Magari si rattoppano le strade

Chi ci guadagna col Giubileo

Chi ci guadagna col Giubileo
14 Marzo 2015 ore 17:09

Nel corso della liturgia penitenziale di venerdì 13 marzo papa Francesco ha annunciato un nuovo giubileo straordinario che avrà al suo centro la misericordia divina.

«Cari fratelli e sorelle, – ha detto il papa – ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo – ha continuato – ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre”».

Si aprirà l’8 dicembre prossimo, a cinquant’anni esatti dalla chiusura del Concilio Vaticano II. Si chiuderà il 20 novembre del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo, “re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre”.

Si sono detti favorevoli, se non addirittura entusiasti, dell’iniziativa: Francesco Totti («Il papa ci sorprende sempre»); il sindaco di Roma Marino («Siamo pronti». A cosa? Ad attendere la Seconda Venuta di Cristo?); il ministro dell’Interno Angelino Alfano («confidiamo che contribuirà ad alimentare un clima di pacificazione e noi ci impegneremo perché ciò possa avvenire in una cornice di sicurezza». Blinderemo Lampedusa?); Matteo Renzi da Sharm el Sheik («una buona notizia che il governo italiano accoglie con i migliori auspici. L’Italia, che quest’anno ospita l’Expo, saprà fare la sua parte anche in questa occasione». Dal cibo della terra a quello spirituale); il ministro Franceschini («pronto, sin da subito, a collaborare per la migliore riuscita di questo Giubileo che sarà per milioni di persone di tutto il mondo un’occasione per un percorso di fede e insieme per uno straordinario viaggio in Italia». Chi sa che papa Francesco non riesca a portare qualcuno a vedere i Bronzi a Reggio Calabria).

 

Vatican Pope

 

Dunque il Giubileo – che sarà formalmente indetto la prima domenica dopo Pasqua (la domenica della Misericordia, indetta a papa Giovanni Paoli II) – è già cominciato. Sarà interessante vedere come continua perché mentre tutti i precedenti sembravano dedicati, se non riservati, ai fedeli cristiani, questo pare estroflettersi, o voler “uscire”, come usa dire il Papa. Potrebbe essere il primo Giubileo missionario, perché  «nessuno può essere escluso dalla Misericordia di Dio – ha detto il papa nell’omelia -: tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato e maggiore dev’essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono». Cioè, nel senso autentico, che abbandonano modi di pensare ostili alla realtà e bellicosi nei confronti degli altri uomini.

Pare un’allusione forte a quel che rispose Cristo ai primi che lo seguirono. Gli avevano chiesto dove abitasse: “Venite e vedrete” fu quel che si ebbero. In un mondo nel quale niente può essere considerato lontano, irraggiungibile, la Chiesa svolge la propria missione accogliendo, spalancando le porte di casa sua. Non facciamo proselitismo. Vi aspettiamo con gioia. Se fossero tanti ad accogliere l’invito (R.S.V.P., come vien scritto nei biglietti) pensiamo che sarebbe un guadagno per tutti.

In ogni caso – nell’ottica Renzi-Franceschini – ci guadagnerà il comparto turistico del nostro Paese. E magari pure le infrastrutture. Per l’Anno Santo 1925 – raccontavano i nostri vecchi – tutte le strade consolari furono asfaltate per 25 chilometri a partire dalla capitale. Magari questa volta riescono pure a rattopparle come si deve. Esiste infatti un nesso secolare fra Giubileo e traffico. Nel XVIII canto dell’Inferno Dante ricorda con precisione la sua andata a Roma in occasione di quello del 1300, il primo nella storia:

   come i Roman per l’esercito molto,
l’anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,
che da l’un lato tutti hanno la fronte
verso ’l castello e vanno a Santo Pietro,
da l’altra sponda vanno verso ‘l monte…

l’esercito indica la folla, il ponte è quello di Castel Sant’Angelo, il modo che i Roman hanno colto – inventato – per far passare la gente sul ponte è la circolazione a doppio senso di marcia. È il primo esempio mondiale di traffico pedonale regolamentato: nessuno ci aveva mai pensato prima. Se in occasione del prossimo giubileo i Romani si inventassero un’altra novità di questa portata sarebbe davvero un evento storico. Allora si andava a piedi, oggi potrebbero beneficiarne i pullman e le macchine.

