Eppure piaceva

Bike sharing, la società Gobee lascia l’Italia per troppi vandalismi

Bike sharing, la società Gobee lascia l’Italia per troppi vandalismi
15 Febbraio 2018 ore 09:15

Una mail laconica annuncia la resa. Gobee.bike, una delle società che hanno lanciato in Italia le biciclette in free floating (si preleva e si lascia senza bisogno di depositarla nelle apposite rastrelliere), alza bandiera bianca: «Durante i mesi di dicembre e gennaio, le nostre biciclette sono diventate bersaglio di sistematici atti di vandalismo, trasformandosi così in oggetti da distruggere per puro divertimento. Mediamente, il 60 per cento della flotta ha subito danneggiamenti o è stato oggetto di furto». Gobee.bike è una società di Hong Kong che in Italia aveva messo le sue biciclette a Torino, Firenze e Bologna. Non è quella che sta fornendo il suo servizio a Bergamo (come pure a Milano), cioè Mobike.

Le foto di vandalismi delle biciclette circolano da mesi sulle pagine di cronaca di tutti i giornali italiani. Avevano fatto colpo le due ruote buttate nel Naviglio a Milano, mentre a Torino la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è la foto di una bicicletta buttata in un cassonetto nel quartiere delle Vallette di Torino.

 

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In realtà la verità è un po’ più complessa. Gobee.bike nei giorni scorsi infatti aveva ritirato le sue biciclette anche da alcune città francesi, sempre accampando la stessa ragione: troppi i costi causati dai vandalismi e dai furti. Alla radice ci sarebbe una grave crisi societaria evidenziata dal fatto che proprio a Torino il colosso di Hong Kong non aveva partecipato al bando comunale per regolarizzare il servizio di bike sharing. L’unico referente italiano del gruppo ha ammesso che la «società è in gravi condizioni».

Gobee aveva messo in strada nel novembre del 2017 le sue bici verdi per Firenze, Milano, Roma e Torino. Cinquanta centesimi ogni mezz’ora, un app per gestire lo sblocco e il blocco, un sensore gps e di allarme per segnalare gli usi impropri. Nei mesi in cui è rimasta attiva, Gobee.bike ha accumulato circa 90mila chilometri coperti dai suoi iscritti.

La realtà è che tutti i numeri dicono che il free floating è un grande successo e che è uno degli strumenti con cui si può cambiare la mobilità urbana. A Bergamo 12 Comuni dell’hinterland hanno lanciato una petizione perché il servizio venga allargato oltre i confini del capoluogo.

 

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Secondo una ricerca realizzata da una start up, in Italia le biciclette in condivisione vengono utilizzate in modo del tutto simile alle altre città europee: le medie delle tratte percorse variano dai dai 2 ai 5 chilometri. La durata di viaggio è compresa tra i 19 e i 22 minuti. Un altro dato interessante è il fato che le biciclette non stanno mai ferme: il tempo medio tra un noleggio e l’altro è di 20 minuti nelle zone centrali e sale poco meno di un’ora nelle zone periferiche.

Resta il problema dei vandalismi, soprattutto quelli conseguenti al non utilizzo del mezzo. Cioè vandalismi del tutto gratuito, e non dovuti all’utilizzo. In Italia sono sette volte superiori rispetto alle altre città coperte dal servizio, e solo la Francia ci segue da vicino in questa classifica folle della maleducazione. Il paradosso è che l’indice di gradimento del servizio è altissimo. Così alla fine l’interesse di tanti viene messo sotto i piedi dall’idiozia di pochi.

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