Cronaca
Uno studio americano

I cibi che creano dipendenza Ed è una cosa di cui preoccuparsi

I cibi che creano dipendenza Ed è una cosa di cui preoccuparsi
Cronaca 20 Marzo 2015 ore 08:00

Alcuni cibi possono creare dipendenza? Si, senza alcun ombra di dubbio. Anche se la domanda può sembrare ironica e divertente, la risposta è invece seria e, come vedremo, anche scientificamente provata. Al pari delle sigarette, ci sono alcuni tipi di cibi che possono indurre il nostro corpo a richiederne in quantità sempre maggiore, fino a condurci nel buio tunnel della dipendenza. Quelli che creano più problemi sono i cosiddetti junk food, i cibi spazzatura, come merendine, patatine fritte, hamburger e altre creazioni ricche di grassi saturi.

L’indagine. Tra le tante ricerche che documentano questa strana forma di dipendenza riportiamo quella condotta da un team di ricercatori americani dell'Istituto Scripps di Jupiter in Florida. Gli studiosi hanno nutrito per diversi mesi alcuni ratti di laboratorio con salsicce, bacon e dolci. Oltre ad ingrassare, i topi avrebbero subito una vera e propria modifica del sistema cerebrale: la sezione dedicata alla gratificazione si era notevolmente impigrita richiedendo ogni giorno una maggiore quantità di stimoli piacevoli. Addirittura, gli animali da laboratorio mostravano comportamenti da "drogati" e neppure una scossa elettrica alla zampa era in grado di allontanarli dalla vaschetta del cibo.

 

 

Inoltre, come sostiene Martina de Zwaan, direttore della Clinica di Medicina psicosomatica e di psicoterapia all’Hannover Medical School, «la dipendenza può essere determinata anche da stati emotivi come la tristezza, il dolore, lo stress o la solitudine. Il piacere ottenuto dal cibo è pari a quello dell’alcool o del sesso per la risposta neuronale che arriva al cervello».

La lista dei cibi pericolosi. Per scoprire quali sono i cibi che creano più dipendenza siamo andati a leggere la ricerca fatta dalla dottoressa Nicole Avena della Icahn School of Medicine at Mount Sinai e proposta online dall’Huffingtonpost. Come spiega il noto quotidiano: «La dottoressa Avena ha chiesto a 504 partecipanti di identificare i cibi che sembravano causare loro la maggior parte dei problemi. Per definire "problema" un alimento, la dottoressa ha incoraggiato i partecipanti a utilizzare la Yale Food Addiction Scale, affinché riuscissero più facilmente a rintracciare i maggiori responsabili della dipendenza». Da quest’indagine è venuto fuori che pizza, cioccolato, patatine, biscotti e gelato sono i cibi che più di tutti possono indurre una fastidiosa dipendenza. Quelli di cui si riesce facilmente a far meno sono: il cetriolo, le carote, i fagioli, le mele e il riso integrale.

 

 

Il rischio obesità. Cadere nella dipendenza del junk food è facile, anzi facilissimo. Accade quando i pasti non conoscono orari e di conseguenza s’inizia a nutrirsi con tutto ciò che capita sotto mano. Dieta mediterranea addio. I rischi di un’alimentazione scorretta e poco curata sono molti, tra i tanti, possiamo ricordare problemi cardiovascolari e di obesità, oltre a squilibri emotivi e psicologici, ma questi ultimi due disturbi si riscontrano solo nei casi più gravi. Senza alcun dubbio, il primo e visibile inconveniente in cui incorrono gli appassionati dello junk food è il rischio di obesità, il disturbo metabolico più diffuso nei Paesi industrializzati occidentali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli adulti in sovrappeso sarebbero più di un miliardo, dei quali almeno trecento milioni obesi. Estetica a parte, può essere intelligente iniziare a vagliare i contenuti che ogni giorno abbondano nei nostri piatti.

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