Per due anni Lippi ha allenato qui

Come sta il calcio in Cina? Male (ma vogliono vincere presto)

Come sta il calcio in Cina? Male (ma vogliono vincere presto)
12 Marzo 2015 ore 10:30

Sono più di 20 mila le scuole cinesi che dal 2017 dovranno prevedere nel programma scolastico l’insegnamento del calcio. La decisione è stata presa a Pechino durante una riunione ristretta alla quale erano presenti il presidente della Repubblica e Segretario del Partito Comunista Xi Jinping, il primo ministro Li Keqiang ed altri due membri del Comitato permanente del Politburo (il massimo organo politico cinese). L’obiettivo è quello di far diventare la Cina una potenza calcistica di livello mondiale. I tre sogni del capo di stato cinese sono quelli di vedere la Cina qualificarsi per la Coppa del Mondo, ospitarla e vincerla, insomma tre obiettivi non da poco per una nazione che di tradizione calcistica ha poco o nulla.

La situazione attuale. È pur sempre vero che da qualche anno a questa parte la Cina nel calcio sta investendo. A livello di Nazionale, la partecipazione al Mondiale Nippo-Coreano del 2002 resta la più grande impresa calcistica nel paese della Grande Muraglia. La Cina, allenata all’epoca da un vecchio santone delle panchine internazionali come Bora Milutinovic, uscì al primo turno del girone, giocato contro Brasile, Turchia e Costa Rica, subendo 9 reti e senza realizzarne alcuna. A quella storica partecipazione va assommato il secondo posto nella Coppa d’Asia del 2004, quando i padroni di casa, guidati in panchina dall’olandese Arie Haan, cedettero in finale al Giappone di Nakamura e Zico.

 

 

 

I club. Per quello che riguarda i club, quella che dal 2004 si chiama Super League Cinese ha visto l’arrivo di molti campioni provenienti dal calcio europeo, attratti più dalla moltitudine di yuan offerti che dal progetto. Il Guangzhou Evergrande Football Club, squadra di Canton, terza città più popolosa del Paese, dal 2012 ha deciso di italianizzarsi chiamando alla guida della squadra Marcello Lippi, tecnico campione del mondo nel 2006 con l’Italia, raggiunto in seguito da Alberto Giardino e Alessandro Diamanti. Con l’allenatore viareggino sono arrivati due titoli consecutivi e la vittoria nel 2013 della AFC Champions League, la seconda per una squadra cinese (dopo il Liaoning nel 1989-90). Da questa stagione la panchina è passata a Fabio Cannavaro che ha chiesto a Lippi di rimanere legato al club come dirigente.

Soldi spesi male? I soldi per investire nel calcio ci sono, ma molto spesso vengono sperperati in maniera esagerata per giocatori ormai inadeguati per il calcio che conta (Diego Tardelli) oppure troppo sopravvalutati (Elkeson). Anche per questo si è deciso di scommettere in maniera forte sul “sistema calcio”, proprio per evitare le continue figuracce fatte dalla Nazionale che dopo il periodo d’oro di inizio millennio è ripiombata nella mediocrità. La sconfitta subita in casa per 1-5 dalla Thailandia nel 2013 ha fatto esplodere la rabbia dei tifosi: «Noi, 1,3 miliardi di cinesi, abbiamo perso con la Thailandia, 65 milioni di abitanti, per un quarto militari, per un quarto monaci, un quarto trans e solo il resto utile per il vivaio calcistico», fu il post che rimbalzò su centinaia di timeline e bacheche social. Ecco che il piano di Xi Jiping richiederà fin da subito provvedimenti concreti: nel 2015 verranno formati 6 mila insegnanti di calcio ed entro il 2017 il football diverrà materia obbligatoria nelle scuole con l’intento di aver in breve tempo 100 mila calciatori di buon livello.

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Il precedente olimpico. Il governo cinese ci mette dunque la faccia per cercare di “integrare” la nazione a livello calcistico mondiale, sperando di avere lo stesso successo di risultati avuto con le Olimpiadi del 2008. Per la manifestazione venne inaugurato lo Stadio Nazionale di Pechino, avveniristico impianto sportivo denominato per la sua forma “Nido d’Uccello”. Lo stadio, che può contenere fino a un massimo di 91mila persone, ha ospitato tre edizioni della Supercoppa Italiana (2009, 2011 e 2012), a confermare che la Cina è un territorio molto favorevole a «sperimentare ed apprendere» il fenomeno calcistico anche a livello di semplice marketing.

100 medaglie nel 2008. Durante le Olimpiadi casalinghe, preparate in modo meticoloso negli anni precedenti, la Cina arrivò a conquistare 100 medaglie, delle quali ben 51 d’oro, ottenendo così il primo posto nel medagliere, davanti agli Stati Uniti ed alla Russia. Anche in quel caso quello che viene definito da Xi Jinping «un disperato desiderio del popolo» sbocciò in un Olimpiade che ebbe del trionfale per tutti i cinesi. In Cina si augurano che il nuovo progetto possa compiere gli stessi passi in avanti fatti recentemente a livello economico e militare, sfruttando quell’innovazione e quella creatività che fino a quest’oggi sono mancate, e che hanno lasciato eccessivo spazio a uno sperpero abnorme di risorse e tempo.

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