Dalla Procura di Cremona

Calcioscommesse, fra gli indagati anche Colantuono e Zamagna

Calcioscommesse, fra gli indagati anche Colantuono e Zamagna
10 Febbraio 2015 ore 09:15

C’è il nome di Stefano Colantuono, 52 anni, allenatore dell’Atalanta, fra i 130 destinatari dell’avviso di chiusura delle indagini spedito dalla procura della Repubblica di Cremona che indaga sul troncone principale dello scandalo calcioscommesse. Con lui anche Gabriele Zamagna, direttore sportivo della società nerazzurra. Interpellato dall’Ansa, Colantuono ha detto di non avere avuto alcuna comunicazione da parte della Procura. La partita incriminata è Crotone-Atalanta, valida per il campionato di Serie B, disputata il 22 aprile 2011 e terminata 2-2.

Il coinvolgimento del mister nerazzurro è conseguente alla scoperta, durante l’analisi del pc di Nicola Santoni, di una chiacchierata con l’ex atalantino Doni in cui si parlava in questi termini della gara contro i calabresi. Nel dialogo, da quello che emerge dalle carte della procura, Doni dice: «Robi gliel’ha detto e io pure gli ho fatto capire che è meglio vincere. Sì lo sanno. Solo il mr». In mezzo ad altre frasi, si legge anche come Doni dica: «L’unica cosa che se non siamo avanti a 20 minuti dalla fine dobbiamo andare a Parigi. Però spero di esserci ancora così la gestisco io». L’espressione ”andare a Parigi” potrebbe significare ”pareggiare”. Segue un’altra conversazione il mattino della partita, in cui Doni aggiunge: «Tranquillo ho fatto come prima di Modena».

Crotone-Atalanta finirà 2-2: gol di Tiribocchi per i nerazzurri nel primo tempo, poi due reti di Cutolo per i calabresi. Sarà proprio Doni a pareggiare all’8′ della ripresa con una gran punizione. Poi il risultato non cambierà più.

Cosa dicono gli atti. Secondo l’avviso di chiusura delle indagini, Colantuono, Doni e Zamagna, «in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro o altra utilità, o ne accettavano l’offerta o la promessa, e comunque compivano atti, anche fraudolenti, diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio Crotone-Atalanta in programma il 22.4.2011, in modo da conseguire il risultato finale di «over 2,5», conforme alle scommesse predisposte». «A tal fine – scrive il procuratore Roberto Di Martino – venivano compiute, tra le altre, le seguenti attività, anche fraudolente, tendenti alla manipolazione del risultato: Doni, unitamente all’allenatore Colantuono e al direttore sportivo Zamagna dell’Atalanta e a Santoni Nicola concordava con il Crotone, squadra nella quale poteva contare sul portiere, poi nello specifico riserva, Emanuele Concetti, un over con pareggio, di comune utilità per le due squadre, che puntualmente si verificava con il risultato di 2-2 (Iphone Santoni)».

Stando alle indagini, «Santoni, cointeressato alla manipolazione, il 21 aprile 2011 alle 19,24 (Iphone Santoni), suggeriva a Doni, con riferimento alla suddetta partita, per non compromettere il risultato, di informare anche i difensori dell’Atalanta, Troest, Peluso, Bellini e Ferri, del raggiunto accordo sull’over».

L’inchiesta di Cremona. Tecnicamente, l’avviso di chiusura delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero e poi alla decisione o meno del rinvio a giudizio da parte del giudice dell’udienza preliminare, ed è evidente che debba essere salvaguardata la presunzione di innocenza sino a quando una sentenza non sarà passata in giudicato. La presenza fra gli indagati del mister atalantino e di Zamagna è tuttavia un fatto nuovo di cui fino ad oggi non si era a conoscenza.

Il nome di Colantuono era già emerso alcuni mesi fa in relazione alla partita Padova-Atalanta 1-1, giocata il 26 marzo 2011. Il 20 ottobre scorso, quando gli venne chiesto se fosse lui il signor Mr, di cui si cominciava a parlare nei documenti dell’inchiesta cremonese a proposito di una telefonata dell’ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, Colantuono commentò: «Io sono SC, Stefano Colantuono. Chi è Mister X? E che ne so? Potrebbe essere un tale Marco Rossi o magari un errore di digitazione. Non mi interessa, queste cose mi fanno ridere».

Complessivamente nell’inchiesta di Cremona gli indagati sono 130, fra calciatori di A, B e Lega Pro, tecnici e dirigenti. Nell’elenco figura anche il nome di Antonio Conte, ct della Nazionale. Questi, accusato di frode sportiva in relazione ad alcune gare del Siena di cui era allenatore, ha sempre proclamato la propria innocenza. Dalla data della notifica ogni indagato ha 50 giorni di tempo per presentare memorie, farsi interrogare e fornire le risposte che ritiene opportune.

Il procuratore Di Martino, ha contestato il reato di associazione a delinquere a Doni; al capitano della Lazio, Stefano Mauri e all’ex attaccante della Lazio, del Bologna e della Nazionale, Beppe Signori.

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