Cronaca
Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Come il marito tradito del Corriere

Cinque notizie che non lo erano Come il marito tradito del Corriere
Cronaca 19 Marzo 2015 ore 10:15

1. Il marito tradito che si vendica
comprando una pagina del Corriere della Sera

Infedeltà

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Venerdi 13 marzo, un'intera pagina del Corriere della Sera è stata acquistata per ospitare una lunga lettera. L'autore sarebbe un marito tradito dalla moglie che, per vendicarsi, avrebbe deciso di raccontare a tutta Italia le ingiustizie subite e il comportamento deplorevole dell'ormai ex-compagna. L'incipit non è dei più eleganti: «Amore mio, per te farei di tutto lo sai. E tu invece ti faresti tutti». Ma anche il resto della lettera, abbastanza artificiosa da apparire ai più attenti quantomeno inusuale, è una lista di poco credibili episodi di tradimento, scoperti troppo tardi dal malcapitato.

Il giorno seguente la stessa pagina è stata occupata da una lettera del tutto simile, inviata questa volta dalla fantomatica moglie traditrice, con all'interno spiegate le presunte motivazioni dei numerosi tradimenti. Anche se molti ci hanno creduto, la faccenda è stata da subito indicata come una potenziale manovra di marketing, ed infatti lunedì 17 marzo sul Corriere è stato svelato il mistero: si trattava di una campagna promozionale per un nuovo programma televisivo su Real Time, chiamato Alta Infedeltà.

 

2. Vladimir Putin è scomparso (e quindi morto)

Vladimir Putin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A differenza delle decine di bufale che annunciano le presunte morti di vip e politici, questa volta la voce della morte di Vladimir Putin è stata più seria del solito scherzo di qualche buontempone. La sua assenza per più di una settimana da ogni palcoscenico pubblico e la mancanza di fotografie che lo mostrassero almeno impegnato in qualche lavoro all'interno dei Palazzi del Potere hanno alimentato più di un'ipotesi sulla sua possibile morte o almeno sul suo stato di salute. Ad infittire il mistero alcune foto e filmati diffusi dall'ufficio stampa del Cremlino, che avrebbero dovuto testimoniare alcuni incontri istituzionali del Presidente russo, ma che si è scoperto essere risalenti a prima della sua scomparsa, datata il 5 marzo.

Le ipotesi più accreditate sulla sua scomparsa, oltre alla presunta morte, sarebbero un viaggio di alcuni giorni in Svizzera, per la nascita della figlia he avrebbe avuto dalla compagna, Alina Kabayeva, o quella di un colpo di stato organizzato dall'ex campo dei servizi segreti, Nikolai Patrushev. Dopo le varie smentite da parte degli organi di stampa governativi, il leader russo è tornato ad apparire in pubblico alle porte di San Pietroburgo, al fianco del presidente del Kirghisistan Aimazbek Atambaiev. Nessuna dichiarazione specifica sulle motivazioni della sua assenza, ma solo un po' di fastidio: «Sono solo noiose speculazioni, non è neanche un pettegolezzo». Mentre Atambaiev conferma: «Il presidente russo non solo cammina, ma guida e fa da autista ai suoi ospiti».

 

3. Un operaio va in crociera due volte in un anno
e riceve un'ispezione dall'Agenzia delle Entrate

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Secondo quanto riportato da diversi giornali, un operaio residente a San Miniato, in provincia di Pisa, avrebbe ricevuto la visita da parte di alcuni ispettori dell'Agenzia delle Entrate, dopo essere stato in crociera con la moglie due volte in un anno. «L'uomo - si legge sul Giornale- dipendente di Santa Croce sull'Arno, si è visto arrivare di sera a casa gli addetti dell'Agenzia delle Entrate che chiedevano spiegazioni sui viaggi». La notizia è stata subito smentita: nessuna attività di ispezione e verifica può essere infatti effettuata dai dipendenti dell'Agenzia delle Entrate presso le abitazioni private dei contribuenti, se non in presenza di un'espressa autorizzazione da parte della Procura della Repubblica, che però viene rilasciata soltanto in casi estremamente gravi e che lascerebbero presupporre un reato penale.

Per placare lo sdegno, espresso da molti soprattutto nei social network, è intervenuto anche l'Ufficio Stampa dell'Agenzia delle Entrate, che con un comunicato ha ufficialmente negato quanto riportato. «L'Agenzia delle Entrate - si legge nel documento - precisa che non è stato effettuato alcun accesso presso il domicilio di contribuenti per chiedere informazioni su spese per viaggi e crociere».

 

4. I militanti Isis con tatuaggi in lingua inglese

Il giornalista Giulietto Chiesa, già noto alle cronache per aver appoggiato numerose ipotesi di complotto (quasi sempre smentite), e recentemente arrestato in Estonia a causa delle sue teorie, ha diffuso su Facebook delle fotografie che confermerebbero il coinvolgimento di Gran Bretagna e Stati Uniti con l'organizzazione terroristica. Nel suo post si legge: «Sono chiaramente visibili i tatuaggi in lingua inglese sulle braccia dei miliziani dell'ISIS, palesemente incompatibili con la filosofia dello Stato Islamico».

Le fotografie sono in realtà un montaggio che circola in rete già dallo scorso settembre: ad alcune immagini che ritraggono dei miliziani sono stati aggiunti a posteriori dei tatuaggi disegnati sulle braccia, in modo da dar credito alle varie teorie del complotto.

 

5. L'algoritmo di Google per smascherare le bufale

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Diversi organi di stampa, prima tra tutti l'Ansa, hanno annunciato la mossa di Google per contrastare il dilagare delle false notizie sul web: si tratterebbe di un algoritmo particolare, in grado di classificare i risultati non soltanto in base alla popolarità, ma anche all'affidabilità. Gli addetti ai lavori stavano già festeggiando, ma il blogger Giorgio Taverniti ha spento i facili entusiasmi, svelando che in realtà nulla di tutto ciò è mai stato annunciato né tantomeno applicato da Google.

La notizia, ripresa probabilmente da siti stranieri, si riferisce in realtà ad un paper di Google, ovvero una semplice ricerca pubblicata insieme ad altre migliaia ogni anno, che non ha nulla a che vedere con le manovre o le ricerche fatte dall’azienda. La prima inesattezza riguarda l'attuale sistema di indicizzazione di Big G, che non si basa sulla popolarità, ma sul maggior numero di collegamenti effettuati, e ulteriori considerazioni andrebbero fatte sulla possibilità o meno di creare un algoritmo del genere. L'unico vero filtro che si potrebbe applicare, richiederebbe verosimilmente un controllo umano, che però, vista la quantità di notizie vere e fasulle che circolano ogni giorno, richiederebbe una mole di lavoro pressoché ingestibile.

 

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