Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Una sulle assicurazioni auto

Cinque notizie che non lo erano Una sulle assicurazioni auto
09 Aprile 2015 ore 13:10

 

1. Bomba in metro a Milano il primo maggio

Da alcune settimane si è diffuso, tramite social network e Whatsapp, un messaggio audio registrato da un ragazzo dall’accento milanese. Il giovane racconta la storia di un’amica della madre che avrebbe raccolto il portafogli perso per strada da un “arabo”, restituendoglielo. L’uomo per sdebitarsi del bel gesto avrebbe deciso di darle un consiglio di vitale importanza: stia lontana dalla metro di Milano il primo maggio, succederà qualcosa di brutto.
Non si conosce l’autore del messaggio, ma la storia risale almeno ad un decennio fa ed è ovviamente una bufala. Le prime fonti sono addirittura del 2004, ma esistono più versioni, che si sono rinnovate con il passare degli anni, ritornando periodicamente in auge soprattutto a pochi giorni di distanza da reali atti di terrorismo. Il primo maggio coincide con l’inizio di Expo 2015 e il falso messaggio ha suggestionato molte persone, che si sono subito recate da carabinieri e polizia per denunciare il pericolo. Per rassicurare i cittadini è intervenuto anche l’Antiterrorismo, che ha dichiarato l’ipotesi priva di ogni fondamento.

 

2. Assicurazioni auto: al posto del talloncino un microchip

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La notizia vera di questi giorni è che il contrassegno cartaceo dell’assicurazione sul parabrezza non sarà più obbligatorio. Con la nuova norma, in vigore a breve, vigili e polizia potranno accedere ai dati relativi al pagamento dell’assicurazione grazie all’archivio informatico della Motorizzazione Civile. Digitando la targa del veicolo infatti, sarà possibile risalire al proprietario, ai dati dell’auto ed ai relativi pagamenti assicurativi.
Non è invece vero che il talloncino verrà sostituito da un microchip, in grado di dialogare con tutti i sistemi elettronici e le telecamere a disposizione delle forze dell’ordine. Molte persone tuttavia hanno condiviso in questi giorni notizie allarmistiche, temendo che il microchip avrebbe potuto fungere anche da indebito raccoglitore di dati personali.

L’ipotesi era stata in effetti considerata in sede ministeriale, ma poi scartata, per gli elevati costi di installazione. Per assolvere allo scopo, infatti, sarebbe servito un dispositivo simile al più conosciuto Telepass, ma l’installazione avrebbe comportato un aumento notevole dei costi per le compagnie assicurative, che avrebbero di conseguenza aumentato il costo delle polizze. Non ci sarebbe comunque stato nessun pericolo per la privacy dei cittadini, perché, come il Telepass, il microchip sarebbe stato in grado di inviare soltanto le informazioni del veicolo ad alcuni ricevitori associati.

 

3. Il piccolo Ashya guarito miracolosamente dal tumore

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Qualcuno si ricorderà la storia del piccolo Ashya e dei suoi genitori, che a settembre avevano affrontato un’accusa di rapimento, pur di portare il figlio di cinque anni dall’Inghilterra ad un ospedale della Spagna. Il piccolo era stato colpito da un tumore al cervello e le cure previste dai protocolli medici del Regno Unito, secondo i genitori, non avevano fatto altro che peggiorare il suo stato di salute. Erano scappati in Spagna, con l’intenzione di vendere un appartamento di proprietà e per poter successivamente pagare una terapia alternativa negli Stati Uniti o in Repubblica Ceca.

In questi giorni su Repubblica è stato annunciato il lieto fine: Ashya è guarito e del tumore, di cui non ci sarebbe più alcuna traccia. Secondo lo scoop, presentato dal Sun, una cura sperimentale, la protonterapia, svolta in Repubblica Ceca, ha smentito anche la più rosea previsione dei medici inglesi. Il padre ha dichiarato: «Se lo avessimo lasciato nell’ospedale inglese, non penso che sarebbe sopravvissuto, il risultato giustifica tutto quello che abbiamo passato». L’unica fonte a riportare la notizia è il Sun, che è però prevalentemente un giornale scandalistico e che già in passato ha pubblicato storie quantomeno dubbie.

