Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Il video del bambino di Bibbiano

Cinque notizie che non lo erano Il video del bambino di Bibbiano
18 Luglio 2019 ore 09:05

 

1) Il falso video del bambino di Bibbiano

L’inchiesta “Angeli e Demoni” ha portato alla luce un inquietante sistema che, secondo l’accusa, mirava ad allontanare i bambini dalle famiglie per affidarli a veri e propri clienti disposti a pagare per l’adozione. La vicenda è ancora oggetto d’indagine, ma c’è chi in questi giorni chiede a gran voce di avere maggiori notizie. Le uniche novità pubblicate online si sono però rivelate delle bufale, come il video che sta circolando tra social e siti web, che mostrerebbe uno dei bambini di Bibbiano mentre viene portato via dal padre. Il video in realtà non c’entra nulla con questa inchiesta, ma si riferisce a un episodio accaduto in Sardegna nel 2017; in seguito alla pubblicazione era stata la stessa madre del piccolo a chiederne la rimozione.

 

2) La missione Sophia serviva a portare i clandestini in Italia

Lo scorso 9 luglio la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha pubblicato su Facebook un post in cui accusava la missione Sophia, l’operazione militare europea che agiva nel Mediterraneo, di avere avuto come unico scopo il trasporto dei migranti in Italia, con l’appoggio dei governi del Pd. Come spiegato dall’Agi però si tratta di una fake news, l’Italia infatti veniva utilizzata come porto sicuro secondo gli stessi criteri utilizzati oggi, ovvero quelli delle norme di diritto internazionale. L’operazione Sophia aveva lo scopo di contrastare il traffico di esseri umani e di controllare le acque territoriali europee, ma il numero di migranti effettivamente portati in Italia è stato relativamente basso. Tra luglio 2015 e dicembre 2018 sono arrivati sulle navi di Sophia 43 mila migranti, circa il 10% degli arrivi totali nello stesso periodo in Italia.

 

3) Il Prosecco è patrimonio Unesco, ma inquina

Il Prosecco è stato da poco nominato patrimonio dell’Unesco, ma c’è chi ha mosso dure critiche alla gestione agricola della zona, che secondo alcuni avrebbe un forte impatto inquinante a causa di un uso irregolare di pesticidi. Il Consorzio del Prosecco ha smentito le accuse, etichettandole come fake news e spiegando che il Protocollo Vinicolo adottato vieta anche l’utilizzo di glifosato, sebbene sia concesso dalle normative italiane ed europee. Open ha svolto un fact-checking sulla vicenda e ha scoperto che a febbraio AltroConsumo aveva già smentito questa teoria, pubblicando delle analisi che confermavano valori al di sotto dei limiti.

 

4) L’attivista italiana condannata a sei anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

La vicenda di Carola Rackete è stata in questi giorni messa a paragone con quella di una ragazza italiana, Francesca Peirotti, che secondo un’immagine circolata sui social sarebbe stata condannata in Francia a sei anni di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il sito Bufale.net ha ricostruito i fatti, partendo dalle dichiarazioni della diretta interessata, che in un’intervista a Repubblica ha chiarito: «Io non sono una Ong che salva vite in mare, non mi sono trovata nella situazione di non avere altro porto sicuro dove attraccare». La donna nel 2016 ha aiutato un gruppo di migranti a superare la frontiera di Ventimiglia dopo essere stati respinti, conducendoli a bordo di un furgone. La vicenda è quindi molto diversa da quella di Carola Rackete, ma anche la condanna è stata molto più mite di quanto scritto: Francesca Peirotti è stata condannata a 8 mesi di carcere e 5 anni di interdizione dalle regione delle Alpi Marittime, pena che comunque è stata sospesa.

 

5) Le colline arcobaleno in Cina

È tornata a circolare in questi giorni una fotografia che mostrerebbe le incredibili “colline arcobaleno” che si troverebbero in Cina. Lo spettacolo di colori è davvero impressionante, peccato che si tratti di un fotomontaggio, come già svelato alcuni mesi fa da diversi siti di fact-checking. La fotografia originale è stata scattata negli Stati Uniti presso la Valle della Morte e pubblicata su Instagram, per poi venire ritoccata e condivisa su Facebook con un nuovo titolo.

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