Ecosistema Urbano 2020

Bergamo trentesima (su 104) nella classifica dei capoluoghi italiani più green e vivibili

La nostra città passa, l'anno scorso, era 25esima. il report è stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Tanti i fattori presi in considerazione, dalla raccolta differenziata all'inquinamento

Bergamo trentesima (su 104) nella classifica dei capoluoghi italiani più green e vivibili
09 Novembre 2020 ore 19:35

Un anno fa era venticinquesima, oggi è invece trentesima. Bergamo perde dunque cinque posizioni nella graduatoria stilata da Ecosistema Urbano 2020 (QUI lo potete leggere), il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore e che mette in relazione 104 capoluoghi italiani.

Se la nostra città fa bene, ad esempio, per quanto riguarda la raccolta differenziata, certo non brilla invece quando si parla di inquinamento atmosferico. Per il resto Bergamo ottiene risultati buoni, mediamente soddisfacenti, in tutti gli altri valori considerati, che vanno dagli investimenti green alle perdite di acqua nel sistema idrico cittadino.

La classifica generale vede le città lombarde così posizionate: Mantova seconda, Cremona tredicesima, Sondrio diciottesima, Lodi 25esima, Milano 29esima, Bergamo trentesima, Brescia 34esima, Como 37esima, Pavia 53esima, Varese 62esima, Lecco 63esima, Monza 85esima.

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In termini di punteggio, i risultati delle città lombarde rimangono nel complesso simili a quelli del 2019. Nel rapporto vengono presi in considerazione diversi indicatori: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. I parametri derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, eccezion fatta per uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra e Istat), capacità di depurazione e verde (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (Aci e Aci-Istat). L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 104 capoluoghi esaminati nel report copre i principali componenti ambientali presenti in una città, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

«Quest’anno Ecosistema Urbano ha un significato particolare perché fotografa la situazione delle nostre città appena prima dello tsunami Covid – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Proprio per questo il quadro che ne emerge ci deve servire per fissare nuovi parametri per i mesi che verranno. Già al termine della prima ondata avevamo sottolineato la necessità di ripartire mettendo l’ambiente al centro delle politiche urbane in ogni ambito: energia, mobilità, rifiuti, urbanistica e spazi verdi. Invece negli scorsi mesi anche in Lombardia accanto a scelte politiche lungimiranti abbiamo visto ancora troppe resistenze e lentezze, a partire per esempio dal mancato incremento del trasporto pubblico non a caso finito al centro delle polemiche nell’ultimo periodo. Adesso che la seconda ondata è ormai arrivata, rinnoviamo il nostro appello a usare i prossimi mesi per fare sistema e incrementare le buone pratiche che già sono realtà in diverse città lombarde. I fondi europei che arriveranno nel nostro Paese devono assolutamente essere usati anche in Lombardia per sostenere la transizione ecologica e per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure».

Per quanto riguarda il confronto tra le grandi città italiane, Milano – 29esima nella classifica assoluta – conferma il suo distacco rispetto a Roma (89esima), Torino (80esima) e Napoli (90esima). Come sottolineato dal rapporto, «la metropoli lombarda è quella che più di tutte negli ultimi anni ha tentato di spostare sempre più su l’asticella della vivibilità urbana riuscendo a rendere stabili alcuni cambiamenti. Questo andamento, oltre che dai buoni esempi di progettualità sottolineati dalle buone pratiche, lo si vede anche dai numeri. Dati che evidenziano, ad esempio, la scelta di promuovere sempre più un sistema di mobilità condivisa e integrata con il servizio di trasporto pubblico, limitando fortemente il traffico privato in centro. Cresce costantemente lo spazio dedicato a pedoni e ciclisti, aumentano i servizi in sharing (bici, auto, monopattini) e sono ormai stabili i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (il capoluogo meneghino è secondo solo al caso particolare di Venezia, con 468 viaggi per abitanti all’anno). Milano è l’unica grande città ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell’acqua immessa in rete: quarta assoluta con appena il 13,7% di perdite (era 15,2% lo scorso anno); è la città che ha invertito la proporzione tra suolo impermeabilizzato o costruito e crescita di abitanti residenti: è prima nell’indice del consumo di suolo ed è l’unica a totalizzare 10/10, come già lo scorso anno».

Proprio il dato sullo stop al consumo di suolo è di particolare rilevanza considerato che Milano è la città che sta crescendo di più in parametri demografici, sia in valore assoluto che in termini relativi, oltre che in dotazioni di infrastrutture e servizi.

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