E, indirettamente, anche gli albergatori, auspice un santo oggi troppo dimenticato, san Giuliano (Julien) l’Ospitaliere, patrono di Macerata. Era costui un fiammingo che un mattino, alzatosi per andare a caccia, uccise padre e madre nel loro letto scambiandoli per sua moglie e l’amante. Abbandonata l’agiatezza in cui viveva si dette a percorrere l’Europa per aiutare i viandanti a trovare un “ospitale”, cioè un tetto dove dormire. Il percorso di Julien potrebbe essere un modello per tutti coloro che vorranno venire a Roma: un brand per strutture ricettive low cost, anch’esse brevetto giubilare, come si legge nelle “Le pie narrazioni dell’opere più memorabili fatte in Roma l’anno del Giubileo del 1575, Viterbo 1577”.

Vennero molti pellegrini da Milano consigliati da Carlo Borromeo, ed anche gruppi di etiopi, arabi e armeni. Le principali nazionalità europee provvedettero, a motivo dei pellegrinaggi per l’Anno Santo, ad erigere in Roma ospizi per i loro pellegrini, affidandoli ad una Confraternita. Nacquero così ad esempio S. Maria dell’Anima per i tedeschi, S. Giuliano [è lui, ndr] per quelli dei Paesi bassi, S. Maria di Monserrato e di San Giacomo in piazza Navona per gli spagnoli, San Luigi per i francesi. Ai pellegrini si dava una tessera di riconoscimento (“T Roma” per i pellegrini della Confraternità della Trinità), si lavavano i piedi. [vatican.va]

Nell’ultimo Giubileo chi ebbe la fortuna di essere accolto dai padri Trappisti sente ancora il profumo del paradiso quando ci pensa. Magari altri potranno tentare di emularli nei prossimi mesi. Comunque è facile ritenere che alberghi, pensioni e B&B ci avranno il loro guadagno. Le Confraternite – si è detto – furono la novità del Giubileo del 1575.

Esse incedevano processionalmente per Roma, cantando litanie, accompagnate da cantori muniti dei più svariati strumenti musicali e, spesso, seguite anche da cocchi per le persone più deboli. L’atmosfera religiosa che si creava per la città era certamente di grande suggestione. Molte cose di quelle processioni ci sono giunte attraverso il racconto contenuto nel libro del gesuita spagnolo Raffaele Riera, “Historia utilissima et dilettevolessima delle cose memorabili passate nell’alma città di Roma l’anno del gran Giubileo MDLXXV”.  [vatican.va]

C’è da supporre che anche i gruppi musicali più svariati potranno trovare adeguata visibilità in questa festa della misericordia e, perché no, anche i costruttori di strumenti, gli ingegneri del suono, gli allestitori di palchi potrebbero trovarsi a ringraziare il cielo dell’occasione loro fornita senza che nemmeno un ghello sia dovuto uscire dalle loro tasche.

 

Vatican Pope

 

«Siamo pronti», hanno detto Alfano e Marino. Ma è facile intuire che tutti i fornitori di sistemi di sicurezza (dalle telecamere a circuito chiuso agli antifurto satellitari, dai droni ai tornielli elettronici) si premureranno di far loro notare che alla prontezza non c’è mai fine: al posto della obsoleta “T Roma” qualcuno potrebbe inventare un dispositivo da inserire nel portafoglio, analogo alle tesserine magnetiche antitaccheggio dei grandi centri commerciali. Un immenso wi-fi steso sulla città potrebbe tracciare ogni borsellino dall’entrata al casello di Settebagni sulla A1 all’uscita per la Pontina. Abbiamo insegnato al mondo a tenersi sulla destra, patentato il Telepass, vuoi che non riusciamo a tener d’occhio una borsetta?

Poi, dato che verranno – assieme ai milanesi consigliati da Scola – anche gli etiopi, gli arabi e gli armeni (che non saranno solo gli extracomunitari che vivono sotto la Madonnina) Expo troverà modo di diffondere a tappeto il cibo etnico, o fusion, o made in Italy. Farinetti di Eataly e Carlo Petrini troveranno la loro consacrazione. Alla fine chiedere dei carciofi alla romana sarà considerato un gesto razzista. Non diciamo di quelli alla giudìa, che Israele potrebbe offendersi.

Non riusciamo, invece, a immaginare cosa potrebbe accadere ai produttori delle asticelle per selfie, che dopo un periodo felice di espansione stanno attualmente subendo l’ira funesta di musei e istituzioni culturali in genere che ne vietano l’ingresso nei loro domini. Tutti gli altri sperano soltanto che il Signore, nella sua grande misericordia, faccia venire a tutti i possessori dell’ordigno il desiderio di lasciarlo a casa, almeno per questa volta.

In cambio Roma offrirà loro – per essersi pentiti – il più grande spettacolo di fuochi artificiali barocchi che si sia mai visto al mondo: una specialità vaticana. A loro e a tutti gli altri, ovviamente, perché i fuochi, come la misericordia di Dio, sono sempre gratis e per tutti. C’è già Chi ha pagato.

 

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