Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Il Messico non ce l’ha con Dibba

Cinque notizie che non lo erano Il Messico non ce l’ha con Dibba
Cronaca 04 Ottobre 2018 ore 09:10

 

1) Un gruppo di nigeriani arrestati in un centro sociale

Un centro sociale di Genova sarebbe stato di recente oggetto di uno sgombero da parte della polizia: a subire lo “sfratto” sarebbero stati un gruppo di profughi nigeriani e a chiamare le forze dell’ordine sarebbero stati gli stessi gestori del centro. Secondo quanto scritto su un post che è circolato molto su Facebook, i centri sociali avrebbero organizzato un corteo contro il razzismo, invitando anche i profughi. A seguito della manifestazione, però, un gruppo di nigeriani avrebbe deciso di stabilirsi all’interno del centro sociale, occupando parte dello stabile. I gestori sarebbero quindi stati costretti a chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine, che avrebbero portato via i quattro nigeriani denunciati. Il blogger David Puente ha cercato di risalire alla fonte di questa storia, appurando che non esistono prove né articoli di giornale che riportino la vicenda.

 

2) Il Pd ha pagato trenta euro a testa i manifestanti di domenica

Il Partito Democratico sta cercando ormai da diversi mesi di rimettersi in carreggiata e ha deciso di organizzare una manifestazione a Roma, che si è svolta la scorsa domenica. La partecipazione non è stata alta quanto speravano i vertici del partito e c’è chi addirittura ha diffuso sui social la notizia che il Pd avrebbe pagato di tasca propria duecento pullman e sei treni, oltre ad aver offerto pranzo e trenta euro a testa a ogni partecipante. Si trattava però di una bufala, molto simile ad altre condivise sul web in questi mesi, che infatti non ha trovato alcun riscontro concreto.

 

3) Imprenditore regala denaro in Italia

Scorrendo la home di Facebook, potrebbe esservi comparso in questi giorni un articolo sponsorizzato che raccontava la storia di un giovane imprenditore, appena ventiquattrenne, che avrebbe guadagnato 580 milioni di dollari vendendo app per smartphone. Il ragazzo avrebbe avviato una nuova attività, un casinò online che garantirebbe vincite milionarie, grazie a un nuovo algoritmo che trarrebbe profitto «non dai giocatori ma dall’andamento del mercato azionario». Per poter iniziare a giocare e avere così un buono da 200 euro, regalati dall’imprenditore, sarebbe sufficiente eseguire una rapida procedura. La storia però è del tutto inventata e l’unico risultato che si avrà eseguendo tutti i passi indicati sarà quello di trovarsi iscritti a un classico casinò online dopo aver versato una quota minima di 10 euro.

 

4) A Viterbo pagati centomila euro per il prete in corsia

La Asl di Viterbo, secondo quanto scritto da alcuni giornali, avrebbe di recente rinnovato il contratto con un sacerdote che si occuperà per il prossimo anno dell’assistenza religiosa, percependo ben centomila euro. La vicenda però non è stata riportata in modo del tutto corretto: la cifra infatti è la somma di quanto speso da sei strutture ospedaliere diverse, che hanno versato ognuna sedicimila euro per poter avere questo tipo di prestazioni. Lo stipendio versato a ogni prete sarebbe quindi di circa 1.300 euro al mese, una cifra ragionevole per un dipendente le cui prestazioni sono spesso molto richieste dagli stessi pazienti.

 

5) I messicani vogliono cacciare Di Battista

Alessandro Di Battista sta continuando il suo viaggio in America, ma secondo alcune immagini diffuse sui social, in particolare su Twitter, la sua presenza avrebbe infastidito i cittadini messicani. Una sorta di cartello, accompagnato dall’hashtag #DiBattistaFueraYa, chiederebbe l’espulsione dell’ex deputato dal Messico, accusandolo di essere un razzista e un fascista. La protesta sembra però che sia stata creata e supportata quasi esclusivamente da cittadini italiani, alcuni residenti in Centro e Sud America, e non riguarderebbe quindi una reale protesta da parte del popolo messicano.

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