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A Bergamo 9039 positivi, 236 casi in più. «Vanificare quanto fatto sarebbe folle»

A Bergamo 9039 positivi, 236 casi in più. «Vanificare quanto fatto sarebbe folle»
01 Aprile 2020 ore 17:10

«Nell’iniziare a raccontare la giornata di oggi (mercoledì 1 aprile) riprendo l’invito che vi abbiamo fatto negli ultimi giorni. I dati ci confermano che siamo in una situazione che anche oggi si conferma essere positiva, ma sarebbe folle vanificare tutto proprio adesso. Capiamo che restare in casa, soprattutto per chi ha bimbi piccoli, è faticoso ma è il restare chiusi in casa che ci ha portato a dire che forse c’è una luce in fondo al tunnel in cui ci troviamo. Una luce che giorno dopo giorno sta diventando più delineata».

Anche oggi i numeri forniti dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera nel corso del consueto aggiornamento serale da Palazzo Lombardia confermano un rallentamento nell’andamento dei contagi. Nella Bergamasca sono saliti a 9039 i positivi al Covid-19, con 236 casi in più di ieri (lunedì l’aumento era stato di 139 persone). «Un leggero aumento che potrebbe essere dovuto – ha rassicurato l’assessore al Welfare – a un aumento del numero di tamponi testati nei laboratori». Nella sola città di Bergamo sono 1133 le persone contagiate dal virus, 23 in più rispetto a ieri.

Complessivamente, in Lombardia i soggetti positivi sono 44773 (1565 in più rispetto a ieri, il giorno precedente l’incremento era stato di 1047 persone). «Il dato è in linea con quello dei giorni precedenti perché abbiamo processato un maggior numero di tamponi – ha spiegato Gallera -. Oggi ne abbiamo processati 121 mila, ieri invece 114 mila». I pazienti ricoverati sono 11927 (44 in più di ieri, il giorno precedente erano stati 68 i nuovi accessi), a cui si aggiungono 1342 persone in terapia intensiva (18 in più). Cresce purtroppo il numero delle vittime, salite a 7593, con 394 decessi in più registrati nelle ultime 24 ore (in linea con il il giorno precedente, quando ne erano avvenuti 381).

Ulteriori 963 casi sono ancora in corso di verifica. «Se oggi iniziamo a dire che si può tornare ad uscire di casa si creeranno nuovamente le condizioni per una diffusione del virus, vanificando il distanziamento sociale messo in atto fino ad adesso e che che è stato fondamentale nel combattere il virus», ha sottolineato Gallera.

Infine, parlando dell’ospedale realizzato dall’Associazione nazionale alpini alla Fiera in via Lunga, l’assessore Gallera ha spiegato che Regione Lombardia sta valutando di utilizzare la struttura «per ospitare anche quei pazienti non gravi, al momento assistiti a domicilio, ma che hanno la necessità di ricevere ossigeno per respirare correttamente».

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