Con le bellissime spie del cinema

Cercasi 007 donne (e mamme) al servizio di Sua Maestà

Cercasi 007 donne (e mamme) al servizio di Sua Maestà
07 Marzo 2015 ore 11:09

«Il mio nome è Bond, James Bond», diceva Sean Connery nel 1958, seduto a un tavolo da gioco accendendosi una sigaretta e lanciando – una volta e per tutte – sul grande schermo il più famoso agente segreto di tutta la storia. Da allora il personaggio Bond è diventato simbolo di fascino, eleganza, sex appeal, condito con la giusta dose di mistero di cui si ammantano – a dovere e per forza – gli agenti al servizio di Sua Maestà. Tutto rigorosamente al maschile.

La professione di 007, infatti, anche fuori dal grande schermo, è stata finora appannaggio di uomini. Ben presto, però, potremmo doverci abituare a pensare gli 007 al femminile. Miss Bond, che non suona benissimo, ma funziona. Perché anche il più conservatore dei servizi di intelligence apre alle donne, meglio se mamme e non giovanissime: sanno mimetizzarsi meglio, capiscono meglio la gente e sono più capaci di intuire e valutare le situazioni in cui operano. Pazienza, astuzia e abilità di captare una bugia sono talenti tipicamente femminili, utilissimi a una spia.

 

 

Il lavoro della Commissione parlamentare. A dare la notizia di questa apertura al femminile è una relazione della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi segreti, secondo cui a MI5, MI6 e GCHQ, rispettivamente i due servizi di intelligence che si occupano degli affari interni ed esterni al Regno Unito e l’agenzia governativa che opera relativamente a sicurezza, spionaggio e controspionaggio, servono più donne. Una svolta che serve a spezzare il dominio degli uomini di mezza età, con una mentalità tradizionale ormai priva di prospettive.

Le donne negli apparati di intelligence britannica sono già presenti e rappresentano il 37 percento dei 12mila dipendenti totali. Solo il 19 percento di loro, però, ha ruoli di responsabilità. Una situazione che pone il Regno Unito ben lontano da quanto accade negli Stati Uniti o in Israele, dove gli agenti segreti donna sono all’ordine del giorno. Secondo il parlamento britannico, quindi, bisogna apportare una ventata di novità. Al femminile, perché solo le mamme, grazie al loro approccio più dolce e collaborativo rispetto all’aggressività maschile, hanno quelle particolari competenze nella costruzione di relazioni che rappresentano un talento vitale per le spie che necessitano di nuovi informatori.

Almeno questo è quello di cui è convinta la deputata laburista Hazel Blears, che sostiene con forza l’assunzione di donne, in particolare musulmane, per fronteggiare la minaccia jihadista, perché «vi è la necessità di una più ampia diversità, non solo di genere». Una tesi sostenuta anche da Sir Iain Lobban, direttore generale del GCHQ. Non solo: anche dagli Stati Uniti arriva il plauso. L’ex Segretario di Stato Madeline Albright, che ha condotto un’indagine simile esaminando le donne nella CIA, ha sostenuto la proposta di una maggiore cooperazione tra i due paesi per sviluppare la diversità di genere all’interno delle agenzie. La diversità, secondo Albright dovrebbe essere incoraggiata perché può tradursi in «una migliore risposta alla molteplicità di minacce che minacciano la sicurezza nazionale».

[Breve carrellata di spie con i tacchi del cinema]
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Reclutamento online su siti di mamme. Gli 007 in gonnella, anche per dare un’opportunità di reintegro a quelle donne che hanno perso il posto di lavoro, verranno reclutate su siti internet come Mumsnet, un portale mamma oriented il cui logo è la famosissima ombra delle Charlie’s Angels a cui sono stati aggiunti due bambini. Una notizia subito ripresa dal portale, su cui è nata una discussione tra le mumsnetters, che si sono dette pronte a rispondere alla chiamata, mettendosi a Servizio di Sua Maestà. Centinaia di donne hanno commentato il post sul sito: c’è chi si è detta perfetta per il ruolo di spia, perché insospettabile essendo «noiosa e sciatta», chi sostiene che nessuno sospetterebbe di una donna con gli stivali da mamma, e chi dice che chiunque abbia un figlio ha gli occhi anche dietro la testa, quindi si sente perfetta per tenere sotto controllo le varie situazioni di pericolo per il Regno. Un’altra utente, postando una foto in cui indossa un passamontagna colorato con tanto di pon pon ha scritto: «Ditegli di chiamarmi. Sono pronta e sto aspettando».

Assistenza h24 per i bambini. Certo, missioni all’estero dell’ultimo minuto come sono quelle dell’intelligence richiedono l’esistenza di un servizio di assistenza all’infanzia attivo 24 ore al giorno, che possa sopperire all’assenza della mamma. La commissione parlamentare, nel più ampio discorso sul miglioramento delle agenzie di intelligence, ha suggerito ai servizi segreti di provvedere a tale necessità, promuovendo una forma di assistenza per le mamme che hanno figli da accudire.

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