Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Facebook, non c’è il “Non mi piace”

Cinque notizie che non lo erano Facebook, non c’è il “Non mi piace”
24 Settembre 2015 ore 12:41

 

1) Zuckerberg annuncia su Facebook il tasto “Non mi Piace”

Townhall Q&A with Mark September 15th, 2015Watch the full video of today’s townhall Q&A with Mark.

Posted by Q&A with Mark on Martedì 15 settembre 2015

L’introduzione di un pulsante che potesse esprimere il non gradimento di un contenuto su Facebook è stata discussa molte volte, ma Mark Zuckerberg ha sempre escluso questa possibilità. In questi giorni però sembra essersi aperto uno spiraglio verso una svolta storica per il social network più importante del mondo, almeno secondo quanto riportato da quasi tutti i giornali nazionali. Zuckerberg, in una conferenza, pare infatti abbia annunciato finalmente l’introduzione del pulsante “Non mi piace”, che consentirà a tutti di esprimere un giudizio negativo sotto un post, una foto o un video pubblicati da un amico.

Ascoltando le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana tuttavia è abbastanza chiaro che si sia trattato di un errore, forse di traduzione o di interpretazione. Il fondatore di Facebook ha ammesso di stare lavorando ad un nuovo pulsante che affiancasse il vecchio “Mi piace”, ma ha anche spiegato di non volere un social network dove ci sia una sorta di metodo di valutazione dei contenuti. «Quello che le persone vogliono è la possibilità di esprimere complicità e compassione. Non tutti i momenti sono buoni e se stai condividendo qualcosa di triste, che si tratti di eventi di attualità come la crisi dei profughi o un lutto che riguardi un famigliare, le persone potrebbero non volere mettere un “Mi piace”. Ma i tuoi amici e familiari vorrebbero essere in grado di farti capire che ti sono vicini». Il nuovo pulsante sarà quindi una sorta di “Mi dispiace”, ovvero un modo per supportare qualcuno anche in un momento non particolarmente felice, senza dire che “ci piace” quanto ha scritto.

 

2) Il pesce gigante di Fukushima

L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, accaduto ormai quattro anni fa, è spesso fonte d’ispirazione per nuove bufale che fanno leva sul condizionabile immaginario collettivo e partono proprio da lì, dalla terra di Godzilla, mostrando spaventose mutazioni genetiche causate dalle radiazioni. Questa settimana dal Daily Mail sono arrivate le fotografie di un pesce gigante e dalla forma inquietante, tenuto a stento tra le braccia di quello che sembra un pescatore giapponese. Secondo quanto raccontato, l’autore della foto è Hirasaka Hiroshi ed avrebbe pescato la creatura con altri colleghi al largo dell’isola di Honshu, nei pressi di Hokkaido. Si tratterebbe del “pesce lupo” più grande mai visto, con una lunghezza di due metri, quasi il doppio rispetto alle dimensioni di un esemplare normale. La conclusione, che sembra perfino ovvia, è che le radiazioni di Fukushima abbiano causato una mutazione, creando quello che Il Messaggero ha definito «Pesce atomico».

La fotografia pubblicata dall’uomo però è soltanto un gioco di prospettive, si vede molto bene infatti che le sue braccia sono tese in avanti, mostrando il pesce più vicino alla fotocamera rispetto a quanto sembri. Dopo essere stato citato dai giornali di tutto il mondo, Hirasaka Hiroshi ha pubblicato sul suo profilo Twitter le fotografie con le misurazioni reali del pesce, spiegando proprio che si è trattato di un’illusione ottica dovuta alla prospettiva.

 

3) Rom rubano in villa di noto impresario
e vengono sbranati dai suoi Pitbull

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Non è passato molto tempo dall’arresto di un giovane in Sicilia, accusato di pubblicare sul proprio blog notizie completamente inventate con oggetto crimini perpetrati da immigrati ai danni di italiani. L’imputazione per incitazione all’odio razziale non sembra aver scoraggiato altri che, come lui, alla ricerca di visite sulle proprie pagine web, sfruttano la curiosità e la rabbia della gente producendo bufale simili. Questa settimana un articolo diffuso sui social network ha raggiunto più di 100mila condivisioni, riportando la reazione di un «noto impresario» e dei sui cani ad un tentativo di furto attuato da un gruppo di rom.

