Presentati a Milano

Colesterolo, arrivano i nuovi limiti per mettere al sicuro la salute

Colesterolo, arrivano i nuovi limiti per mettere al sicuro la salute
20 Dicembre 2017 ore 05:00

La legge è uguale per tutti. Anche in medicina e soprattutto in tema di colesterolo cattivo, l’LDL, quello che danneggia la salute del cuore e non solo. Le nuove linee guida, meglio le raccomandazioni, presentate dall’Università di Milano, in occasione del XI Congresso annuale della Società Italiana di Terapia Clinica e Sperimentale, SITeCS, e del Congresso regionale lombardo della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi, SISA, stabiliscono infatti per l’intera popolazione un valore soglia ancora più basso, pari a massimo 100 mg/dl a tutela di possibili eventi cardiovascolari, con limiti ancora più stringenti per soggetti a rischio, contravvenendo a quanto stabilito solo un anno fa dalla Società Europea di Cardiologia che fissava quel limite di cento solo per i soggetti critici.

 

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Pochi i virtuosi. Il colesterolo alto in Italia sarebbe una problematica piuttosto diffusa: 20 per cento della popolazione, 12 milioni di persone dunque 1 su 5, combatterebbero specie dopo un certa età con livelli di grasso nel sangue, l’ipercolesterolemia appunto, oltre i limiti soglia. Correndo così seri rischi cardiovascolari, come il possibile sviluppo di infarto o ictus, complice la formazione di placche aterosclerotiche, cioè depositi di grasso e globuli bianchi, che infiammano e irrigidiscono le pareti delle arterie rendendo difficoltoso e meno fluido il passaggio del sangue e dunque l’ossigenazione del corpo e dei tessuti. Da sempre la raccomandazione preventiva degli esperti orienta a uno stile di vita sano, attivo, nutrizionalmente corretto, con pochi grassi e calorie, senza ulteriori fattori di rischio voluttuari come il fumo, che sinergicamente possono contribuire a controllare i livelli di colesterolo cattivo, soprattutto in soggetti naturalmente predisposti alla sua formazione o in coloro che, già affetti da problemi di cuore, lo espongono a un rischio cardiovascolare in più.

 

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Cambiano i limiti. Le buone norme contro il colesterolo cattivo sono diventare ancora più restrittive e impongono che i suoi livelli nel sangue siano inferiori a 100 mg/dl per la popolazione generale, con valori ancora più ridotti cioè compresi fra 50 e 70 mg/dl per i soggetti problematici. Sembrerebbe che entro questi parametri il cuore ricaverebbe effettivi benefici, riducendo l’esposizione a possibili eventi cardiovascolari, anche gravi. Le indicazioni emerse e presentate di recente da alcune fra le maggiori società scientifiche, quali la Società Italiana di Terapia clinica e sperimentale (SITeCS) la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), troverebbero conferma anche nei risultati di un ampio studio che ha coinvolto circa  25 mila persone tra il 2013 e il 2015, pubblicati sulla rivista Lancet, secondo cui la salute del cuore si associa a livelli di colesterolo LDL sempre più bassi.

Il colesterolo buono. Ecco un’altra importante novità e indicazione salutare: il colesterolo buono, l’HDL, contrariamente a quanto si pensa non avrebbe potenzialità nel migliorare la protezione cardiovascolare. Ovvero aumentare i suoi livelli nel sangue non darebbe benefici significativi sul benessere del cuore. A riprova ci sarebbero due studi pubblicati a fine agosto 2017, su riviste prestigiose quali il New England Journal of Medicine e Jama. Dunque quanto detto fino ad ora sul colesterolo buono è tutto da rifare? Affatto. È solo cambiato il punto di vista con cui lo si guarda, non più come fattore chiave ma come indicatore neutro, poco incidente sulla salute e la protezione del cuore, tanto più che secondo l’Università di Milano cui si devono queste nuove teorie, in associazione al ruolo svolto dall’HDL non sarebbero stati presi in considerazione altri buoni parametri di riferimento, prima fra tutti una alimentazione sana e uno stile di vita attivo.

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