Le indagini della Finanza

Cieco dal 1985 torna a vedere Macché miracolo, l’ennesima truffa

Cieco dal 1985 torna a vedere Macché miracolo, l’ennesima truffa
08 Dicembre 2014 ore 11:30

Un miracolo, che ha preso forma nei giorni in cui si festeggiano Sant’Ambrogio e la Madonna. Un uomo, cieco dal 1985, è tornato a vedere, a poter camminare per le vie del suo paese, Sansepolcro (Arezzo), senza bisogno di accompagnatore, di cane guida, di nulla. E ha potuto così leggere approfonditamente la denuncia che gli è stata recapitata dalla procura di Arezzo, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Altro che miracolo, infatti, ma l’ennesimo caso di falso invalido che s’è fatto beffa del sistema, portandosi in tasca ben 200mila euro in 29 anni di truffaldina attività. L’uomo, un pensionato, era dal 1985 che intascava 850 euro al mese come indennità d’accompagnamento per cecità assoluta, cifra che si andava a sommare alla pensione di vecchiaia e alla rendita vitalizia Inail. Mica male.

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Le indagini. A scoprire la truffa dell’anziano è stata la Guardia di Finanza di Sansepolcro, che ha pedinato l’uomo a lungo. A incastrarlo, poi, un video girato dalle Fiamme Gialle, in cui è ripreso il supposto cieco che si recava a far compere: per strada non fingeva minimamente la propria invalidità, anzi, camminava tranquillo, evitando ostacoli prossimi senza l’aiuto di alcun accompagnatore o cane guida. Una volta giunto al supermercato, l’uomo è stato ripreso mentre sceglieva accuratamente i prodotti da comprare, di cui analizzava ogni etichetta con minuziosa attenzione, cosa buona e giusta, ma che difficilmente un vero cieco può fare con tanta facilità e senza bisogno di aiuto. Il filmato è così arrivato sulla scrivania del procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, che ha disposto gli accertamenti tecnici del caso. La relazione dei periti incaricati ha confermato la tesi della Finanza, relazionando che non si trattava affatto di un caso di cecità assoluta, bensì di un soggetto ipovedente. L’ipovisione è una patologia che comporta un’acutezza visiva molto limitata e, se particolarmente grave, può degenerare in cecità. Ma non sempre. E, per legge, un soggetto è definito vittima di cecità assoluta quando l’ampiezza del proprio campo visivo è inferiore al 3%, mentre nei casi di ipovisione più grave (non degenerata in cecità) la percentuale si attesta attorno al 30%: una differenza non da poco.

Sulla base di questi dati d’indagine, nei confronti dell’uomo è scattata la denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato e il gip del Tribunale, su istanza del pm, ha disposto il sequestro preventivo dei beni e delle somme di denaro giacenti sui conti correnti o titoli per l’equivalente di 120mila euro, pari cioè a quanto sequestrabile per legge. L’operazione delle Fiamme Gialle s’è conclusa nel weekend, con il sequestro di un’auto dal valore di 14mila euro, del denaro presente sui conti correnti dell’uomo e dei titoli a lui riconducibili.

Il video della Guardia di Finanza che ha incastrato l’uomo:

 

Una piaga nazionale. Il caso di Sansepolcro è solo l’ultimo di una lunga serie. Recenti indagini hanno smascherato falsi invalidi che, da anni, si facevano beffa dello Stato e delle sue casse. L’ex commissario alla revisione della spesa del Governo, Carlo Cottarelli, ad aprile parlò di una «guerra silenziosa», che è in corso da circa 10 anni e che punta a estirpare la piaga dei falsi invalidi sul territorio nazionale. Del resto i numeri parlano chiaro: l’Inps sborsa assegni a 2,7 milioni di persone e, di queste, 1 su 8 riceve una prestazione d’invalidità. Un giro d’affari che costa, alle casse statali, 16,6 miliardi di euro l’anno, cioè più del 6% dell’intera spesa pensionistica italiana. Cottarelli evidenziava, parlando dell’anomalo incremento di richieste (e di approvazioni) di pensioni di invalidità, di un «anomalo incremento che suggerisce abusi. Soprattutto analizzando la distribuzione territoriale squilibrata». Tradotto: al Sud, in particolare in Calabria, Campania, Umbria e Sardegna, i dati sono decisamente più preoccupanti che al Nord, Piemonte e Veneto in primis. Il Piemonte è, nello specifico, la Regione che registra il più basso numero di prestazioni di indennità di accompagnamento erogate ogni 100 anziani residenti sul territorio regionale. Va però sottolineato come il 30% dei pensionati italiani risieda nelle Regioni indicate da Cottarelli come “a rischio abusi” e che, negli ultimi tempi, non sono rari i casi di falsi invalidi smascherati anche al Nord Italia, come i 18 frontalieri dei dintorni di Varese smascherati in ottobre, che, nel nostro Paese, risultavano invalidi (grazie a 3 medici compiacenti) ma ogni giorno varcavano il confine per lavorare in Svizzera. Oppure la donna bergamasca che, prima dell’estate, è stata pizzicata alla guida in stato di ebbrezza e che, per di più, dal 2008 percepiva un assegno di invalidità per cecità assoluta.

Con l’ultimo caso di Sansepolcro, dunque, c’è una presa di coscienza ulteriore di come il problema dei falsi invalidi non possa essere confinato solamente ad alcune aree dell’Italia. E, dati alla mano, la sensazione è che per estirpare questa piaga serva sì un miracolo.

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