Cronaca di un insuccesso

Chiudono i supermercati Billa

Chiudono i supermercati Billa
12 Luglio 2014 ore 10:23

Da almeno un anno la voce girava, ma adesso è giunta l’ufficialità: il marchio di supermercati Billa sparirà dal mercato italiano. A riferirlo è Frank Hensel, presidente del Consiglio d’Amministrazione del gruppo tedesco Rewe, titolare del marchio Billa: «Il nostro obiettivo è raggiungere una posizione rilevante di mercato ovunque siamo presenti. In Italia non ci siamo riusciti. Per questo abbiamo deciso di abbandonare il Paese». Finisce così una crisi molto lunga che negli ultimi anni ha colpito duramente i supermercati Billa, costringendo i proprietari prima a vendere diversi punti vendita ed ora a chiudere definitivamente i battenti. Nella bergamasca sono quattro i centri Billa che dunque chiuderanno a meno di acquisizioni da parte di marchi concorrenti: uno a Bergamo centro, in via Tiraboschi, uno a Verdello, in via Papa Giovanni XXIII, un altro a Calusco, lungo la via Rivierasca, ed infine uno a Cisano Bergamasco, in via Milano 7.

Storia di un marchio che non è decollato. Le prime difficoltà per Billa in Italia si sono avute nel 2001, quando il gruppo tedesco Rewe acquisì i marchi Standa, cioè 120 punti vendita che sarebbero dovuti divenire col tempo supermercati Billa. Il processo di trasformazione è stato però lungo e complicato. Dopo una convivenza dei due marchi durata addirittura 8 anni, nel 2009 diversi punti vendita Standa vengono trasformati finalmente in Billa, che divenne così marchio presente in ben otto regioni italiane. Nel 2010 il processo continua e Billa estende la sua presenza in altre otto regioni, arrivando così a quota 16. I punti vendita Standa ricomparvero in Calabria e Sicilia nel 2011 grazie ad un accordo con degli imprenditori locali, ma già l’anno successivo la crisi impattò con forza queste attività, portando ad una graduale chiusura. Parallelamente la crisi ha colpito i supermercati del gruppo Rewe su tutto il territorio italiano.

L’inizio dello smantellamento. Già durante il 2011 ben 43 punti vendita targati Billa vengono ceduti al concorrente marchio Conad. Ma è il 2013 l’anno in cui iniziano a diffondersi voci del possibile ritiro del gruppo Rewe dal mercato italiano. Billa, dalle 16 regioni raggiunte nel 2010, tre anni dopo è presente solamente nel Nord Italia e cerca compratori. Conad e Coop sembravano essere i gruppi più interessati, ma alla fine le trattative non decollano mai per davvero. Il 30 giugno 2014 la Carrefour rende nota l’acquisizione di 53 punti vendita Billa tra Lombardia, Liguria e Val d’Aosta. I posti di lavoro vengono così salvati. Ora, con la notizia del ritiro del gruppo Rewe dal mercato italiano, però, rimangono presenti sul mercato ancora diversi supermercati Billa, concentrati soprattutto in Piemonte (tra Novara e  Verbania), ma sparsi anche per diverse altre zone del Nord Italia, come ad esempio i quattro centri nella bergamasca.

La multinazionale ha già dato una data di “scadenza”: per la metà del 2015 vuole andarsene. Servono dunque compratori affidabili, disposti a concludere la trattativa in breve tempo, altrimenti il rischio concreto è che centinaia di dipendenti perdano il proprio posto di lavoro. Carrefour ha già smentito di esser interessata a nuove acquisizioni.

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