La tragedia del volo MH-17

Putin replica a Usa e Kiev: «Si vuol sfruttare la tragedia»

Putin replica a Usa e Kiev: «Si vuol sfruttare la tragedia»
20 Luglio 2014 ore 05:35

Lunedì 21 luglio.

Dal giorno dell’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines, Kiev e i Paesi occidentali, Usa in testa, hanno espresso i loro sospetti nei confronti di Mosca e dei separatisti, che riceverebbero armi dalla Russia, accusandoli di essere i responsabili della tragedia e di voler nascondere le prove. Lunedì 21 luglio per replicare alle accuse è intervenuto direttamente il presidente russo Vladimir Putin con una comunicazione ufficiale diffusa dal Cremlino. Dopo avere assicurato che la Russia farà tutto il possibile per porre fine al conflitto nella parte orientale dell’Ucraina, Putin ha sottolineato che le persone responsabili dell’abbattimento del velivolo dovranno assumersi le proprie responsabilità. Ha però aggiunto che la tragedia viene sfruttata per «obiettivi mercenari» di elementi estranei alle vicende nell’ex repubblica sovietica, senza tuttavia specificare quali siano gli elementi a cui si fa riferimento. Nella nota, il presidente russo ha dichiarato di sostenere l’indagine sullo schianto da parte di “una squadra di esperti” dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao), un’agenzia delle Nazioni unite. Ha infine nuovamente attaccato il governo di Kiev, accusandolo di compiere violenze nei confronti dei ribelli filorussi nell’est dell’Ucraina e di essere responsabile dello schianto, per avere riacceso i combattimenti nell’area in cui l’aereo è precipitato. «Possiamo dire con fiducia che se i combattimenti nell’Ucraina orientale non fossero ripresi il 28 giugno, questa tragedia non sarebbe avvenuta”, ha detto Putin.

Domenica l’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev aveva emesso un comunicato nel quale parlava della complicità dei russi nell’armare i ribelli in Ucraina e affermava di aver concluso che “il volo MH17 è stato probabilmente abbattuto da un missile terra-aria SA-11 da un territorio controllato dai separatisti nell’est dell’Ucraina”. Secondo l’ambasciata, nel fine settimana del 12 e 13 luglio, la Russia aveva inviato un convoglio di equipaggiamento militare con 150 veicoli e diversi lanciarazzi ai separatisti. La comunicazione affermava inoltre che la Russia sta addestrando combattenti separatisti nel sudovest della Russia anche su sistemi di difesa aerea.

Intanto l’Ucraina è pronta a cedere il controllo dell’inchiesta agli alleati occidentali. «Siamo preparati al fatto che l’Olanda assuma il coordinamento delle indagini internazionali visto che è il Paese che ha sofferto di più», ha spiegato il premier, Arseniy Yatseniuk . I filorussi hanno affermato anche di aver recuperato “materiale proveniente dalle scatole nere”.

Sul luogo del disastro sono 272 su 298 i corpi trovati. Di questi circa 250 sono su vagoni ferroviari con celle frigorifero, nella stazione ferroviaria di Torez, vigilati dai ribelli, non lontano dal luogo dell’incidente.

Domenica 20 luglio

Un leader dei ribelli in Ucraina, Alexander Borodai, ha detto che sono state ritrovate le scatole nere dell’aereo della Malaysia Airlines precipitato nel Paese, e che verranno consegnate all’autorità internazionale dell’aviazione (Icao). Borodai ha spiegato che sono stati i separatisti a recuperare le scatole nere. Ha inoltre aggiunto che i corpi recuperati rimarranno nei contenitori frigoriferi nella stazione dei treni di Torez fino all’arrivo di una delegazione di esperti internazionali.

