In prima fila alla protesta pacifica

Il capo della polizia di Richmond che difende le vite dei neri

Il capo della polizia di Richmond che difende le vite dei neri
11 Dicembre 2014 ore 11:55

A Richmond, nella California del nord, il capo della polizia locale Chris Magnus ha partecipato, nel pomeriggio di martedì 9 dicembre, a una protesta pacifica anti-polizia, in divisa e con un cartello bianco in mano che riportava la scritta #BlackLivesMatter (Le vite dei neri contano), in questo periodo popolare hashtag di Twitter. La notizia è stata riportata dal Contra Costa Times, quotidiano locale, ed è stata ripresa poco dopo da CBS News.

 

RICHMOND DEMONSTRATION/METRO

Chris Magnus, capo della polizia di Richmond, ha preso parte alla manifestazione pacifica
Foto di Kristopher Skinner/Bay Area News Group

 

La protesta si è svolta su Macdonald Avenue, e ne hanno preso parte circa 100 persone. In molti esibivano cartelli, e da alcuni stereo si poteva sentire la voce di Martin Luther King Jr. in alcuni dei suoi significativi discorsi. La protesta è una delle tante che stanno avvenendo nella Bay Area: solo a Berkeley, a poco meno di venti chilometri da San Francisco, ce ne sono state due di fila questa settimana, e in una, a causa degli scontri, sono rimasti feriti due poliziotti.

Chris Mangus è stato acclamato dalla sua comunità per aver fatto calare, negli anni passati, il crimine e l’uso della forza. Dopo la protesta, il poliziotto ha affermato: «Ho parlato con il mio staff di comando, e abbiamo pensato che sarebbe stato bello trasmettere il nostro impegno per protestare pacificamente e per sostenere che le vite delle persone di colore contano. E per cercare di gettare un ponte nel gap che esiste tra la polizia e la comunità attorno a certi problemi».

La protesta è stata organizzata dal membri del RYSE Youth Center, un centro giovanile. I membri che ne hanno preso parte sono rimasti sul marciapiede con i cartelli e le mani in alto, per ricordare il 18enne Michael Brown ucciso a Ferguson da un agente di polizia. Il direttore esecutivo del RYSE, Kimberly Aceves, ha affermato in merito alla protesta: «È importante che Richmond sia vista come parte di questo movimento pacifico. Perché le vite delle persone di colore contano, e perché questo Paese e questo mondo continuano a comportarsi come se invece non contassero».

La protesta è stata nel complesso relativamente calma, e ne hanno preso parte altre figure di spicco della città, compresi il sindaco Gayle McLaughlin e i membri del consiglio Jael Myrick, Jovanka Beckles e Tom Butt. Il vice-capo della polizia, Allwyn Brown – anche lui a due passi dal corteo –, ha detto che la partecipazione del suo capo alla manifestazione ha lanciato un messaggio molto chiaro: «Questa è l’opportunità per tutti i dipartimenti di polizia, incluso il nostro, per guardarci dentro, esaminare le nostre strategie e migliorare».

Il consigliere Tom Butt, nei giorni precedenti alla manifestazione, aveva criticato la decisione del centro giovanile di organizzare una protesta, affermando: «La situazione per cui volete protestare non esiste a Richmond perché siamo sempre stati proattivi nell’educare alla sensibilità il nostro dipartimento di polizia. Spero che ci sarà occasione di celebrare il nostro successo invece che protestare per il fallimento di altre città». Ma dopo aver visto la natura della protesta, senza alcun intoppo nei rapporti tra manifestanti e polizia, Butt si è presentato tra i partecipanti con un largo sorriso in faccia: «Tutti hanno lavorato duro per rendere Richmond il posto che è, e penso che tutti insieme abbiamo bisogno di dire alle persone: “Guardate, fate come noi”, invece che cercare di apparire come se avessimo gli stessi problemi degli altri».

Le manifestazioni in corso in molte città degli Stati Uniti sono organizzate per protestare contro le morti di Michael Brown ed Eric Garner, rimasti uccisi dalla polizia per motivi ancora poco chiari.

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