Ben 104 persone coinvolte

Il punto sul Calcioscommesse

Il punto sul Calcioscommesse
Cronaca 18 Febbraio 2016 ore 17:00

Ben 104 indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, una sessantina di partite coinvolte (su circa 200 indagate) e poi ancora un centinaio di richieste di Costituzione di Parte Civile previste, un migliaio di testimoni che sfileranno e 15 udienze già fissate fino a fine aprile per un processo i cui tempi non saranno certamente brevi. È iniziato oggi giovedì 18 febbraio a Cremona il processo per il Calcioscommesse presieduto dal Gup Pierpaolo Belluzzi: tutto nacque il 1 giugno 2011 dall’inchiesta del Procuratore di Cremona Roberto Di Martino denominata “Last Bet”, e a distanza di quasi 5 anni si è finalmente arrivati alla fase processuale. Il volume della documentazione (oltre 100mila pagine di faldoni, già digitalizzate) e la piccola struttura del Tribunale di Cremona lasciano pensare che servirà molto tempo per capire chi sarà indagato e per cosa, sempre che le migliaia di eccezioni annunciate dai vari legali e la competenza territoriale che in molti potrebbero contestare non blocchino o ritardino ulteriormente la grande macchina della giustizia, che è chiamata a decidere per reati come l’associazione per delinquere e la frode sportiva.

 

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Cosa c’entra e cosa rischia l’Atalanta. Le figure coinvolte e le relative posizioni processuali sono diverse, il nome più importante è quello del ct della Nazionale Antonio Conte ma per restare in casa Atalanta sarà curioso capire se Cristiano Doni, l’ex ct Stefano Colantuono e Guido Marilungo verranno rinviati a giudizio, oppure se usciranno subito dal processo. Per l’ex capitano ci sono almeno 3 partite in gioco: Atalanta-Piacenza,  Padova-Atalanta e Crotone-Atalanta del campionato di serie B 2010/2011, mentre Colantuono è stato coinvolto da una chat tra lo stesso Doni e l’amico Santoni relativa a Crotone-Atalanta. A Marilungo viene contestato un ruolo nella partita Ascoli-Atalanta terminata sul punteggio di parità, ma che avrebbe dovuto chiudersi (secondo l’accusa) con una vittoria della Dea.

A scanso di equivoci, va sottolineato come non ci siano implicazioni per la società Atalanta non essendoci nessun dirigente coinvolto e non essendoci in sede di giustizia ordinaria la responsabilità oggettiva che invece ha creato grossi problemi con le penalizzazioni in campionato. Allo stesso tempo, in sede di giustizia sportiva la Dea ha già pesantemente pagato con ben 8 punti di penalizzazione (6 nella serie A 2011/2012 e 2 nella serie A 2011/2012) per le gare contro il Piacenza e il Padova mentre per Ascoli (proscioglimento per l’allora difensore centrale Manfredini) e Crotone (nessun deferimento mai arrivato) non è successo nulla.

 

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La posizione della società e degli indagati. Tra i primi legali arrivati a Cremona oggi c’è l’avvocato Luigi Chiappero che difenderà in sede processuale la società nerazzurra. Nelle ultime ore era filtrata l’intenzione della società di tutelare i propri interessi in ogni sede, e le parole del legale all’arrivo a Cremona sono state eloquenti: «La costituzione di parte civile è quasi una necessità nei confronti di tutti i soggetti». Più tardi la posizione si è precisata: il club orobico si costituirà parte civile nei processi contro Doni e Marilungo (perché accusati di associazione per delinquere), mentre non lo sarà con Colantuono, perché l’accusa nei suoi confronti è solo di frode.

In merito alla posizione dei tre indagati, è doveroso sottolineare come si tratti di situazioni molto diverse tra loro. Doni è accusato di associazione per delinquere e frode sportiva. Essendo acclarate le sue azioni in almeno due partite (Piacenza e Padova), il processo per frode sportiva è scontato. In tema di associazione per delinquere, invece, è tutto da vedere. Il grosso degli indagati sono collegati e riconducibili al famoso gruppo degli “Zingari” che era controllato da Gegic e Ilievski e faceva capo a Singapore. Doni non ha mai avuto contatti con questi personaggi come si evince dagli atti, la sua colpa è quella di aver condiviso con Santoni e altri amici le informazioni relative alle combine e di non averle contrastate.

 

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Per Colantuono e Marilungo la situazione appare molto più semplice. L’ex allenatore era stato coinvolto da una chat inerente Crotone-Atalanta del 2011 insieme al direttore sportivo Zamagna. In fase di chiusura indagini, la posizione di Zamagna è stata archiviata e visto che gli elementi sul tavolo sono gli stessi anche per Colantuono, i legali puntano ad una soluzione rapida e indolore pure per l’attuale mister dell’Udinese. Marilungo per Ascoli-Atalanta non è mai stato sentito a Cremona, ne è mai stato coinvolto nelle decisioni della giustizia sportiva. Dopo l’informazione di chiusura indagini ha chiesto di essere ascoltato per dire la sua, ma non è da escludere una rapida uscita dal processo.

I prossimi passi. Come detto, nei prossimi 2 mesi si capirà chi dei 104 indagati finirà davvero a giudizio. Sono state già fissate una quindicina di udienze a Cremona, sono attese eccezioni e richieste da parte degli avvocati oltre alla presentazione di richiesta di costituzione come Parte Civile da parte di molti soggetti. Previa conferma della competenza territoriale per il reato associativo a Cremona, molti indagati potrebbero chiedere per le singole frodi lo spostamento in ambito locale (per gli atalantini, ad esempio, si potrebbe arrivare ad un passaggio del processo a Bergamo), ma i tempi sono comunque abbastanza lunghi considerando i tre gradi di giudizio e che c’è pure il pericolo della prescrizione.

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