La città di Torez è in mano ai ribelli. Non è stato immediatamente chiaro oggi se i ribelli e il governo ucraino stessero lavorando insieme o in disaccordo gli uni con gli altri nel recuperare i corpi. Da diversi commenti sembra che molti funzionari non lo sappiano. Domenica mattina giornalisti di Associated Press non hanno visto corpi né ribelli armati sul luogo dello schianto dell’aereo. I soccorritori stavano cercando solo pezzi di cadaveri nei campi. Una portavoce del servizio di emergenza ucraino ha detto che ribelli armati hanno costretto i soccorritori a consegnare tutti i 196 corpi recuperati dal luogo dello schianto dell’aereo della Malaysia Airlines, e non hanno detto loro dove li stavano portando.

Funzionari governativi di Kiev, nel frattempo, hanno preparato un centro per gestire la crisi relativa al disastro nella città di Charkiv, in mano al governo, aspettando di ricevere i corpi, ma sembra che queste speranze debbano essere rimandate o disattese. “I corpi non andranno da nessuna parte fino a quando non arriveranno gli esperti”, ha detto Borodai, parlando da Donetsk. Il leader ha aggiunto che sta aspettando un gruppo di 12 esperti malesi e che era deluso da quanto ci stiano impiegando ad arrivare. Borodai ha insistito che i ribelli non hanno interferito con le indagini sullo schianto dell’aereo.

Non ci sono invece state immediate informazioni sui corpi delle altre 102 vittime. Tuttavia, Michael Bociurkiw, portavoce degli osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, ha detto che probabilmente alcuni corpi sono stati inceneriti senza lasciare traccia. “Stiamo guardando nel campo dove sono caduti i motori. Questa è la zona che è stata esposta al calore più intenso. Non vediamo corpi qui. Sembra che alcuni si siano vaporizzati” ha detto ai giornalisti a Kiev, parlando al telefono dal luogo dell’incidente.

Alexander Pilyushny, soccorritore di emergenza che setaccia il luogo dello schianto cercando parti di corpi, ha raccontato ad Associated Press che ci sono volute diverse ore sabato per i ribelli per portare via i cadaveri. L’uomo ha spiegato che lui e gli altri colleghi non hanno avuto altra scelta che consegnare i resti delle vittime: “Loro erano armati, e noi non lo siamo”, ha detto Pilyushny. Nataliya Khuruzhaya, ufficiale di servizio nella stazione dei treni di Torez, a 15 chilometri dal luogo dell’incidente, ha detto di aver visto i soccorritori caricare i corpi delle vittime dell’aereo in 5 vagoni di treni sigillati e refrigerati. Vasily Khoma, vicegovernatore della regione di Charkiv, dove il governo di Kiev ha allestito un centro di crisi per coordinare la sua risposta al disastro, ha aggiunto che la compagnia ferroviaria dello Stato ucraino ha fornito i vagoni frigoriferi.

Non sono disponibili informazioni su quando le parti di aereo verranno portate in città, adesso la priorità è recuperare i corpi. Un laboratorio mobile per gestire l’analisi del Dna verrà consegnato da Dnipropetrovsk. Residenti di Charkiv hanno inondato un call center speciale per offrire i loro servizi come volontari. Dieci hotel della città hanno detto che offriranno stanze gratuitamente ai parenti delle vittime dell’aereo.

“Il sito dello schianto del volo MH17 della Malaysia Airlines in Ucraina viene trattato più come un giardino da ripulire che come un luogo di investigazione scientifica, e questo è completamente inaccettabile”. Lo ha detto il primo ministro dell’Australia, Tony Abbott, nel corso di un’intervista alla radio di Sidney 2GB.

Nei giorni scorsi, l’Ucraina aveva accusato la Russia di assistere i separatisti ribelli nel distruggere le prove sul luogo dello schianto e che i miliziani avevano rimosso 38 corpi dal luogo dell’incidente, e li avevano portati nella città di Donetsk. Secondo il governo ucraino i cadaveri erano stati trasportati con l’assistenza di specialisti con chiari accenti russi. I ribelli stanno anche “cercando grandi mezzi di trasporto per portare via frammenti di aereo in Russia”, aveva scritto il governo di Kiev in un comunicato.

