Il presidio ad Alzano

Cambia l’appalto per la pulizia all’Asst Bergamo Est: tagliate ore di lavoro e stipendi

Picchetto fuori dall'ospedale Pesenti Fenaroli lunedì 2 novembre. A distanza di oltre otto mesi dal cambio di appalto non si è ancora risolta la vertenza aperta con la società Markas Srl, vincitrice della gara

Cambia l’appalto per la pulizia all’Asst Bergamo Est: tagliate ore di lavoro e stipendi
Val Seriana, 29 Ottobre 2020 ore 15:29

A distanza di oltre 8 mesi dal cambio di appalto, all’Asst Bergamo Est (che comprende i cinque ospedali di Seriate, Alzano Lombardo, Piario, Lovere e Gazzaniga) non si è ancora risolta la vertenza aperta dopo che la società Markas Srl, vincitrice della gara, ha tagliato in maniera consistente le ore e, di conseguenza le buste paga, dei propri dipendenti. Per questa ragione i sindacati hanno convocato per lunedì 2 novembre un presidio all’esterno dell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano.

«È inaccettabile che nel mezzo di una pandemia si discuta di riduzione oraria negli appalti di pulizia e sanificazione degli ospedali e che il costo dei tagli si ripercuota unicamente sulle tasche dei lavoratori – commentano Mauro Rossi e Giuseppe Errico di Filcams-Cgil, Eleonora Capelli di Fisascat-Cisl e Giacomo Ricciardi della Uiltrasporti di Bergamo -. In diversi confronti con l’azienda abbiamo chiesto che il monte ore precedente venisse ripristinato, senza però ottenere alcun risultato».

«Abbiamo lavorato incessantemente, catapultate nel vortice della pandemia, e non ci siamo mai risparmiate – scrivono le lavoratrici Markas sul volantino che verrà distribuito lunedì -. Eppure siamo vittime del taglio dei costi: abbiamo subito una riduzione del nostro stipendio che tocca punte del 25 per cento e non ci è ancora stato consegnato il nostro orario di lavoro. Adesso vogliamo certezze: un orario definito e definitivo nei contratti e la restituzione delle ore perse!».

«Nei giorni scorsi abbiamo anche chiesto un incontro al direttore generale Francesco Locati per discutere la questione direttamente con il committente – aggiungono i sindacalisti -. Oltre alla riduzione di orario e alla conseguente perdita di salario, l’azienda, nonostante le segnalazioni delle organizzazioni sindacali e le richieste delle dipendenti, non ha ancora rispettato le norme contrattuali che prevedono di individuare chiaramente l’orario di lavoro. Quest’ultima rivendicazione non è certo un banale dato tecnico ma una reale garanzia per le lavoratrici che, spesso con contratto part-time, devono far conciliare un secondo lavoro o dinamiche famigliari. Non a caso sia il contratto collettivo sia le norme vigenti richiedono che l’orario di lavoro sia chiaramente esplicitato. Al riguardo, le dipendenti non hanno avuto risposta, nonostante diverse richieste scritte e formali».

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