Sì, ma non esagerate

Good news dalla lontana Australia I formaggi non fanno così male

Good news dalla lontana Australia I formaggi non fanno così male
31 Ottobre 2019 ore 09:04

Ricotta, primosale, parmigiano reggiano, dai formaggi duri di montagna fino a quelli light o alla mozzarella, alle caciotte e alle scamorze stagionate e ai formaggi cremosi. E poi latte, yogurt e latticini in genere. Qualunque siano le vostre preferenze sui prodotti lattiero-caseari da mettere nel piatto, pare che possiate stare più tranquilli. Di recente, infatti, la Heart Foundation australiana li avrebbe scagionati dall’accusa di essere causa di alcune malattie del cuore o ictus. Mentre si ribadisce l’attenzione verso la carne rossa.

 

 

Prodotti caseari e problemi di cuore. La moderazione dei consumi resta sempre la regola, tuttavia latte, formaggi, yogurt prodotti con latte intero ma anche le uova, ritenuti dannosi per la salute e la buona funzionalità del cuore, sembrerebbero uscire dalla black list degli alimenti sotto accusa. Infatti, dopo una prima indicazione positiva emersa dallo studio internazionale Pure, Prospective urban rural epidemiology, pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet, arriverebbe la conferma anche da parte della Heart Foundation, una delle maggiori istituzioni australiane in materia di salute del cuore. I prodotti lattiero-caseari, in buona sostanza, non sarebbero responsabili di aumentare o aggravare il rischio di malattie di cuore, compreso infarto e/o ictus, dando quindi il via libera al consumo, anche senza un target di limitazione in persone sane che non presentano già problemi cardio o cerebrovascolari. Mentre continua a essere sotto i riflettori il consumo di carne rossa, che secondo gli esperti della fondazione dovrebbe essere limitata a non più di tre volte a settimana.

Cosa è cambiato sui prodotti lattiero-caseari. Apparentemente, cambiano quindi alcune fondamentali indicazioni di consumo. In passato le principali linee guida raccomandavano a tutti di limitare la scelta verso latte, formaggi e derivati a basso contenuto di grassi. Oggi queste stesse indicazioni sarebbero circoscritte ai piatti di chi soffre di ipertensione, malattie cardiache o diabete di tipo 2. Riguardo alle uova, gli esperti non fisserebbero un limite numerico settimanale per gli adulti sani, mentre la soglia massima in caso di diabete di tipo 2 sarebbe di un solo uovo al giorno. Se il consumo è ulteriormente ridotto, ancora meglio, limitando così anche il rischio di colesterolo, seppure su quest’ultimo la scienza si sia lungamente espressa riabilitandolo in parte, stante il fatto che il colesterolo sarebbe in parte auto-prodotto dall’organismo con possibili variazioni genetiche in associazione all’intera dieta, dunque non limitatamente da un unico alimento, nello specifico le uova.

 

 

Attenzione alla carne. Specie a quella rossa, verso cui si esprime il sano consiglio di limitarne le quantità, specialmente di quella bovina, suina o ovina, a massimo 350 grammi a settimana, che equivalgono all’incirca a un consumo di carne rossa magra tre volte a settimana. Questo perché la carne lavorata, tra cui anche i salumi, si associa a un più alto rischio di malattie cardiache e di altre condizioni croniche. Mentre gli esperti ribadiscono l’incentivo e l’importanza di un aumentato e abbondante consumo di cibi vegetali, in particolare verdura, frutta di ogni qualità e colore, cereali integrali e altri prodotti green per la fornitura di proteine come fagioli, lenticchie e tofu. Restano un altro must per la salute del cuore, e non solo, anche pesce e frutti di mare. Ce n’è quindi per tutti i gusti e la vostra tavola, mediterranea, sarà buonissima, non solamente al palato.

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