Parla Francesco Vailati

Bergamo e il futuro del basket «Bisogna investire in questo sport»

Bergamo e il futuro del basket «Bisogna investire in questo sport»
Cronaca 25 Giugno 2018 ore 06:00

Bergamo Basket 2014 e il suo futuro sportivo, di nuovo arroccati sui bastioni dell’incertezza. E i tifosi? Qualcuno incrocia le dita e attende speranzoso, mentre i Fò De Co, la frangia organizzata dei supporter gialloneri, provano a far sentire la loro voce e a manifestare la loro preoccupazione anche sui social. Per questo abbiamo deciso di intervistare il loro portavoce, Francesco Vailati, in un momento così delicato per la palla a spicchi orobica.

Il ripescaggio in A2, un avvio di stagione duro con coach Ciocca, l’arrivo di Sacco e il filotto di vittorie con salvezza diretta. Ora, però, tanti dubbi sul futuro. Come vivete questa infinita altalena di emozioni?
«È stato un anno difficile, effettivamente. Dopo le Final Four di Montecatini dell’anno scorso eravamo delusi e scoraggiati e il futuro sembrava quanto mai incerto. Il ripescaggio in A2 è stato una sorpresa, nata comunque sulla base del bellissimo campionato svolto, e ci ha dato una nuova prospettiva e nuovi stimoli. A coach Ciocca non ci sentiamo di recriminare nulla, anche perché una parte della salvezza nasce dalle due vittorie con Piacenza. Gli siamo molto affezionati e sicuramente le responsabilità non sono solo sue. La salvezza per noi equivale alla vittoria di un campionato, soprattutto perché ottenuta giocando un grande basket e combattendo con le più forti squadre del girone. Ora però siamo preoccupati e in fibrillazione, perché non sappiamo cosa aspettarci. L’impegno del presidente ha bisogno di altri investitori: è chiaro, lampante. Ma sembra che la Bergamo imprenditoriale non voglia investire in uno sport che per la nostra provincia rappresenta la seconda disciplina più praticata a livello giovanile. La cosa ci lascia perplessi e amareggiati, ma rimaniamo speranzosi che qualcosa cambi e che qualcuno scelga di investire e di affiancare gli sforzi di Lentsch, considerata anche l’imminente costruzione di un palazzetto da settemila posti che meriterebbe una squadra di basket di livello. Il tempo però stringe…».

 

 

Facciamo un passo indietro. L’arrivo di Lentsch ha impennato il livello e le ambizioni della squadra, un ciclo vincente che dalla C1 ha portato all’A2. Ci sono due momenti e due giocatori, anche non attuali, che portate nel cuore?
«L’arrivo di Lentsch ha oggettivamente donato nuovo impulso alla Bergamo “baskettara”. I due momenti che ci portiamo nel cuore sono inevitabilmente la vittoria a Cento dello scorso anno, con un memorabile canestro sulla sirena di Cazzolato che dischiuse le porte delle Final Four, e ovviamente la salvezza contro Forlì, strappata all’ultima partita con la testa e le orecchie tese verso Piacenza, con l’indimenticabile boato del PalaNorda all’annuncio della sconfitta dell’Assigeco al PalaBanca. In merito ai giocatori, facciamo tre nomi: Alessandro Panni, Mario Ghersetti e Giovanni Fattori, ma vogliamo menzionare anche Rei Pullazi e Nicolò Cazzolato».

Molte realtà di A2 si destreggiano, a volte con estrema difficoltà e con esiti sportivamente dolorosi, tra difficoltà economiche, impianti inadeguati e sentenze federali. Qual è la vostra ricetta…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 46 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 giugno. In versione digitale, qui.

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