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Chi pizzicato a macellare un capriolo, chi con reti da uccellagione: due cacciatori denunciati

Ad un uomo è stato contestato l’uso di reti da uccellagione, mentre un altro è stato sorpreso a macellare un capriolo nel gazebo di casa. I carabinieri hanno anche sequestrato reti, gabbie, i resti dell'ungulato e alcune carcasse di volatili

Chi pizzicato a macellare un capriolo, chi con reti da uccellagione: due cacciatori denunciati
Cronaca Val Brembana e Imagna, 25 Gennaio 2021 ore 11:23

Un cacciatore è stato pizzicato mentre macellava un capriolo sotto il gazebo di casa. Un altro mentre controllava alcune reti da uccellagione che aveva teso tra gli alberi di un boschetto nelle vicinanze di Serina. I carabinieri forestali della stazione di Sedrina, negli ultimi giorni, hanno denunciato due uomini della Val Brembana, di 57 e 65 anni, responsabili di aver commesso reati venatori ai danni della fauna protetta.

Nel primo caso i militari hanno ricevuto diverse telefonate che segnalavano la presenza di alcuni cani da caccia che inseguivano un capriolo ferito nelle vicinanze di Sedrina. I forestali, dopo essere intervenuti sul posto, hanno rintracciato il proprietario degli animali e lo hanno trovato mentre si stava occupando della macellazione del capriolo, i cui resti sono stati sequestrati.

In un boschetto vicino a Serina, invece, i militari hanno trovato diverse reti di uccellagione e, dopo aver monitorato l’area, sono risaliti al cacciatore che le aveva installate. L’uomo è stato denunciato e nella sua abitazione sono state sequestrate, oltre ad altre tre reti da uccellagione, anche sette gabbiette, alcuni uccelli vivi e svariate carcasse di volatili conservati in un frigorifero. Gli animali, tra cui pettirossi, passere, cince more, cardellini, fringuelli, merli e tordi bottacci, sono stati portati al centro di recupero Cras del WWF di Valpredina.

L’utilizzo di reti da uccellagione, secondo le normative vigenti, è vietato perché causa la morte di numerosi esemplari di uccelli in modo non selettivo, dopo aver provocato prolungate sofferenze agli esemplari che rimangono intrappolati.

«Purtroppo gli illeciti in materia venatoria sono ancora piuttosto diffusi anche in provincia di Bergamo – spiegano i carabinieri -. È sempre importante, in caso di situazioni sospette, che i cittadini segnalino tempestivamente al numero di emergenza ambientale 1515 o al Nue 112 informazioni utili a perseguire questi reati, che spesso danneggiano animali che è dovere di tutti proteggere e tutelare».