Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Niente bollo per le biciclette, dai

Cinque notizie che non lo erano Niente bollo per le biciclette, dai
20 Ottobre 2016 ore 09:45

 

1) La villa faraonica comprata da Maurizio Crozza

La maggior parte delle bufale diffuse sul web proviene da siti poco affidabili e spesso con nomi volutamente parodistici, eppure spesso acquista credibilità a causa dei quotidiani nazionali, che, senza verificare le fonti, a volte rilanciano notizie false. Spesso la bufala viene riproposta perché adatta alla linea editoriale, soprattutto quando danneggia personaggi invisi o già ampiamente criticati, com’è accaduto la scorsa settimana a Maurizio Crozza.

Il comico, secondo quanto scritto su Libero Quotidiano, avrebbe acquistato una “reggia”, una villa in provincia di Lucca da ben 1200 metri quadrati: «Fustigare i ricchi e potenti rende molto bene a Maurizio Crozza – si legge nell’articolo – ed ora il suo portafogli gonfio starebbe per regalare al comico genovese un ‘buen retiro’ di tutto rispetto, in una delle zone più belle d’Italia». Proseguendo nella lettura però, si riferisce che il responsabile dell’operazione immobiliare «da almeno sei zeri» sarebbe la Proto Group Ltd, società di cui abbiamo già trattato in passato. Il titolare della società infatti, è noto alle cronache per aver già in passato millantato affari con personaggi molto in vista. Alcuni mesi fa ne avevamo parlato in merito a un presunto affare avvenuto con Mark Zuckerberg, che avrebbe comprato un attico a Milano da ben 21 milioni di euro.

Lo stesso Crozza nel suo programma Crozza nel Paese delle meraviglie ha smentito la notizia, ricordando ai giornalisti l’importanza del fact checking, soprattutto quando una semplice ricerca su Google potrebbe chiarire ogni dubbio.

 

2) Merkel: «Se non passa la riforma costituzionale, l’Italia sarà fuori dall’Europa»

Matteo Renzi ha da poco incassato l’endorsement del Presidente degli Stati Uniti Obama, che ha appoggiato la sua riforma costituzionale, invitando gli italiani a votare sì, mossa poco gradita dalle opposizioni. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si sarebbe però spinta anche oltre, paventando la possibilità di un’uscita dell’Italia dall’Unione Europea in caso di una vittoria del “No” al referendum. Almeno 100mila persone hanno condiviso la notizia sul web e in molti non hanno risparmiato epiteti nei confronti della cancelliera, ma è probabile che quasi tutti non si siano nemmeno soffermati a leggere l’articolo, limitandosi al titolo.

All’interno del pezzo, infatti, sono presenti una serie di frasi totalmente fuori contesto e che poco hanno a che fare con le possibili dichiarazioni di un personaggio come Angela Merkel. Il sito che ha diffuso la notizia infatti è un sito satirico ed è possibile tra le varie pagine leggere un chiaro avvertimento al lettore: «Per rendere più chiaro al visitatore la natura comica e satirica degli articoli, non lasciando spazi a dubbi, le conclusioni sono esagerate e incredibili ogni ragionevole dubbio». Nell’informazione da social, purtroppo, la maggior parte delle persone non vanno oltre al titolo ed hanno quindi condiviso la bufala con la convinzione che si trattasse di una notizia vera.

 

3) Da gennaio 2017 arriva la tassa sulla bicicletta

Le politiche di molti Stati occidentali, compreso il nostro, in questi anni si sono più volte preoccupate di tracciare un sentiero chiaro per agevolare ogni comportamento che favorisca l’ambiente e per scoraggiare azioni più inquinanti. I proprietari delle auto ad esempio pagano un bollo più o meno economico a seconda delle emissioni del proprio mezzo, con esenzioni e sconti per chi sceglie veicoli ibridi o a metano.

Secondo quanto riportato da alcuni blog in questi giorni però, il Governo avrebbe deciso di intraprendere una via completamente opposta, imponendo dal prossimo gennaio una tassa sulle biciclette. Si tratterebbe di una sorta di bollo, come quello per le auto, dal costo tutt’altro che irrisorio: per il possesso di un velocipede infatti si dovrebbero sborsare ben 112,52 euro, una cifra simile a quella pagata per un’auto di piccola cilindrata. In caso di mancato pagamento, inoltre, sarebbe prevista una multa molto salata, che andrebbe dai 200 ai 600 euro.

Responsabile della manovra sarebbe un senatore, tale Giacomo Vinicioli, che sarebbe capogruppo del PD a Palazzo Madama, che però non esiste. Si tratta infatti di una bufala, non ci sarà nessun balzello per i ciclisti, che anzi sono spesso incentivati nell’utilizzo di mezzi ecologici, grazie anche ai servizi di bike sharing presenti in molte città.

 

4) Pugile stende tre rifugiati che avevano provato a violentarla

Non è la prima volta che sul web si diffondono storie di presunta giustizia privata, dove la vittima o qualche parente riescono a vendicarsi del tentativo di offesa, accanendosi contro potenziali ladri o stupratori. È però singolare che la storia venga raccontata dalla diretta interessata, come accaduto a Daiane Ferreira, la pugile di cui abbiamo parlato anche la scorsa settimana, che sul suo profilo Facebook aveva denunciato l’aggressione da parte di tre rifugiati. La Questura aveva dichiarato di non aver compiuto alcun intervento quella notte e i responsabili del centro di accoglienza di Pordenone, dove si sarebbe svolta l’aggressione, avevano assicurato che nessuno degli ospiti ha subito contusioni o ha richiesto cure mediche.

La pugile è stata quindi interrogata dalla Polizia e per lei, che forse cercava solo un po’ di pubblicità, è finita nel peggiore dei modi, ovvero con una denuncia per simulazione di reato e procurato allarme.

 

5) Putin: «L’Italia potrebbe essere la nazione più ricca al mondo, ma ha cattivi politici»

La figura di Vladimir Putin continua ad essere molto popolare per una parte di italiani, nonostante la stampa abbia più volte smentito le leggende sul suo conto, che spesso lo dipingono come leader severo ma giusto, adorato dal proprio popolo. Forse per questo motivo le sue presunte dichiarazioni trovano sui social network un ampio eco e vengono condivise da molte persone, che però non sembrano preoccuparsi troppo di verificarne l’autenticità.

L’ultima uscita pubblica di Putin sarebbe stata rivolta, tanto per cambiare, al Governo italiano, composto secondo quanto scritto da incapaci, ed accanendosi in particolare sul premier Renzi, che sarebbe «una persona che non è in grado di farsi rispettare in Europa e nel Mondo, che non gode della stima di nessun capo di Stato». L’avversione nei confronti del capo del governo ha spinto molti a condividere questa bufala, che tra l’altro è molto simile a tante altre diffuse in queste settimane, e come nei casi precedenti non ha alcun fondamento reale.

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