Nell'arcipelago della Maddalena

Come lo Stato s’è fatto soffiare l’isola di Budelli da un privato

Come lo Stato s’è fatto soffiare l’isola di Budelli da un privato
26 Ottobre 2015 ore 17:13

C’è stato il caso delle isole greche (s)vendute in piena crisi finanziaria e quello degli atolli del Pacifico trasformati nel regno privato dei sultani del jet set. Da qualche anno (almeno dal 2013) c’è pure il caso della piccola isola di Budelli, nell’arcipelago sardo della Maddalena. Una vicenda tutta di casa nostra, di cui però non si è sentito molto parlare. L’isola è stata molte volte sul punto di essere venduta e lottizzata, ma finora si era sempre trovato il modo di farla restare sotto la tutela dello Stato.

 

 

Ciò che era accaduto nel 2005. Era il 1992, quando il ministro dell’Ambiente Carlo Ripa di Meana rese l’isola di Budelli un parco marino, inavvicinabile dalle barche a motore. Due anni dopo Budelli entrò a fare parte del Parco della Maddalena. Tuttavia, di estate in estate, frotte di turisti hanno saccheggiato la sabbia rosa formata da granelli di corallo, tipica dei litorali di Budelli. L’hanno portata via in sacchetti, secchielli, bottigliette di vetro, come souvenir. Proteggere l’isola e il suo patrimonio naturale non è stato per nulla semplice, anche perché, dopo e oltre ai visitatori con poco o nessun criterio, ci sono state le aste, le offerte e le proposte di vendita.

All’inizio del 2005, ad esempio, l’isola era andata all’asta e, tra i possibili acquirenti, si erano fatti avanti alcuni imprenditori di Roma e di Milano, oltre alla Regione Sardegna. A un certo punto, però, era spuntata la società finanziaria di turno, la Cofinance&Co, con una proposta da 3,29 milioni di euro. Il governo si era diviso sull’opportunità di lottizzare le spiagge, ma poi era intervenuto il ministro  dell’Ambiente Matteoli, deciso a far valere il diritto di prelazione: «Sono nato su una spiaggia e l’idea che qualcuno la compri non mi piace», aveva detto allora. Negli stessi giorni, il ministero dell’Ambiente faceva sapere: «Esercitare il diritto di prelazione è un’idea che il ministro aveva dal 2001, è una politica che stiamo portando avanti: acquisire tesori naturali là dove ci sono interessi speculativi, acquistarli è una tutela definitiva contro ogni tipo di speculazione». Tanto che il ministero aveva notificato la sua intenzione all’ immobiliare Nuova Gallura, che dal 1983 possedeva 175 ettari dell’isola di Budelli. A quel tempo la Nuova Gallura stava trattando con una società per la vendita del terreno isolano, ma ovviamente tutto è stato subordinato al diritto di prelazione.

 

Isola Budelli: va a privato che dovrà versare 3 mln euro

 

L’acquisto di Harte. Sembrava che il pericolo fosse passato, ma ci siamo dovuti ricredere. Nell’ottobre 2013, infatti, il banchiere e ambientalista neozelandese Michael Harte era riuscito a comprare Budelli a un’asta giudiziaria, pagando due milioni e 900mila euro. Era diventato il proprietario di 160 ettari sottoposti a vincolo assoluto di inedificabilità e nessun ministero aveva pensato di farsi avanti per impedirlo; anzi, la politica sembrava avere ignorato completamente l’asta. Le prime pagine dei giornali avevano però smosso le acque chete e si era cercato allora di rimediare al danno. Il Parco della Maddalena e il ministero dell’Ambiente si erano richiamati al già usato diritto di prelazione, con la differenza questa volta la vendita era già stata portata a termine. Harte, allora, aveva fatto ricorso al Tar sardo, che però gli aveva dato torto, appoggiando il Parco. Il banchiere aveva continuato la sua battaglia legale e si era quindi rivolto al Consiglio di Stato. Pochi giorni fa, venerdì 23 ottobre, il banchiere neozelandese ha ottenuto la sua vittoria.

 

 

La sentenza del Consiglio di Stato. Nella sua sentenza, il Consiglio di Stato ha precisato che l’isola di Budelli era proprietà privata prima che si istituisse il Parco della Maddalena e che nel 1984 il prefetto di Sassari aveva autorizzato il proprietario ad alienare a una società privata «l’intera isola di Budelli». L’organismo di giustizia ha poi ribadito che «il diritto di prelazione ha carattere ablatorio della proprietà privata, cioè sostanzialmente espropriativo, e come tale deve avere una base legale certa, conformemente a quanto da sempre ritenuto pacifico e più volte ribadito anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo». Per esercitare legittimamente la prelazione, la legge n. 394 del 1991 prevede che sia «adottato un piano di tutela del parco e che la prelazione possa riguardare solo le aree che in quel piano siano classificate nelle prime due zone di maggior tutela». Tristemente e vergognosamente, «in questi lunghi anni il piano non è stato adottato dall’amministrazione e la sua mancanza inesorabilmente impedisce l’esercizio del diritto di prelazione», afferma il Consiglio di Stato. Per questo motivo, «non può essere impropriamente surrogata da altro strumento pianificatorio, diverso per contenuti e finalità, come aveva invece ritenuto in primo grado il Tribunale amministrativo della Sardegna» e, inoltre, «non è sufficiente lo stanziamento in legge della somma necessaria, in quanto la copertura finanziaria presuppone comunque che la prelazione sia esercitata legittimamente». Perciò non sarebbe bastato formulare un’offerta pari a quella di Harte, proposta che aveva avanzato il governo Letta, con l’emendamento “Budelli” nella legge di stabilità. In sostanza, dopo l’acquisizione del ministero nel 2005, l’isola di Budelli avrebbe dovuto rientrare sotto la piena tutela del Parco della Maddalena, unica entità che avrebbe potuto esercitare la prelazione.

 

 

Tra prospettive future e proteste presenti. Ora il Tribunale di Tempio Pausania, in provincia di Olbia-Tempio, ha dato ad Harte sessanta giorni di tempo per versare due milioni e 945mila euro. Il banchiere è soddisfatto e rassicura sulle sue intenzioni riguardo al paradiso di mare di cui è divenuto proprietario: «Il mio sogno è quello di creare un osservatorio internazionale sulla biodiversità marina: un laboratorio all’aria aperta che attiri studiosi da tutto il mondo. Il mio progetto è portare avanti le iniziative di tutela ambientale, collaborare col parco e mettere a disposizione altre risorse per far conoscere questo paradiso in tutto il mondo. Farò dell’isola un museo a cielo aperto». Un progetto che fa onore al magnate, ma che non ha convinto il deputato Mauro Pili: «Si tratta di un fatto di una gravità inaudita perché da questo momento l’isola gioiello va al privato. La decisione del tribunale fallimentare fa cadere ogni speranza. Ora l’unica strada che rimane è quella del decreto del governo, che è stato già sollecitato». Il senatore Luciano Uras, invece, propone di procedere all’esproprio di Budelli prevedendo nella Legge di Stabilità la somma di tre milioni di euro.

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