«Fai sesso con me o diffondo le immagini»

Cavernago, ricatto hot a 15enne Quando il gioco diventa un incubo

Cavernago, ricatto hot a 15enne Quando il gioco diventa un incubo
29 Settembre 2016 ore 06:00

Nasce quasi sempre così, un po’ per gioco. Un paio di “mi piace” o qualche cuore su Instagram, un rapido scambio di commenti, un illusorio feeling. E poi lo scambio dei numeri di telefono, tanto si è dello stesso paese, di vista ci si conosce. Una intimità virtuale che diventa, di giorno in giorno, di foto in foto, sempre più stretta. Fin quando il gioco si trasforma in un incubo. È quello che è successo a una ragazza 15enne di Cavernago, che la sera di lunedì 26 settembre s’è presentata insieme al padre dai Carabinieri di Calcinate per denunciare un 18enne suo compaesano.

 

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I fatti sono, purtroppo, l’ennesima storia di questo tipo: i due ragazzi si sono conosciuti su Instagram, il social network delle fotografie. Un paio di battute e di commenti, poi lo scambio dei numeri di cellulare e l’inizio di un fitto dialogo. «Inviami qualche foto», le scriveva lui. E lei lo ha fatto. Foto normali, per conoscersi un po’. Finché le richieste del 18enne diventano più precise: foto di parti intime, immagini hot. Per lei è tutto un gioco, e acconsente alle richieste del ragazzo. Che però, poi, si trasforma nel mostro di cui spesso si sente parlare in tv e sui giornali ma che si crede sempre lontano dalla realtà, fuori dalla nostra quotidianità.

Davanti ai Carabinieri, in lacrime, la ragazzina racconta di come, dopo le prime immagini intime, il 18enne abbia cominciato a ricattarla. Pretendeva rapporti orali, altrimenti avrebbe diffuso quelle foto. Durante un incontro, lui si sarebbe anche presentato con alcune di queste immagini stampate su dei fogli: «Fai come ti dico, altrimenti infilo queste foto in più cassette della posta possibili. Anche la tua, così le vede pure tuo padre». Un ricatto bello e buono, iniziato tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e continuato per tutta l’estate, fino a quando la 15enne non ha più retto e ha deciso di confessare tutto al padre. Tra le lacrime e i singhiozzi, la ragazzina ha trovato il coraggio di raccontare la triste vicenda di cui era vittima al papà, che non ci ha pensato due volte a caricare la figlia in macchina e presentarsi dai Carabinieri.

 

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Proprio durante la testimonianza della 15enne alle forze dell’ordine la sera del 16 settembre, il suo cellulare continuava a squillare: era proprio il 18enne. Testi espliciti, senza filtri. Richieste di sesso e minacce assortite, tra cui la già sentita «altrimenti diffondo le immagini». I Carabinieri colgono la palla al balzo: quei messaggi “in diretta”, davanti ai loro occhi, configurano il doppio reato di stalking e tentata estorsione in flagranza. Chiedono dunque alla ragazzina un ultimo sforzo, ovvero fissare un altro appuntamento con il 18enne. Lei si fa forza e accetta. Poco dopo, quando esce di casa, il ragazzo non si trova davanti la vittima dei suoi ricatti ma le forze dell’ordine pronte ad arrestarlo. Si dimostra sorpreso, ma sul suo cellulare i Carabinieri trovano numerose foto della 15enne nuda, tant’è che finisce anche indagato per detenzione di materiale pedopornografico. Dopo una notte passata nella cella di sicurezza della caserma di Calcinate, dalla mattina di martedì 27 settembre il 18enne si trova in carcere, in attesa dell’interrogatorio di convalida da parte del giudice Marina Cavalleri. Ora la giustizia farà il suo corso, ma una ragazzina è finalmente uscita dall’incubo in cui si era infilata soltanto per gioco.

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