Grande partecipazione

Centinaia di fiaccole nel silenzio per Valentina: Bergamo si unisce contro la violenza

Corteo da via Pescaria fino al Lazzaretto. L’abbraccio alla famiglia e il dolore per una morte segnata da 19 coltellate

Centinaia di fiaccole nel silenzio per Valentina: Bergamo si unisce contro la violenza

Sono partiti in silenzio, uno accanto all’altro, da via Pescaria, davanti alla casa di Valentina Sarto. Da lì, dove pochi giorni fa si è consumato l’ennesimo femminicidio, ha preso forma una fiaccolata composta e intensa, attraversata più dai pensieri che dalle parole.

C’erano i familiari, stretti nel dolore. C’erano le rappresentanti della rete antiviolenza. E c’erano le istituzioni: la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, insieme a diversi membri della Giunta, tra cui l’assessora Marcella Messina, e ad alcuni consiglieri comunali. Ma soprattutto c’era la città, con centinaia di persone comuni che hanno scelto di esserci, di camminare, di condividere un momento di raccoglimento.

Il corteo ha attraversato via Crescenzi, crescendo passo dopo passo. Le luci delle fiaccole si sono moltiplicate lungo il percorso, fino a diventare circa settecento davanti al piazzale del Lazzaretto, ultima tappa del cammino. Qui la sindaca ha preso la parola, dopo aver incontrato e abbracciato Simone, il fratello di Valentina. Un gesto semplice, che ha raccolto il senso dell’intera serata: la vicinanza, il rispetto, il bisogno di non lasciare sola una famiglia colpita da una violenza che resta difficile da comprendere.

Intanto, dagli accertamenti medico-legali arrivano i dettagli più duri: l’autopsia ha stabilito che Valentina Sarto è stata colpita da 19 coltellate, due delle quali mortali, tra la zona cervicale e la gola.