La corsa alla presidenza FIGC

Tavecchio è nella bufera Una gaffe sulle donne nel calcio

Tavecchio è nella bufera Una gaffe sulle donne nel calcio
29 Luglio 2014 ore 06:10

Possono delle dichiarazioni affrettate, infelici e anche un po’ mal interpretate cambiare la corsa alla Presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC)? Probabilmente no, visti numeri che ha dalla sua parte Carlo Tavecchio, ma il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti (LND), che da sola muove il 34% dei voti, ha corso un gran bel rischio con le parole pronunciate venerdì scorso durante l’assemblea straordinaria elettiva della Lega dilettanti. 

Dopo aver toccato una serie di questioni importanti per l’avvenire del calcio italiano, come l’urgenza di un nuovo commissario tecnico e l’attaccamento alla maglia azzurra da parte dei calciatori convocati in Nazionale, il 71enne brianzolo è “scivolato” in una gaffe sugli extracomunitari, dicendo testualmente: «Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che “Opti Poba” è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra invece deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree». Accortosi dell’uscita per niente ortodossa, Tavecchio ha prontamente fatto marcia indietro: «Mi riferivo al curriculum e alla professionalità richiesti dal calcio inglese per i giocatori che vengono dall’Africa o da altri paesi», ha detto. «Se qualcuno ha interpretato il mio intervento come offensivo, me ne scuso. Tra l’altro la mia vita è improntata all’impegno sociale, al rispetto delle persone, tutte, e al volontariato: in particolare in Africa».

 

Tavecchio però è inciampato in un’altra clamorosa gaffe. Intervistato da Corriere Tv, afferma testualmente: «Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio…, ma poi abbiamo riscontrato che sono molto simili…». Ecco il video-intervista dell’altra frase choc di Carlo Tavecchio.

Le reazioni. A prescindere dagli eventuali riferimenti a Paul Pogba, giovane fuoriclasse francese della Juventus, e a Joseph Marie Minala, 17enne camerunense della Primavera della Lazio, sulla cui età si era polemizzato ampiamente, le dichiarazioni di Tavecchio hanno scatenato reazioni a non finire nel mondo del calcio, e non solo. Le società di serie A, fino a venerdì scorso, erano schierate quasi tutte dalla sua parte: 18 club su 20 avrebbero appoggiato Tavecchio nelle elezioni dell’11 agosto. Solo Roma e Juventus non stavano con lui, e l’avversario più acceso si era dimostrato Andrea Agnelli, numero uno della squadra campione d’Italia, che il 24 luglio aveva dichiarato: «Mi sembra coerente non sedere in un consiglio federale presieduto da una persona che non ritengo idonea a questo ruolo». Le dichiarazioni di Tavecchio del giorno successivo, dai più giudicate “razziste”, hanno però cambiato lo scenario: prima la Fiorentina, con una nota del presidente Mario Cognigni, e in seguito la Sampdoria, tramite le parole del neo-presidente Ferrero («La Lega di Serie A non può far finta di nulla. Il mio invito è a tutti i presidenti, a tutti i club: dobbiamo ritrovarci al più presto per rivalutare la situazione. Non c’è tempo da perdere»), hanno riconsiderato l’idea di appoggiare Tavecchio. Sulla questione è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, che ha bollato la frase usata da Tavecchio come «un clamoroso autogol». Subito dopo è intervenuta anche la FIFA con la sua Task Force contro il razzismo e la discriminazione, presieduta da  Jeffrey Webb. La FIFA ha invitato a indagare sulle parole di Tavecchio, ricordando che nel 2013 «il Congresso della Federcalcio internazionale ha deliberato all’unanimità una ferma risoluzione che, tra le altre misure, ricorda alle Federazioni associate l’obbligo di mettere in campo ogni sforzo per eliminare razzismo e discriminazione nel calcio. In quell’occasione, la Fifa ha inoltre sottolineato che ai dirigenti della comunità calcistica spetta un ruolo di modelli nella lotta al razzismo». Ora dunque per Tavecchio la questione si è fatta più intricata e potrebbe favorire la ripresa dell’altro candidato forte, l’ex giocatore del Milan, Demetrio Albertini.

 

okaka

 

Le elezioni. Tavecchio contende ad Albertini la poltrona rimasta vacante dopo le dimissioni di Giancarlo Abete, seguite alla sconfitta dell’Italia contro l’Uruguay. L’ex centrocampista del Milan gode dell’appoggio degli atleti, dei tecnici e di qualche società di serie A, mentre Tavecchio ha dalla sua il sostegno dei tutta la Lega Nazionale Dilettanti, la serie B, la Lega Pro, gli arbitri e parecchie squadre di serie A. L’11 Agosto si terrà l’assemblea elettiva. I candidati che vorranno presentarsi dovranno farlo entro domenica 27 luglio. I delegati chiamati a votare sono 278, in rappresentanza di Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Dilettanti, atleti, tecnici ed arbitri. Per l’elezione, al primo scrutinio sono richiesti i tre quarti delle preferenze dell’assemblea, al secondo i due terzi, mentre al terzo scrutinio basterà la maggioranza. Qualora dopo le prime tre sedute non si giunga al 50% + 1 delle preferenze, i due candidati principali andranno al ballottaggio.

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