La BBC, invece, è andata a parlare direttamente con i medici inglesi che avevano curato il piccolo Ashya, chiedendo quale fosse stata all’epoca la loro diagnosi. E – sorpresa – le carte dell’ospedale inglese riportano valutazioni positive ed ottimistiche sulle possibilità di guarigione del bambino. Le chance di recupero con un regolare trattamento erano «molto buone» e non ci sarebbero stati benefici preferendo la protonterapia all’ordinaria radioterapia. Nessun miracolo quindi, questa terapia sperimentale rimane, almeno per ora, uno dei tanti punti interrogativi nella medicina.

 

4. Papa Francesco ha esortato i cristiani a non mangiare agnello a Pasqua

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Un articolo, diventato subito popolare in rete, ha riportato le presunte dichiarazioni di Papa Francesco, che si sarebbe dichiarato contrario al tradizionale agnello pasquale. Il Santo Padre avrebbe dichiarato: «Tra le comunità più antiche, l’agnello era rappresentato sulle spalle del pastore e simboleggiava l’anima salvata da Cristo. La sua uccisione per Pasqua non ha alcun fondamento nella tradizione cristiana». A sostegno di questa teoria, ci sarebbe anche il nome scelto dal Papa, che si è ispirato a San Francesco, considerato, secondo alcuni, uno dei primi vegani. Nell’articolo che è circolato sui social network, si fa riferimento anche alla LAV (Lega Anti Vivisezione) che avrebbe ringraziato il Papa per questa dichiarazione.

Le parole originali, tratte dal suo discorso, sono state però molto diverse, mancando qualsiasi riferimento ad agnelli o capretti: «Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per ‘custodire’ dobbiamo anche avere cura di noi stessi!». L’associazione in difesa degli animali ha davvero ringraziato Bergoglio, ma in riferimento alle sue reali dichiarazioni, aggiungendo poi un personale auspicio: «Un grazie a Papa Francesco per le sue parole in difesa del creato. Un conseguente appello agli italiani perché a Pasqua sostituiscano la carne d’agnello e di capretto con menù alternativi Veg». Sono stati probabilmente proprio questi ringraziamenti, letti in maniera troppo frettolosa, a causare il malinteso ed a diffondere la falsa notizia.

 

5. La scarpa per i selfie

La giornata del primo aprile è stata costellata da molti scherzi, alcuni dei quali troppo assurdi per essere credibili per più di qualche secondo. Discorso differente invece per il video di presentazione della scarpa da selfie, che altro non sarebbe se non una normale scarpa con inserito, nella punta, uno scomparto in grado di sorreggere il nostro smartphone al momento di scattare un selfie. Gli incredibili vantaggi di questo gadget irrinunciabile sarebbero principalmente la libertà delle mani e la possibilità di scattare fotografie da una distanza meno ravvicinata del classico selfie.

l bastone da selfie, per alcuni ormai un oggetto indispensabile per viaggi, gite o semplici passeggiate, sarebbe invece troppo scomodo da montare e smontare ogni volta, e necessita di un contenitore per essere trasportato. La soluzione è una sola: SelfieShoe. In pochi avrebbero davvero acquistato il prodotto, ma sicuramente un pensierino qualcuno l’ha fatto, magari convinto dal simpatico spot. L’idea è stata di Miz Mooz, un’azienda che produce, guarda caso, proprio scarpe e che il giorno seguente ha pubblicato questa foto:

 

#TBT to yesterday. Our #SelfieShoe “design director” in our New York office. #shoefie ;)

Posted by Miz Mooz Shoes on Giovedì 2 aprile 2015

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