Bill Gates ha creato un apposito algoritmo

Come fanno i big della tecnologia a rispondere a tutte le mail?

Come fanno i big della tecnologia a rispondere a tutte le mail?
Cronaca 13 Giugno 2015 ore 12:25

Un tempo erano i telegrammi o i fogli che uscivano dai fax. Oggi, invece, per comunicare, si usano le email. Un mezzo veloce, semplice da usare ed economico. Proprio per queste sue peculiarità, però, soprattutto le personalità di un certo rilievo finiscono col trovarsi ogni giorno la propria casella e-mail piena zeppa di messaggi. E in un certo senso, diventa così impossibile “stare dietro a tutti” e leggere ogni singolo contenuto ricevuto. Il giornalista inglese Rob Waugh si è chiesto allora come facciano personalità come Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Bill Gates a gestire il proprio account di posta elettronica. Ha così approfondito la questione, scoprendo che ognuno di questi magnati gestisce il proprio account in maniera diversa.

 

 

Bezos: prima il cliente. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, dà molta importanza e valore alle mail che riceve. Secondo la sua filosofia aziendale, infatti, prima di ogni processo e strategia, viene il cliente, che deve essere sempre soddisfatto coccolato e ascoltato. Proprio per questa ragione, cercando bene sul sito del suo store online è possibile scovare addirittura la mail personale di Bezos. Secondo quanto racconta Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia, a proposito del fondatore di Amazon, «Jeff una volta mi disse che se gli mandi una mail lui ti risponderà nell’arco di 10 minuti o mai più. È un tipo divertente, quindi questo era uno scherzo, ma per esperienza personale vi dico che scherzava solo in parte». Ma questa piccola rivelazione non è poi tanto lontana dalla realtà. Sempre prestando ascolto ad alcune indiscrezioni Bezos dedica qualche ora della sua giornata a leggere le mail che gli arrivano: ad alcune risponde lui direttamente, mentre le rimanenti si «assicura che raggiungano le persone giuste in azienda per ottenere che i problemi posti dai clienti siano risolti in fretta ed efficientemente», così ha spiegato una sua assistente.

 

 

Larry Page: metodo a cascata. Proprio qualche giorno fa, Larry Page, il giovane cofondatore di Google, è stato eletto Ceo più amato d’America dal sito Glassdoor che ogni anno si preoccupa di stilare quest’interessante classifica. Si tratta quindi di un risultato importante e degno di nota, raggiunto grazie al giudizio positivo espresso dal 97 per cento dei suoi dipendenti. Meno contenti, forse, saranno tutti gli utenti che in questi anni hanno scritto a Page chiedendo qualche consiglio o lamentandosi di qualche ricerca non andata a buon fine sul motore di ricerca da lui ideato. Ha recentemente dichiarato che «quando apro la casella di posta inizio a leggere le email e arrivo fin dove ho voglia, poi lascio perdere e certi messaggi non saranno mai letti. Qualcuno si stupisce di ricevere una risposta nel giro di 5 minuti mentre altri ricevono quello che si sarebbero aspettati: nessuna risposta». Utilizza quindi il cosiddetto metodo a cascata, un approccio utilizzato da molti manager e imprenditori, che però è da molti considerato sconveniente e scorretto per la sua parzialità.

 

 

L'algoritmo di Bill Gates, fondatore di Microsoft ed eterno rivale di Steve Jobs, dal 27 giugno 2008, dopo trentatré anni di incredibili successi, si è dimesso dalla carica di amministratore delegato dell’azienda da lui fondata. Non ha smesso, naturalmente, di interessarsi alle sorti di Microsoft ma formalmente dice di dedicare la maggior parte del suo tempo alla Fondazione Bill & Melinda Gates insieme alla moglie. Si potrebbe pensare che dopo aver fatto un passo indietro, l’imprenditore americano non sia più subissato da migliaia di mail dai contenuti più disparati. Invece, rivelano i suoi più stretti collaborati, la fiumana di mail che ingrossa la sua casella di posta non si è mai affievolita neppure un istante. Che cosa avrà quindi ideato il brillante Bill? Chi lavora con lui, racconta che ha studiato e scritto un algoritmo che lo aiuta a smistare la valanga di messaggi che gli arrivano ogni giorno, ma non potendo comunque visionare personalmente l’intero risultato della sua strategia possiede anche un team di dipendenti che legge parte della sua posta per lui.

 

 

Mark Zuckerberg, oltre la mail. Il problema di Mark Zuckerberg, invece, non riguarda solo la gestione delle mail in arrivo nella sua casella di posta, ma anche tutti i commenti, post e messaggi che ogni minuto vengono scritti sulla pagina ufficiale del suo profilo Facebook. Difficile da immaginare, si tratta di un’impresa che ha dell’impossibile e di fatto, visti i numerosi impegni che il fondatore di Facebook si trova ogni giorno in agenda, di sicuro non gestirà personalmente i vari account in suo possesso. Secondo alcuni suoi collaboratori, almeno per quanto riguarda la casella di posta farebbe affidamento su una serie di filtri da lui impostati in modo da aver in evidenza le mail più importanti. Poi, c’è chi se lo può permettere, ha assoldato alle sue dipendenze un assistente personale che vigila e controlla il suo account personale per buona parte della giornata. Un compito noioso e mortalmente meccanico, ma che i 125mila dollari che riceve in stipendio all’anno fanno apparire divertente e creativo.