Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Altro che ibrido bufadrillo!

Cinque notizie che non lo erano Altro che ibrido bufadrillo!
08 Ottobre 2015 ore 13:19

 

1) In Cina gli automobilisti
uccidono di proposito i pedoni investiti

Le differenze culturali tra l’Europa e la Cina portano spesso al diffondersi di leggende metropolitane che vengono poi smentite dalla mancanza totale di prove a fondamento di quanto raccontato. L’ultima atrocità che verrebbe dall’Oriente, almeno secondo quanto raccontato da alcuni giornali, sarebbe l’abitudine di molti cittadini cinesi di uccidere i pedoni, nel malaugurato caso gli capitasse di investirli per errore. Secondo quanto riportato, ci sarebbero moltissimi casi in cui i guidatori, una volta investito per errore un passante, deciderebbero di tornare indietro ed investirlo di nuovo, per assicurarsi che sia morto. La motivazione sarebbe tutta economica. Sembra infatti che sia più conveniente risarcire la famiglia della vittima che pagare le cure mediche fino alla sua guarigione.

L’articolo originale è apparso su Slate, un magazine americano, ma parla semplicemente di «voci», non ci sono quindi statistiche né testimonianze dirette che possano confermare la situazione. Non è escluso che episodi di questo genere siano capitati in un Paese di 1 miliardo e mezzo di abitanti, ma non ci sono nemmeno condanne in tribunale o documenti concreti che dimostrino l’esistenza di questa terribile usanza.

 

2) Marocchino spaccia davanti ad una scuola,
viene linciato dai genitori degli studenti

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Le notizie di cronaca nera sono spesso quelle che coinvolgono maggiormente le persone, soprattutto quando si tratta di vicende che si svolgono in un ambiente molto simile a quello in cui viviamo. È forse per questo motivo che negli ultimi mesi molti siti hanno iniziato a diffondere in rete decine di notizie false, con protagonisti immigrati che puntualmente compiono crimini contro gli italiani e vengono poi puniti in modo atroce. Abbiamo letto nelle scorse settimane la storia inventata dei rom sbranati dai pitbull mentre rubavano in casa di un imprenditore, questa settimana è il turno di un ragazzo marocchino che spacciava nei pressi di una scuola.

La situazione, si legge nell’articolo, era già stata segnalata più volte dal comitato dei genitori, ma senza risultati: ecco quindi l’occasione perfetta per legittimare la giustizia privata, tanto acclamata dal “popolo del web”. Il giovane sarebbe stato individuato da uno dei genitori dei ragazzi, proprio nel momento in cui stava vendendo della marijuana: il genitore gli sarebbe subito piombato addosso spingendolo a terra. Subito sarebbero accorsi gli altri genitori, che avrebbero colto l’occasione per farsi giustizia da soli, dando il via ad un vero e proprio linciaggio, tanto che il marocchino sarebbe stato ricoverato in ospedale con gravi traumi.

Nonostante i commenti entusiasti di molti lettori sulla vicenda, è solo l’ennesima bufala razzista diffusa in rete, la fotografia è rubata da un vecchio articolo e la storia è stata completamente inventata.

 

3) Il chip Samsung per spiare i clienti

Miren este video es muy importante

Posted by Ariel Camionero on Lunedì 29 giugno 2015

Si è diffuso sui social network un video che mostrerebbe un sistema nascosto di spionaggio negli smartphone Samsung. Togliendo la pellicola esterna della batteria, si scoprirebbe addirittura un chip, munito di microfono, che sarebbe utilizzato dalla Samsung per spiare i propri clienti durante la loro giornata. Il video è stato pubblicato quest’estate e non è il primo di questo genere, ma si è diffuso in maniera virale nelle ultime settimane, quando molti utenti, preoccupati per la loro privacy, hanno denunciato in rete questa situazione, chiedendo consigli su come procedere.

Snopes, probabilmente il principale sito web che si occupa di smascherare le bufale del web, ha già spiegato però che si tratta soltanto dell’ennesimo allarme infondato. Quello che viene mostrato infatti non è nemmeno un chip, ma soltanto un ripetitore per il chip vero e proprio che è all’interno del telefono, ma non è una caratteristica che riguarda solo Samsung. Si tratta della tecnologia NFC, che serve per far comunicare diversi dispositivi, purché siano a massimo 5-10 centimetri di distanza, e che viene utilizzata soprattutto per i pagamenti digitali, effettuati tramite carte di credito che vengono associate al nostro telefonino. Questo chip è ormai presente in qualsiasi smartphone di ultima generazione, che sia Samsung, Apple o Sony, ma non può essere utilizzato per spiare i propri clienti.

 

4) Trovato ibrido tra coccodrillo e bufalo

Quando si tratta di mostrare al mondo immagini strane, di cui però non si conosce la provenienza, sembra che i principali giornali nazionali facciano a gara. Accade così che ancora una volta testate del calibro di Corriere della Sera e Repubblica propongano le fotografie di uno strano animale, spiegando senza dubbi: «È uno strano animale, un incrocio fra un bovino e un coccodrillo, che sfida ogni legge scientifica finora conosciuta». La creatura è stata trovata in un villaggio della Thailandia, a Wanghin, dove ha terrorizzato la popolazione locale, che ha subito pensato ad un presagio negativo per il futuro.

Un veterinario, contattato dai giornalisti di Nextquotidiano, ha svelato il mistero: «Ad occhio sembrerebbe ittiosi. Sono eventi impressionanti e rari, ma dovrebbe essere ittiosi associata alla morte perinatale. Anche la pachidermia ha un quadro simile che si manifesta negli animali già più grandi per dermatiti croniche, l’elefantiasi è altra dermatite con ispessimento del tegumento, ma dovuta a fattori parassitari che affliggono il sistema linfatico. Ma dovrebbe trattarsi di ittiosi». Nessun ibrido o strano incrocio quindi, ma soltanto una malattia piuttosto rara, che ha causato la malformazione dell’animale.

 

5) Carne bovina affetta da HIV

Le notizie che circolano sul web sono ormai all’attenzione anche delle autorità competenti, che, in caso di bufale pericolose, sono spesso pronte ad intervenire con smentite puntuali e motivate. Poco importa se chi è propenso a credere a queste cose si fidi di più di un blog anonimo che della comunità scientifica. In questi mesi tra i social network si è diffuso un articolo che denuncerebbe la presenza di carni infette dal virus dell’HIV, vendute normalmente nei negozi, senza che siano fatti controlli di alcun genere.

È intervenuto sulla faccenda il sito Uniti contro l’Aids, promosso dal Ministero della Salute, spiegando senza alcun dubbio che si tratta di una bufala «che viene accreditata per vera con la circolazione acritica e compulsiva che caratterizza i nuovi social media». Nell’articolo si sottolinea inoltre che gli alimenti di qualsiasi genere non possono contenere il virus HIV né tantomeno causare un’infezione da questo virus: «Il virus HIV è infatti in grado di infettare solo l’uomo e alcune specie di scimmie e si inattiva rapidamente quando esposto all’aria aperta. Le uniche vie di contagio di questa infezione rimangono pertanto i rapporti sessuali con persone che vivono con l’HIV non protetti da preservativo, lo scambio immediato di sangue infetto tramite siringa, nonché la trasmissione verticale da madre HIV positiva a figlio».

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