Cronache da Montecitorio

Belotti, (dis)avventure da onorevole Un'odissea nella notte romana

Belotti, (dis)avventure da onorevole Un'odissea nella notte romana
Cronaca 24 Settembre 2018 ore 04:30

La casta degli onorevoli è divisa in sottocaste: i leader, serviti e riveriti, i peones, ovvero quelli che pensano di essere importanti ma che invece non contano un cazzo, e gli sfigatus, una sorta di australopiteco che però, a differenza del peones, è cosciente di essere un pirla. Ecco quindi cosa è capitato a uno sfigatus nei giorni scorsi.

Giovedì si discute del provvedimento “Milleproroghe”, la seduta inizia alle 11. Nell’emiciclo c’è tensione e dai banchi del “settore ospiti”, quello riservato alle specie in via di estinzione (gli onorevoli sinistri), parte l’ostruzionismo a manetta. Interventi su interventi, tutti a ripetere le stesse cose. Una frantumazione testicolare di dimensioni ciclopiche. La prospettiva è di passare tutta la notte in aula. Negli sguardi di molti onorevoli traspare il terrore. Le più preoccupate sono le miss silicone di Forza Italia: «Una notte qui? E se poi il trucco va via? Non ho portato il rimmel, come faccio!», dice una; un’altra va nel panico come un ciclista quando fora la gomma: «Ho una perdita al botulino, al mattino devo pomparlo ma non ho la pompa!». Risultato: all’ora dell’aperitivo romano, ben prima di inoltrarsi nella notte fonda, le testimonial delle tette rifatte e delle labbra bombate sono già scomparse.

Passano le ore e anche i banchi dei grillini si svuotano. Dove vanno? Boh. Alle 21, qualche sfigatus dal braccino molto corto, telefona al b&b per disdire la camera, «tanto dobbiamo restare qui fino a mattina». Contento per aver risparmiato i 70 euro del pernottamento, lo sfigutas onorevolus verso mezzanotte si ritrova solo con se stesso di fronte a una notizia che va a minare la sua, già precaria, sicurezza esistenziale: contrordine, alle 6 si interrompe! «Noooo, e adess ‘ndo casso ‘ndo?», mugugna con suono gutturale il barbaro celtico. Alle 4 di mattina, ovvero alla quattrodicesima ora filata di aula, quando ormai l’epidermide gluteica si è fusa nella similpelle amaranto dell’onorevole scranno, lo sfigatus prende il suo trolley (poverino, si era illuso che sarebbe finito tutto alle 19 in modo da poter rientrare nelle celtiche orobiche valli natie) e, macinando nella deserta notte romana i tre chilometri che lo separano dal suo b&b, raggiunge l’agognata camera con letto. E la disdetta? Ma figuriamoci se dopo le 20 avranno affittato la camera. Nel b&b dove il celtico è di casa e dove il check in è self service, non è un problema trovare una copia della chiave della “sua” camera. Notte fonda: si ode russare dalla 1 e dalla 3. Silenzio alla 2. In fondo al corridoio ecco la 4, quella dello sfigatus. Sicuramente sarà libera, pensa. Alt! Al di là della porta, sussurri, sospiri, un distinto «Quanto sei porca»...

 

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