seconda ondata

L’allarme di Scandella: «Per l’ospedale in Fiera a Milano non portate via da Bergamo medici e infermieri»

Il consigliere regionale del Pd: «La Regione fa esattamente quello che, a detta dei maggiori esperti, non va fatto: sguarnire la sanità territoriale per investire in un unico hub»

L’allarme di Scandella: «Per l’ospedale in Fiera a Milano non portate via da Bergamo medici e infermieri»
27 Ottobre 2020 ore 17:24

In Lombardia la pressione sugli ospedali è tornata prepotentemente a mordere. Le strutture bergamasche pare che al momento stiano reggendo l’urto della seconda ondata, ma il quadro d’insieme è oggettivamente preoccupante, tanto che il Pirellone per rispondere efficacemente all’incremento dei ricoveri è stato costretto a riattivare gli ospedali alla Fiera di Milano e di Bergamo.

Ma è proprio questo aspetto a preoccupare il consigliere regionale bergamasco del Pd Jacopo Scandella. «Per la riapertura dell’ospedale in Fiera a Milano Regione Lombardia deve recuperare 153 medici intensivisti e 459 infermieri – sottolinea  -. Si tratta di operatori che non ci sono e che, di conseguenza, verranno sottratti ai nostri territori, indebolendone la capacità di cura. Il tutto per attrezzare una struttura che non può contare su nessuna specializzazione e che quindi, in realtà, può curare solo i malati meno gravi».

«La Regione fa esattamente quello che, a detta di tutti i maggiori esperti, non va fatto, ossia sguarnire la sanità territoriale per investire in un unico hub – aggiunge Scandella -. Possiamo accogliere in Bergamasca pazienti di altre province, come già si sta facendo, ma si lascino i medici e gli infermieri a presidiare gli ospedali del territorio».

Secondo il consigliere regionale Dem, la sanità lombarda presenterebbe gli stessi problemi di marzo, aggravate dalla mancata attivazione delle unità mobili per la cura domiciliare e dal fatto che i cittadini in difficoltà vedono i pronto soccorso come unica risposta a eventuali malesseri. «Oggi l’assessore Gallera (Welfare ndr) ha detto che per fine anno saranno assunti 350 nuovi infermieri, ma nella nostra regione i numeri rilasciati dal NurSind parlano chiaro: ne servono circa 10mila – conclude Scandella riferendosi alle dichiarazioni odierne del segretario lombardo del sindacato infermieristico italiano – i soldi ci sono e andavano usati per concretizzare più assunzioni già durante l’estate».

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