Dalla Erasmus University di Rotterdam

A che età cominciare a fare figli Ora ve lo dice un calcolatore

A che età cominciare a fare figli Ora ve lo dice un calcolatore
05 Agosto 2015 ore 19:30

Ci si mettono la crisi, il precariato, le difficoltà economiche, la voglia di godersi la vita libera di coppia il più a lungo possibile e così il momento per mettere su una famiglia, seria, con figli si intende, viene rimandato sempre a domani. Che in taluni casi, avvertono gli specialisti, può essere tardi, complici l’età che avanza e anche altri fattori interferenti. Così, per spronare alla genitorialità, arriva un calcolatore della fertilità messo a punto da alcuni esperti della Erasmus University di Rotterdam, in Olanda, in collaborazione con altri atenei, che aiuta a decidere il momento giusto in cui dare la vita a un bimbo, anche in relazione al numero di pargoletti desiderati e al fatto di essere dell’uno o dell’altro sesso.

Il calcolatore della fertilità. C’erano una volta i test che avvisavano sui giorni fecondi, quelli propizi alla maternità, validi ancora oggi – non si discute -, ma comunque antiquati. Perché adesso è possibile stabilire anche l’età giusta per diventare mamma e papà, quella cioè in cui le percentuali di concepimento sono più elevate e non si corrono rischi (per sopraggiunti limiti di età). Basta fare uso del Fertility Calculator, un modello computerizzato che aiuta a pianificare una gravidanza con successo.

 

Calcolatore

 

Consultando  lo strumento ingegnoso si viene a sapere che il momento più propizio per mettersi alla ricerca di un bebè è di norma a 32 anni, perché a questa età si hanno le possibilità maggiori di successo naturali, che arrivano fino al 90 percento. Però se si desidera solo un figlio, secondo il modello, si può procrastinare fino a 42 anni con una garanzia di concepire per vie naturali del 50 percento circa. Ma se si aspira a una nidiata di almeno tre pargoli, le cose cambiano e bisogna cominciare a provare molto prima, già a partire dai 23 anni. Perché il tempo è tiranno e più si aspetta, più il bimbo sarà incerto, tanto che a 35-40 anni le chance possono scendere fino al 50 percento, con un’attesa possibile anche di un anno e più se la fecondazione avviene invece in vitro.

Sulla carta, sembra tutto facile, perché il nuovo modello fornisce dati provenienti da studi che hanno valutato le curve della fertilità e i tassi di successo della procreazione medicalmente assistita e presenta statistiche per lo più sconosciute. Ma i consigli del calcolatore – avvertono gli esperti – nella vita reale non sono poi così semplici da applicare e soprattutto da concretizzare.

 

papa-sintomi-gravidanza

 

I fattori ostili. Innanzitutto l’età media in cui si ha il primo figlio, lievitata ormai intorno ai 40 anni, anche in Italia, e a ridosso degli ‘anta’ in diversi Paesi altri Europei, il che mette ovviamente un limite al concepimento facile. Sugli anni poi incidono anche altre componenti esterne, per lo più legate a condizioni ambientali o stili di vita poco propizi alla maternità, come lo smog, il fumo di sigaretta, lo stress, e alcune malattie infettive. E il sesso; la fertilità è infatti un problema soprattutto femminile, perché la donna ha meno tempo a disposizione per riprodursi e già subito dopo i famosi 40 vede ridurre della metà le probabilità di diventare mamma, tanto che negli ultimi anni – fanno sapere gli esperti  – sono aumentate da parte della donna, specie se single, le richieste di conservazione degli ovociti in vista di un pancione più in maturità. Mentre più attivo è il maschio, la cui vitalità si protrae anche più avanti negli anni.

La stagione migliore. Se questo è il sogno, meglio provarci in estate che pare essere il momento migliore per il concepimento. Specie per l’uomo perché durante la primavera, quindi 3-4 mesi prima (verso aprile), si registra un picco dell’attività endocrina che migliora progressivamente attività e quantità degli spermatozoi che danno poi il massimo tra luglio e agosto. Nelle donne che hanno un’ovulazione regolare, invece, le stagioni hanno un’importanza minore, anche se esiste una sorta di meteoropatia legata a cambiamenti di vita, a fusi orari diversi che possono coincidere favorevolmente, anche per lei, con l’allentamento dello stress durante le ferie estive. Dunque, chissà che davvero questa estate non arrivi la cicogna per mamma e papà, anche senza calcolatore.

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