Accuse che Borodai aveva respinto con forza negando che i ribelli avessero in alcun modo interferito con il lavoro degli osservatori internazionali o che abbiano trasferito dei corpi. La zona in cui si trovano si estende per 20 chilometri quadrati tra campi di grano e di girasoli, tra due villaggi nell’est dell’Ucraina.

I giorni precedenti

Il giorno dopo la tragedia l’intelligence statunitense aveva puntato il dito contro i ribelli, primi indiziati dell’abbattimento del Boing anche in virtù di un’intercettazione telefonica che conterrebbe un’ammissione. Sospetti ribaditi dal presidente Usa Obama, che venerdì 19 nel pomeriggio, aveva definito l’accaduto una «tragedia globale» e chiesto un «cessate il fuoco immediato in Ucraina». Obama aveva auspicato «un’inchiesta credibile», affermando che «non è tempo di propaganda, non è tempo di giochi». «Dobbiamo sapere cosa è successo e chi sono i responsabili», aveva aggiunto il capo della Casa Bianca specificando che «l’aereo è stato abbattuto da un missile lanciato da un’area controllata da separatisti filorussi». Aveva poi confermato che gli Usa sono pronti a rafforzare le sanzioni contro la Russia, se necessario.

 

http://youtu.be/JhUkqs9CQ0w

 

Le vittime. Nel frattempo continua la ricerca dei resti delle 289 vittime, 80 delle quali bambini. Secondo fonti locali, i corpi sarebbero sparsi nel raggio di 4 chilometri, mentre i rottami del velivolo in una zona ampia fino a 20 chilometri. Decine di passeggeri erano diretti a Melbourne per il convegno mondiale sull’Aids che prende il via domenica 20 luglio. La notizia della morte di sei ricercatori ha scosso l’intera comunità scientifica. Fra le vittime c’è uno scienziato di fama mondiale, Joep Lange, ex presidente della International Aids Society, molto noto nei Paesi Bassi, “Joep era una persona meravigliosa, un grande professionista, ma soprattutto un meraviglioso essere umano”, ha detto il premio Nobel Francoise Barre-Sinoussi, co-scopritore del virus dell’Aids e presidente della Internationale Aids Society che sponsorizza la conferenza di Melbourne. “Una perdita terribile – ha aggiunto -. Mi sento devastato, non ho parole per descrivere la mia tristezza”. Sinoussi ha poi detto che la conferenza internazionale proseguirà “perchè sappiamo che è proprio quello che le vittime avrebbero voluto”. Lange aveva lavorato sull’Hiv fin dai primi anni di diffusione dell’epidemia, partecipando a studi clinici e di ricerca in tutto il mondo, “aveva dedicato – ha aggiunto il premio Nobel – la sua vita al bene dell’umanità: era appassionato del suo lavoro e impegnato a migliorare la vita delle persone nei paesi a basso reddito”. Robin Weiss, professore emerito presso l’University College di Londra, ha ricordato un inquietante precedente, paragonando la morte di Lange a quella di Jonathan Mann, l’uomo che condusse il primo reparto Aids dell’Oms: Mann morì quando il suo volo per Ginevra si schiantò al largo della Nuova Scozia nel 1998. Sull’aereo, anch’egli in viaggio verso Melbourne, era presente anche Glenn Thomas, portavoce dell’Organizzazione mondiale della Sanità con sede a Ginevra.

Cessate il fuoco. Nella zona dove è caduto l’aereo, tra Ucraini e separatisti è in atto un cessate il fuoco per consentire il recupero dei resti del Boeing. Venerdì Borodai aveva escluso un cessate il fuoco generale nella parte orientale dell’Ucraina, come era stato richiesto da Stati Uniti e da molti Paesi europei.

