Dalla Erasmus University di Rotterdam

A che età cominciare a fare figli Ora ve lo dice un calcolatore

A che età cominciare a fare figli Ora ve lo dice un calcolatore
Aggiungi Prima Bergamo alle tue fonti preferite

Ci si mettono la crisi, il precariato, le difficoltà economiche, la voglia di godersi la vita libera di coppia il più a lungo possibile e così il momento per mettere su una famiglia, seria, con figli si intende, viene rimandato sempre a domani. Che in taluni casi, avvertono gli specialisti, può essere tardi, complici l’età che avanza e anche altri fattori interferenti. Così, per spronare alla genitorialità, arriva un calcolatore della fertilità messo a punto da alcuni esperti della Erasmus University di Rotterdam, in Olanda, in collaborazione con altri atenei, che aiuta a decidere il momento giusto in cui dare la vita a un bimbo, anche in relazione al numero di pargoletti desiderati e al fatto di essere dell’uno o dell’altro sesso.

Il calcolatore della fertilità. C’erano una volta i test che avvisavano sui giorni fecondi, quelli propizi alla maternità, validi ancora oggi – non si discute -, ma comunque antiquati. Perché adesso è possibile stabilire anche l’età giusta per diventare mamma e papà, quella cioè in cui le percentuali di concepimento sono più elevate e non si corrono rischi (per sopraggiunti limiti di età). Basta fare uso del Fertility Calculator, un modello computerizzato che aiuta a pianificare una gravidanza con successo.

 

Calcolatore

 

Consultando  lo strumento ingegnoso si viene a sapere che il momento più propizio per mettersi alla ricerca di un bebè è di norma a 32 anni, perché a questa età si hanno le possibilità maggiori di successo naturali, che arrivano fino al 90 percento. Però se si desidera solo un figlio, secondo il modello, si può procrastinare fino a 42 anni con una garanzia di concepire per vie naturali del 50 percento circa. Ma se si aspira a una nidiata di almeno tre pargoli, le cose cambiano e bisogna cominciare a provare molto prima, già a partire dai 23 anni. Perché il tempo è tiranno e più si aspetta, più il bimbo sarà incerto, tanto che a 35-40 anni le chance possono scendere fino al 50 percento, con un’attesa possibile anche di un anno e più se la fecondazione avviene invece in vitro.

Sulla carta, sembra tutto facile, perché il nuovo modello fornisce dati provenienti da studi che hanno valutato le curve della fertilità e i tassi di successo della procreazione medicalmente assistita e presenta statistiche per lo più sconosciute. Ma i consigli del calcolatore – avvertono gli esperti – nella vita reale non sono poi così semplici da applicare e soprattutto da concretizzare.

 

papa-sintomi-gravidanza

 

I fattori ostili. Innanzitutto l’età media in cui si ha il primo figlio, lievitata ormai intorno ai 40 anni, anche in Italia, e a ridosso degli ‘anta’ in diversi Paesi altri Europei, il che mette ovviamente un limite al concepimento facile. Sugli anni poi incidono anche altre componenti esterne, per lo più legate a condizioni ambientali o stili di vita poco propizi alla maternità, come lo smog, il fumo di sigaretta, lo stress, e alcune malattie infettive. E il sesso; la fertilità è infatti un problema soprattutto femminile, perché la donna ha meno tempo a disposizione per riprodursi e già subito dopo i famosi 40 vede ridurre della metà le probabilità di diventare mamma, tanto che negli ultimi anni – fanno sapere gli esperti  – sono aumentate da parte della donna, specie se single, le richieste di conservazione degli ovociti in vista di un pancione più in maturità. Mentre più attivo è il maschio, la cui vitalità si protrae anche più avanti negli anni.

La stagione migliore. Se questo è il sogno, meglio provarci in estate che pare essere il momento migliore per il concepimento. Specie per l’uomo perché durante la primavera, quindi 3-4 mesi prima (verso aprile), si registra un picco dell’attività endocrina che migliora progressivamente attività e quantità degli spermatozoi che danno poi il massimo tra luglio e agosto. Nelle donne che hanno un’ovulazione regolare, invece, le stagioni hanno un’importanza minore, anche se esiste una sorta di meteoropatia legata a cambiamenti di vita, a fusi orari diversi che possono coincidere favorevolmente, anche per lei, con l’allentamento dello stress durante le ferie estive. Dunque, chissà che davvero questa estate non arrivi la cicogna per mamma e papà, anche senza calcolatore.