Una «bomba atomica» per la giustizia

Il braccio di ferro sulla prescrizione spiegato bene in cinque punti

Il braccio di ferro sulla prescrizione spiegato bene in cinque punti
Cronaca 06 Novembre 2018 ore 10:48

È l’emendamento che sta facendo traballare il governo. La parola chiave è “prescrizione”: è stato presentato da Cinque Stelle all’interno del Disegno di legge anticorruzione e quindi la sua approvazione o meno è rimessa alla volontà del Parlamento. La Lega ha alzato le barricate facendo sapere che quell’emendamento non lo voterà. La materia è complessa. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

1. Cos’è la prescrizione. È una garanzia a favore dell’imputato ad avere un giusto processo in tempi ragionevoli, superati i quali il reato si estingue. Il fattore tempo quando si allunga rende inoltre oggettivamente più difficile sia l’efficacia dell’azione penale sia l’esercizio del diritto di difesa: infatti le indagini e il processo avvengono anni dopo il fatto oggetto di reato. In Italia i tempi di prescrizione si calcolano in base alle pene massime previste per i diversi reati, mentre non c’è prescrizione per i reati che prevedono come pena massima l’ergastolo.

2. Che cosa non va. L’Italia è uno dei Paesi europei dove già oggi i giudici impiegano più tempo a concludere un processo penale: non solo i processi sono più lunghi che nel resto d’Europa, ma anche la fase delle indagini. Tuttavia da quasi un decennio il numero dei processi prescritti è in calo: erano il 14 per cento nel 2004, sono scesi al 9 nel 2014, ultimo dato disponibile. Inoltre la maggioranza dei processi che vanno in prescrizione, vengono estinti già nella fase preliminare e non arrivano neanche in tribunale: questo accade perché le indagini durano anni o perché i magistrati sono impegnati in altri casi oppure sono organizzati in maniera poco efficiente.

 

 

3. Cosa prevede l’emendamento dei Cinque Stelle. In sostanza viene introdotto il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, anche nel caso in cui l’imputato sia stato assolto. In parole povere, una volta superato un primo processo i reati non andranno in prescrizione, indipendentemente dalla lunghezza del processo. Il rischio per l’imputato, anche se assolto, è quello di vivere con la spada di Damocle di una giustizia che può in ogni momento riaprire il caso che lo riguarda.

4. Cosa contesta la Lega. Il ministro alla Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, che è avvocato (aveva difeso Giulio Andreotti, vincendo il processo), si è opposta al contenuto dell’emendamento, sostenendo che «senza la tagliola della prescrizione non fisserebbero più le udienze, non ci sarebbero più appello e Cassazione perché non sarebbero più fissate le udienze». E ha definito l’emendamento una bomba atomica per il sistema giustizia. Inoltre ha ricordato che la Lega ha messo sul tavolo alcune proposte, tra cui la possibilità di eliminare l’udienza preliminare per alcuni reati per abbattere costi e tempi e l’eventualità per altri reati di allungare i tempi della prescrizione per avere la certezza che i processi non vengano “cancellati”.

5. I Cinque Stelle ribattono sostenendo che la riforma della prescrizione è scritta nel celebre Contratto di governo. Cosa confermata anche dal premier Giuseppe Conte. La Lega non nega l’accordo, ma ribatte che proprio perché nel programma di Governo dovrebbe innanzitutto essere discussa in Consiglio dei Ministri e non introdotta con un emendamento che va direttamente in Commissione e al voto del Parlamento.

 

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