Scambio di accuse. Giovedì 18, subito dopo la notizia dell’aereo abbattuto, è iniziato un duro scambio di accuse tra Kiev e i separatisti-filorussi, che avevano affermato di non avere in dotazione mezzi di difesa antierei capaci di colpire velivoli all’altezza a cui viaggiava il 777. Anche Mosca aveva smentito ogni coinvolgimento, attraverso il suo ambasciatore alle Nazioni Unite.«Non siamo stati noi», aveva detto ai giornalisti a New York l’inviato russo all’Onu, Vitaly Churkin. La stessa affermazione era arrivata però anche da Kiev: «Le forze armate dell’Ucraina non hanno intrapreso azioni contro nessun obbiettivo aereo», aveva spiegato il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, «sicuramente si tratta di un atto terrorista». E la palla era tornata indietro con le parole del presidente russo Putin: «Non sarebbe successo se Kiev non avesse ripreso l’operazione militare» contro i ribelli.
Secondo il ministero della difesa ucraina, i separatisti avrebbero colpito per errore l’aereo nel tentativo di centrare un aereo da trasporto ucraino che era stato loro segnalato dalle forze di difesa anti aerea russe. In effetti, non lontano dal Boeing era in volo un Iliushin 76, con viveri per soldati di Kiev. Ma i separatisti filorussi hanno sempre smentito e rilanciato: «Testimoni riferiscono di aver visto il Boeing 777 colpito dalle mitragliatrici» di un caccia Su-25 ucraino, «e poco dopo il jet spaccarsi in due in aria e precipitare sul territorio della Repubblica di Donetsk».
Il servizio di sicurezza ucraino (Sbu) giovedì aveva però pubblicato sul suo account YouTube quelle che sostiene siano conversazioni intercettate tra separatisti filorussi in cui avrebbero ammesso di avere abbattuto un aereo civile. 

Dalla Malesia il presidente Najib Razak ha promesso l’apertura di un’inchiesta: «I responsabili dovranno pagare», ha detto. Anche i vertici dell’Unione Europea – molti dei passeggeri erano cittadini di Stati membri Ue – per voce dei vertici dell’Unione, l’Alto rappresentante Catherine Ashton, ed i presidenti della Commissione José Manuel Barroso, e del Consiglio Herman Van Rompuy, hanno chiesto «pieno accesso all’area del crash», «piena cooperazione», e «piena condivisione di tutte le informazioni di rilievo». A pretendere «il lancio senza ritardo di un’indagine internazionale» è anche il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, affinché «i responsabili possano essere portati di fronte alla giustizia». Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon ha aggiunto: «C’è chiaramente bisogno di una piena e trasparente indagine internazionale».

Il volo MH-17. Il volo MH-17 era decollato giovedì 18 luglio alle 12.14 da Amsterdam, l’arrivo era previsto a Kuala Lumpur nella mattinata di venerdì 18 luglio, alle 6.10 ora locale. Il Boeing è scomparso dai radar quando si trovava a quota diecimila metri. La Malaysia Airlines alle 17.36 ha avvisato con un tweet di «aver perso i contatti con il velivolo MH17 da Amsterdam. L’ultima posizione rilevata è stata nello spazio aereo ucraino. Seguiranno dettagli». Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax, il Boeing «è stato abbattuto da un missile terra aria» Buk di fabbricazione russa. Il Buk ha una gittata massima di trenta chilometri e una quota massima di tangenza di 14mila metri. L’aereo sembra essersi spezzato in volo prima dell’impatto. la regione di Shiaktiorsk, 40 chilometri a est di Donetsk, dove erano in corso combattimenti tra esercito ucraino e ribelli filorussi.

La Malaysia Airlanes. È la seconda volta in poco più di quattro mesi che un Boeing 777 della Malaysia Airlines rimane coinvolto in una tragedia aerea. Lo scorso 8 marzo il volo Mh370, diretto da Kuala Lumpur a Pechino, con a bordo 239 persone si è inabissato nell’oceano indiano meridionale, mentre si trovava fuori rotta, ed è scomparso nel nulla. Da allora è stata avviata una ricerca internazionale, ricorrendo all’utilizzo sia di aerei che di imbarcazioni, che non ha prodotto alcun risultato. L’aereo viaggiava nella direzione opposta a quella della sua destinazione e non si è ancora riusciti a chiarire se sia trattato di un incidente o di un gesto estremo del pilota. L’ipotesi dell’attentato è stata subito scartata.

 

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