La triste vicenda della figlia della Houston

«Bobbi Kristina non è in coma sta parlando con mamma Whitney»

«Bobbi Kristina non è in coma sta parlando con mamma Whitney»
04 Febbraio 2015 ore 16:45

Ok. Sua mamma era Whitney Houston. La meravigliosa Whitney Houston. Ma perché occuparsi di lei, che non è Whitney Houston ma sua figlia Bobbi Kristina Brown, cioè una che di importante ha fatto soltanto l’essere la figlia di.

Perché adesso è in coma e sta lottando tra la vita e la morte in un ospedale di Roswell, si dirà. Ma quante ce ne sono nella sua stessa situazione, di cui non si occupa nessuno, si risponde facilmente.

Sì, però questa è diversa. O meglio: è una di loro, che però – a differenza delle altre, sconosciute – ci ha fatto il dono di permetterci di piangere per lei. E, in lei, di poter piangere anche per tutte le altre.

I giornali dicono che a trovarla priva di conoscenza in una vasca da bagno, a faccia in giù nell’acqua, nella sua casa di Roswell, era stato il marito, Nick Gordon e che il padre, il cantante Bobby Brown, era accorso al suo capezzale nella clinica in cui era stata immediatamente  trasportata. Ma le speranze sono pochissime: troppo tempo senza respirare.

All’inizio era stato detto che non erano state trovate tracce di droga nell’abitazione. Poi questa voce è stata smentita. Vuoi non trovare qualche sostanza in casa di persone così segnate dalla vita? Come non trovare rosari in casa Soubirous.

rockol.it aggiunge che la ventunenne sarebbe stata spostata dal North Fulton Hospital di Roswell, in Georgia, al più attrezzato Emory University Hospital di Atlanta. Che, trovata in fin di vita, sarebbe stata messa in stato di coma famacologico dai medici. Che Nick Gordon non era suo marito ma soltanto il suo convivente. Come ha riferito alla Fox l’avvocato che sta assistendo la famiglia Brown: «Secondo quanto emerso dai primi e più corretti resoconti, Gordon non è e non è mai stato sposato a Bobbi Kristina». D’accordo. Con quel che valgono i matrimoni in America la cosa non fa molta differenza.

 

 

E se una volta tanto si smettesse di parlare di coma farmacologico, che non esiste? D’accordo anche questo: ma che differenza fa?

A dirci qualcosa di più è invece la fan page della ragazza. Uno dei suoi amici ha postato: «Quello che i medici descrivono come “Coma” è solo la conversazione profonda che Bobbi Kris sta intrattenendo con sua madre. Quando Whitney avrà detto tutto quel che aveva da dire alla sua bambina, gli occhi di Bobbi Kris si riapriranno e lei si tirerà su, uscendo dal coma ancora più forte di quando ci è entrata».

Un altro, di fianco: «Ha solo bisogno di tempo per dire addio a sua madre, e forse questo gliela farà sentire più vicina. In modo da poter andare avanti con la vita, lei che si è sentita così spezzata dentro da quando sua mamma è andata via, da aver bisogno, adesso, di parlarle e di dirle addio come si conviene. Ma è una mamma, bambina, e non dimenticare che le mamme sono solo delle bambine. Benedici il tuo cuore, BKB. Stiamo facendo di tutto per tirarti fuori».

Abbiamo tradotto in italiano accettabile la forma tra il cinque e il cinque e mezzo in cui sono esposti questi pensieri. Cindy Chandler aggiunge: «Signore Iddio, spero questo… suonale una canzone che cantava sua mamma. Ho sentito che questa cosa aiuta, quando uno è in coma.”I LOOK TO YOU>>>>>>>”. Già, la sua mamma, che se n’era andata nel febbraio di tre anni fa, annegata anche lei in una vasca da bagno a Beverly Hills, in California.

Ed ecco perché queste righe su Bobbi Kris col suo nome da maschio: per dire a sua madre Whitney – se ci ascolta – e come a lei a tutte le madri, i padri, gli amici, i nonni, i parenti d’ogni ordine e grado, gli affini, i benefattori e i conoscenti anche occasionali che per favore – per favore – non se ne vadano se non quando è giunto il momento. Perché non si lasciano soli quelli che ci vogliono bene, non è giusto. Davvero: non è giusto. Lo vedete, poi, quel che succede?

 

http://youtu.be/V3mVaMhoJCA

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