La diatriba sulle dimensioni dei catamarani

Che peccato l’America’s Cup senza Luna Rossa. Ecco perché

Che peccato l’America’s Cup senza Luna Rossa. Ecco perché
13 Aprile 2015 ore 10:30

«Nello sport, come nella vita, non si può rincorrere sempre al compromesso del compromesso», sono queste le dure parole che Patrizio Bertelli, patron di Luna Rossa, ha utilizzato per motivare la decisione dell’imbarcazione italiana di ritirarsi dalla 35esima edizione dell’America’s Cup, la più importante manifestazione velistica internazionale. La netta presa di posizione del team nostrano fa seguito al cambio di regolamento, approvato nella giornata di mercoledì 1 aprile, dai partecipanti alla manifestazione su proposta degli americani di Oracle, detentori del trofeo. Su sei team votanti (Oracle, Team France, Artemis e Ben Ainsle), Luna Rossa e Emirates Team New Zealand si sono opposti, ma la decisione è stata approvata a maggioranza.

 

 

Le nuove regole. Le nuove regole prevedono l’utilizzo di un catamarano di lunghezza variabile tra i 45 e i 50 piedi, dimensioni che spaziano approssimativamente tra i 13 e i 15 metri, sostituendo in questo modo le barche AC62, lunghe circa 18 metri, che a loro volta erano subentrate agi AC72, utilizzate nell’edizione di San Francisco del 2013. Gli organizzatori hanno optato per questo mutamento spinti da vari team che hanno ritenuto non più sostenibili i costi che si aggirano intorno alla manifestazione. L’obiettivo di tutto lo staff che lavora all’America’s Cup sembrerebbe quello di poter allargare la manifestazione a più partecipanti, provenienti anche da continenti non legati al mondo della vela, come l’Asia. In quest’ottica l’abbassamento dei costi confermerebbe ciò che Harvey Schiller, responsabile commerciale della manifestazione, ha dichiarato a margine del voto: «il nostro scopo comune è controllare le spese, incoraggiare nuovi ingressi e costruire un futuro migliore per la Coppa». L’altro aspetto da tener bene presente è che la prossima edizione dell’America’s Cup si svolgerà nel giugno 2017 nel campo di regata di Bermuda. Qui le dimensioni dell’area marittima designata per ospitare la competizione non sono molto ampie, riuscendo ad ospitare a malapena quattro team, di conseguenza, diminuendo le dimensioni dei catamarani, il campo potrà ospitare un numero più elevato di imbarcazioni iscritte alla competizione.

 

 

La decisione di Luna Rossa. Team Luna Rossa non sembra intenzionato a ritrattare l’abbandono, forte di una procedura che viene definita illegittima e fondata su un «palese abuso di diritto». L’accusa mossa ad Oracle, ed agli organizzatori, è quella di aver deciso di cambiare dei regolamenti in corso d’opera, in quanto la decisione di utilizzare gli AC62 per la manifestazione del 2017 era stata definita nel giugno 2014. In questo lasso di tempo la barca italiana ha investito risorse in strutture, equipaggio e aree per potersi allenare così da presentarsi al meglio per la competizione. Tra gli esperti del settore si vocifera che i cambiamenti richiesti dagli americani siano dovuti al fatto che l’imbarcazione italiana fosse più avanti in fase di progettazione del catamarano rispetto agli altri team, mentre i detentori del titolo avessero incontrato non poche difficoltà nell’adeguarsi alle nuove misure. Oltre a Luna Rossa anche i neozelandesi di Emirates Team New Zealand si sono opposti alle nuove norme, ma sembrano disposti a ritrattare in cambio di un “compromesso”. Le qualificazioni alla fase finale della coppa infatti sono previste anch’esse a Bermuda, per risparmiare sui costi di spedizione; se queste fossero spostate ad Auckland, area di allenamento di Emirates Team New Zealand, i kiwi sarebbero contenti di ritrattare la loro posizione sul regolamento, in quanto dai guadagni delle qualifiche dipende gran parte del finanziamento delle loro barche.

 

 

Niente ricorso. Luna Rossa è invece irremovibile ma schiava di una situazione beffarda. Infatti il team di Bertelli non può nemmeno fare ricorso alla Corte arbitrale, come il Protocollo della manifestazione prevedrebbe, in quanto dopo 10 mesi l’organismo, composto da sei giudici (quattro eletti dal team vincitore e due dagli sfidanti) non è ancora stato costituito. Ora la prima conseguenza della rinuncia alla competizione sarà lo smantellamento del quartier generale di allenamento di Luna Rossa a Cagliari, dove da novembre il team era stanziato. Per questo motivo le World Series dell’America’s Cup, in programma nel capoluogo sardo dal 4 al 7 giugno prossimi, dovrebbero realisticamente essere ospitate da una nuova area maggiormente “legata” a un team velistico attivo nella competizione, in tal modo la Sardegna perderà un probabile proficuo guadagno che l’evento avrebbe portato con sé (si parla di un “buco” di 450 mila euro). Nonostante gli organizzatori abbiano espresso il loro disappunto per la decisione degli italiani, sottolineando «l’importante storia di Luna Rossa nella Coppa America», per la prima volta dal 1983 al via della più importante manifestazione velistica al mondo non ci sarà uno scafo italiano.

 

 

Le regole dell’America’s Cup. Ma qual’è il motivo per cui si è arrivati ad una tale presa di posizione? Per spiegarlo occorre fare alcune precisazioni. Anzitutto l’America’s Cup è la competizione velistica più antica del mondo, iniziata nel 1851, ed è composta da una serie di regate durante le quali due imbarcazioni si sfidano l’una contro l’altra in un percorso deciso in precedenza con l’obiettivo di superarsi, portando l’avversario a compiere errori e penalità. L’America’s Cup prevede che a sfidarsi siano la barca campione in carica dall’edizione precedente, defender, e la sfidante, challenger. Il team sfidante ottiene l’opportunità di scontrarsi per il trofeo al termine di alcune fasi di qualificazioni (America’s Cup World Series), disputate in giro per il mondo, che confluiscono nella Louis Vitton Cup. Il vincitore di quest’ultima è il challenger ufficiale. Fino al 2003 la Louis Vitton Cup si teneva nelle acque dove si sarebbe disputata l’America’s Cup, dall’edizione del 2005 si svolge in diverse aree del mondo nell’arco di due anni. Nelle finali del 2013 BMW Oracle Racing, campione in carica dal 2010, sconfisse nella finale dell’America’s Cup Emirates Team New Zealand, vincitore della Louis Vitton Cup, rimanendo defender della manifestazione.

Il detentore. Altro aspetto chiave da considerare è il peso che ha il detentore del trofeo nell’organizzazione del trofeo. Infatti il regolamento dell’America’s Cup viene deciso dal defender che ha la possibilità di decidere le regole delle dimensioni e le caratteristiche delle barche. Tutto ciò viene poi annunciato il giorno in cui i team sfidanti decidono di iscriversi alla manifestazione, accettando le regole definite. Il regolamento poi può essere cambiato in corsa solamente con decisioni prese all’unanimità, cosa che questa volta pare non essere accaduto, scatenando le ire di Luna Rossa che, con un comunicato ufficiale, ha definito il procedimento «in totale contrasto con la più che centenaria tradizione della Coppa America».

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