitutiva del pasto, velocizza al massimo (data la natura liquida o poco consistente) il passaggio del cibo nello stomaco.

In realtà non fanno dimagrire. Anzi. In pratica, e in molti su questo punto saranno delusi, barrette o bevande dietetiche che vengono spesso introdotti in diete dimagranti poco equilibrate, alla fine generano un effetto opposto: a parità di macronutrienti ingeriti, danno un effetto saziante minore. Poi non bisogna dimenticare che sulla dieta può incidere anche il contenuto delle barrette, le quali vengono prodotte – non dimentichiamolo – su scala industriale. E questo significa che per lo più sono ricche in additivi e fonte di lipidi (grassi), dovuti alla presenza di margarina o grassi vegetali idrogenati e non idrogenati (e spesso non dichiarati): dunque, ben lontane dal corrispondere al pasto tradizionale raccomandato dalla dieta mediterranea, povero anche di queste sostanze oleose e unte.

 

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Quando consumarla, allora. Anche la barretta, però, in taluni casi ha la sua utilità dietetica; ad esempio quanto viene concepita e consumata come spuntino che precede l’attività sportiva dove non sopperisce al pasto, ma lo integra, fornendo all’organismo attraverso il rilascio di zuccheri ad azione lenta come le maltodestrine, un aiuto per evitare che durante l’allenamento o l’attività fisica finisca in ipoglicemia. Nei contesti sportivi, sono indicate quindi le barrette povere di zuccheri semplici, ma con profili nutrizionali ad hoc per compensare il dispendio energetico.

Efficaci alternative alla barretta. E se non ci può evitare di fare una sosta al bar, ci sono spuntini pratici ed equilibrati dal punto di vista energetico che non infrangono ai principi della buona forma e che possono sopperire più naturalmente e in maniera più salutare alla barretta. Qualche esempio? Una mela di medie dimensioni (200 g) insieme ad una manciata di frutta secca (15 g) che apporta all’incirca 170 Kcal. Se quest’ultima la si acquista con il guscio, evitando così che sia contamina da una serie di antiossidanti artificiali necessari ad evitare l’irrancidimento e l’ossidazione dei grassi nel frutto pulito dalla sua protezione, lo spuntino sarà anche compatibile con le regole di una alimentazione salutistica. Ancora, è sano e bilanciato un piccolo panino con qualche foglia di lattuga e dell’affettato magro, senza nitrati (E251 E252) e nitriti (E249 E250), mentre tra le bevande è buona una spremuta d’arancia che, seppur priva di proteine e grassi, fornisce all’organismo un elevato apporto di fibre, vitamine ed antiossidanti.

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