Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Mangiate pure la pizza nel cartone

Cinque notizie che non lo erano Mangiate pure la pizza nel cartone
Cronaca 28 Marzo 2019 ore 09:05

 

1) L’inchiesta sullo stadio della Roma

Lo scorso fine settimana molti giornali hanno parlato di una presunta inchiesta che sarebbe in corso e che riguarderebbe la costruzione del nuovo stadio della Roma. La storia dell’opera è molto travagliata e in pochi si sono sorpresi dell’esistenza di nuovi elementi che avrebbero giustificato l’intervento dei magistrati. Eppure, a differenza di quanto è stato scritto, non esiste alcuna inchiesta sullo stadio. Come spiegato da Il Post, è stato il pubblico ministero di Roma a capo delle indagini, Paolo Ielo, a chiarire già a a giugno che la società calcistica della Roma non è soggetta ad alcuna inchiesta e che «non ci sono atti amministrativi relativi allo stadio per cui si ravvisano alterazioni. Le inchieste di cui parliamo – ha concluso il magistrato – si possono descrivere come inchieste sulla corruzione a Roma, e non inchieste sullo stadio della Roma».

 

2) Trovate sostanze nocive nei cartoni della pizza

Secondo quanto riportato da diverse testate e siti online, una nuova ricerca condotta sulla composizione dei cartoni utilizzati per la consegna delle pizze a domicilio avrebbe rivelato la presenza in essi di componenti chimici dannosi per la salute. In particolare ha avuto risalto il “bisfenolo”, una sostanza che viene usata spesso nei contenitori per alimenti. Un test condotto su tre cartoni differenti avrebbe portato gli scienziati a osservare che in due casi la sostanza chimica “migrava” dal cartone all’alimento. Secondo gli studi svolti fino ad oggi però, come spiegato da Juanne Pill su Open, le evidenze non mostrano alcun rischio per la salute dei consumatori in caso di esposizione a questa sostanza.

 

3) Lo Ius Soli non esiste da nessuna parte nel mondo

La vicenda drammatica dell’autobus dirottato nei pressi di Milano ha evidenziato un paradosso nel nostro sistema legislativo. L’autista infatti, pur essendo di origini senegalesi, era di cittadinanza italiana, a differenza di alcuni dei bambini vittime del sequestro, che pur essendo nati nel nostro Paese non sono legalmente italiani. Si è tornato quindi a parlare di Ius Soli e da più parti si sono sentite critiche in merito a questo genere di proposte. Giorgia Meloni ha ribadito ancora una volta che una legge del genere sarebbe un’anomalia, non essendo presente da nessuna parte al mondo. La sua affermazione però, come verificato da Agi, non è corretta. Lo Ius Soli è infatti molto diffuso, anche in Paesi come gli Stati Uniti dove viene attuata una rigida politica migratoria. Anche in Europa in molti Stati è presente uno Ius Soli, sebbene in una forma più “temperata” rispetto alla sua concezione pura.

 

4) Le birre che contengono glifosato sono pericolose

Il Ministro della Salute è tornato a parlare dei pericoli che deriverebbero dal consumo di alcune marche di birra a causa di una sostanza chimica, il glifosato, che avrebbe effetti molto dannosi sull’organismo. L’accusa è stata rivolta in particolare alle birre tedesche, colpevoli secondo quanto già scritto nel 2016 sul “Blog delle Stelle” di avere alte concetrazioni di questo erbicida. Davd Puente su Open ha ricostruito la vicenda, riportando anche le considerazioni dello stesso istituto utilizzato come fonte per giustificare questo allarme. Secondo queste, i rischi potrebbero esserci solo per gli operatori che lavorano a stretto contatto con questa sostanza pura, ma per i consumatori sarebbero necessari mille litri di birra al giorno per rischiare un’intossicazione.

 

5) Il complotto per nascondere il bimbo italiano eroe del bus

La vicenda dell’autobus dirottato e dato alle fiamme nei pressi di Milano ha ispirato una serie di bufale, tra le quali una che riferiva di un presunto complotto per nascondere il vero eroe della vicenda. La maggior parte dei giornali hanno infatti lodato un ragazzino di origine straniera ancora senza cittadinanza italiana, ma secondo qualcuno il vero eroe sarebbe un suo compagno, biondo e italiano. Come riportato da Wired, però, è stato lo stesso bambino, che si chiama Riccardo, a raccontare il gesto eroico del suo compagno Ramy, che è riuscito a nascondere il cellulare e a chiamare il 112.

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