La "Trojan Horse Operation"

Scuole islamizzate di nascosto Che cosa è successo a Birmingham

Scuole islamizzate di nascosto Che cosa è successo a Birmingham
23 Luglio 2014 ore 07:37

C’è un misto di paura e incomprensione a Birmingham, che si mischiano con la resistenza a parlare di una faccenda che da tre mesi sta scuotendo la città inglese e tutta la Gran Bretagna, con dettagli che, di settimana in settimana, emergono rendendo ancor più inquietante lo scenario. Al dramma è stato dato un nome eloquente fin dalla prima ora: Trojan Horse Operation, (“Operazione cavallo di Troia”), quello che, secondo le indagini, alcuni musulmani residenti in Inghilterra avrebbero usato per sfondare il muro della legge di Londra e islamizzare alcune scuole secondarie statali. Una storia di cui si parla dallo scorso aprile, quando una lettera anonima aveva messo in allarme la polizia di Birmingham, e che negli ultimi giorni ha assunto dettagli ancora più chiari, in seguito alla pubblicazione del report governativo redatto dalla commissione d’inchiesta voluta dal ministero.

Inquietudine è anche la parola che ha usato lo stesso ministro dell’istruzione di Londra, Nicky Morgan, alla luce dei risultati dell’indagine: non è certo il numero di istituti coinvolti, ma nei mesi scorsi si faceva riferimento sicuro ad almeno sei scuole. In queste strutture, nel corso degli ultimi anni, si era riuscito ad instaurare un sistema educativo di orientamento islamico: le ragazze, ad esempio, erano relegate al fondo della classe e le insegnanti donna erano costrette ad indossare il velo; in un istituto erano state eliminate tutte le feste d’orientamento cristiano e, con esse, tombole e lotterie natalizie; in un altro, il preside aveva destinato una grossa somma del patrimonio scolastico per pagare un viaggio in Arabia Saudita, aperto solo a studenti musulmani.

In tante classi si organizzavano ore di preghiera e, talvolta, digiuni in tempo di ramadan. Ma la cosa più incredibile è quanto successo a due fidanzati di 16 anni della Park View School: a uno dei due era stato requisito il cellulare in classe per poter provare la loro relazione amorosa e, di conseguenza, sospenderli, colpevoli di vivere il loro rapporto in maniera scorretta secondo gli insegnamenti islamici.

Nel rapporto ministeriale si fa riferimento anche all’educazione sessuale: in queste scuole era stata totalmente bandita, mentre con grande asprezza si parlava dell’omosessualità, tanto che alcuni docenti intercettati parlavano dei gay come «animali» i cui «comportamenti satanici d’influenza della gente» devono essere contrastati. Il report dice chiaramente che non sono stati riscontrati tra questi professori comportamenti che inneggiassero al terrorismo. Ma un elemento evidente c’è, e sono le azioni coordinate da un gruppo di persone «per introdurre in certe scuole di Birmingham usanze islamiche intolleranti e aggressive».

Queste avrebbero fatto riferimento, in particolare, a Tahir Alam, direttore scolastico e membro del Muslim Council of Britain, organizzazione che coordina moschee e comunità islamiche in Inghilterra, in passato già famosa per le posizioni su Palestina e terrorismo. Attorno a lui si sarebbe strutturata una rete musulmana di docenti, dirigenti scolastici e genitori, cementificata da una vera e propria azione di lobby. Secondo l’accusa, questo gruppo avrebbe fatto pressione su autorità scolastiche e altri professori affinché venissero assunti in posti chiave nuovi maestri, ovviamente musulmani. A favorire il tutto, l’uniforme composizione religiosa dei quartieri in cui le scuole statali si trovano: la Park View, quella più coinvolta, attinge studenti da una zona al 98% musulmana.

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