Poco dopo le 23 i ladri sarebbero entrati all’interno della villa dell’imprenditore edile, cominciando a frugare tra cassetti ed armadi. I rumori però avrebbero svegliato i due Pitbull che dormivano nella loro cuccia sul retro della casa, subito corsi a controllare cosa stesse accadendo. Il gruppo di rom non avrebbe avuto nemmeno il tempo di reagire: i due animali si sarebbero scagliati su di loro con violenza, causando gravissime ferite al corpo ed al volto. Sentendo le grida, il padrone si sarebbe svegliato, chiamando subito la polizia, che avrebbe proceduto all’arresto de due dei malviventi. Ma la storia non è stata citata in nessun giornale locale o nazionale, manca qualsiasi genere di riferimento, sia sul luogo, sia sui protagonisti di questa aggressione e si tratta quasi certamente di una bufala.

 

4) Il Dalai Lama contro l’immigrazione:
«L’Europa non può accogliere tutti»

Il tema dell’immigrazione è costantemente discusso e una delle abitudini più diffuse di chi è più critico nei confronti delle politiche di accoglienza è quella di travisare le parole di una persona nota, pur di accreditare la propria posizione. Accade così che addirittura il Dalai Lama venga utilizzato da Il Giornale e da altre testate per avvalorare le tesi di chi vorrebbe chiudere immediatamente tutte le frontiere, abbandonando i profughi al loro destino. «Lezione del Dalai Lama ai buonisti – si legge – L’Europa non può accogliere tutti. […] Bisogna interessarsi dei migranti, ma in piccoli numeri” Quale soluzione allora? Per il leader religioso bisogna risolvere i conflitti nei paesi di partenza. Se non fosse vestito di rosso, si direbbe che a fare queste dichiarazioni fosse stato Matteo Salvini».

Le dichiarazioni del Dalai Lama però sono state ben diverse, ha infatti fatto un plauso alle nazioni che si stanno impegnando nell’accoglienza e le ha invitate ad allargare l’orizzonte anche oltre i confini dell’Europa con azioni umanitarie e diplomatiche nei territori di guerra. Le sue parole sono state riportate correttamente dal Guardian: «Penso che Germania ed Austria abbiano dato una grande risposta alla crisi dei rifugiati, anche il Regno Unito ha mostrato serietà su quello che si deve fare. Ma dobbiamo pensare, è impossibile per tutti venire in Europa. Dobbiamo pensare a come ridurre le uccisioni nei loro Paesi, dobbiamo ridurre l’uso della forza, perché l’uso della forza non ha mai risolto i problemi».

 

5) Il ponte in Danimarca costruito da italiani

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato dell’incredibile ponte di Øresund, in Danimarca, in grado di collegare la città di Malmö in Svezia con la capitale danese, Copenaghen. (  ) Il ponte è lungo 16 chilometri ed è costato quasi 3 miliardi di euro, ma ha un’importanza enorme per l’economia di entrambi i Paesi. Qualcuno però ha pensato di affiancare questa infrastruttura all’Italia, affermando che dietro a questo progetto ci siano aziende ed ingegneri italiani. L’accusa di chi ha diffuso questa notizia è rivolta alla burocrazia del nostro Paese, colpevole in molti casi di bloccare qualsiasi progetto per le motivazioni più differenti. «Questo ponte collega la Danimarca con la Svezia ed è frutto di aziende e ingegneri italiani – si legge – Se fosse stato proposto in Italia sarebbero già insorti tutti! Ambientalisti, animalisti, clero, comunisti, lega del tartufo […]».

Nonostante il Belpaese sia protagonista di molti progetti in giro per il mondo, non è questo il caso, perché scorrendo tra la lista di aziende, responsabili, ingegneri e architetti, non è presente il nome di alcun nostro connazionale. Quasi tutte le aziende e gli uomini che hanno lavorato a questo ponte sono originari della Danimarca o della Penisola Scandinava.

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