Mistero svelato

Cerchi nel grano a Gorgonzola Niente alieni, solo marijuana

Cerchi nel grano a Gorgonzola Niente alieni, solo marijuana
Cronaca 22 Agosto 2018 ore 07:00

Un muro verde apparentemente invalicabile, un labirinto in cui nessuno si avventurerebbe mai senza un buon motivo. Nei campi di granoturco tra Melzo e Gorgonzola di validi motivi ce ne erano ben 117, piante di marijuana alte oltre due metri. Un raccolto dal valore complessivo di gran lunga superiore ai 50mila euro.  Tutto sequestrato dai carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda che, grazie all’intervento dei colleghi della stazione di Gorgonzola, del Nucleo operativo Radiomobile e all’ausilio del Nucleo elicotteri carabinieri di Orio al Serio, hanno fatto piazza pulita venerdì 10 agosto.

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Un’operazione che ha destato la curiosità delle centinaia di automobilisti che affollano la strada Provinciale  Cerca. Il velivolo di ricognizione, infatti, è atterrato proprio ai margini della Sp13 e una ventina di militari si è messa all’opera per rimuovere le piante di marijuana. Impossibile scoprirne l’esatta ubicazione dalle strade limitrofe, l’unico modo per notare la trentina di piantagioni è sorvolare i sette ettari di campagna. Dall’alto, infatti, appare evidente la presenza di «buchi» all’interno dei campi coltivati a mais. Non si tratta di simboli alieni o di strane coincidenze, bensì delle zone di terra in cui la cannabis cresce. Una pianta vorace che fa terra bruciata intorno a sé, non permettendo al granoturco di crescere. I militari si sono addentrati nel labirinto verde e  con pazienza hanno bonificato l’intera area. Al termine delle operazioni, durate oltre tre ore, il bilancio complessivo è stato di 117 piante poste sotto sequestro e indirizzate all’inceneritore per essere distrutte.

Proprietari dei terreni ignari. Per quanto riguarda la provenienza della marijuana gli inquirenti escludono il coinvolgimento dei proprietari dei terreni. L’ipotesi più plausibile è che gli spacciatori abbiano deciso di sfruttare la copertura naturale fornita dalle piante di mais, utilizzando le ore notturne per innaffiare e curare il piccolo patrimonio in stupefacenti.

Piante pronte. Secondo gli esperti le piante erano ormai pronte per essere raccolte, anche perché gli agricoltori a breve dovranno procedere con il taglio del granturco per usi zootecnici. Non è il primo maxi-sequestro di marijuana effettuato in Martesana. Un duro colpo al mercato della droga era già stato inferto nel febbraio 2015 a Melzo dove erano state ritrovate in un capannone dismesso 400 piante di cannabis. Ai tempi a determinare la scoperta del ricovero dello stupefacente era stata una consegna della pizza domenicale che aveva insospettito i militari. Seguendo il pony express erano riusciti a scoprire la serra fai da te. Nel 2014, invece, una piantagione di dimensioni più contenute era stata scoperta  tra i campi di Bussero grazie, anche in quel caso, ai controlli aerei eseguiti dagli elicotteri dei carabinieri.

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