A Villapizzone, Milano

Come sta il capotreno ferito Arrestati due salvadoregni

Come sta il capotreno ferito Arrestati due salvadoregni
Cronaca 12 Giugno 2015 ore 13:12

Nella serata di giovedì, intorno alle 21.50, un gruppetto di sudamericani (non è ancora chiaro se tre o cinque), ha aggredito a colpi di machete un capotreno nella stazione ferroviaria di Villapizzone, a Milano, sulla tratta di ritorno da Rho Fiera EXPO. Carlo Di Napoli, 32 anni sposato e padre di una figlia di quattro mesi, stava verificando che tutti i passeggeri del treno S14 delle Ferrovie Nord avessero il biglietto. Di fronte alla sua richiesta, un uomo di origine sudamericana ha tirato fuori un machete dallo zaino colpendolo al braccio e ferendo alla testa un altro funzionario delle ferrovie di 31 anni, non in servizio in quel momento, accorso per prestare aiuto al collega. L'aggressore si è poi dileguato insieme ad altri che erano con lui, mentre i due feriti sono stati trasportati all’ospedale Niguarda. L'aggressione sarebbe avvenuta a bordo del treno.

Le condizioni dei feriti. Il capotreno è stato colpito ripetutamente al braccio sinistro e tutt’ora le funzionalità del suo arto sono a rischio. Il referto medico dice che «il ferito aveva una lesione grave da fendente al braccio sinistro, lesione che ha portato a una sub-amputazione. Si è cercato di recuperare la funzionalità del braccio e la prognosi verrà sciolta nei prossimi giorni». Un team di esperti, composto da un chirurgo generale, un chirurgo vascolare, un chirurgo plastico e un chirurgo ortopedico, ha operato il capotreno nella notte per otto ore e si spera che l’uomo possa recuperare la piena funzionalità, ipotesi che inizialmente si temeva non potesse accadere. Al termine dell’intervento i colleghi, che sono stati in ospedale tutta la notte ad attendere l'esito dell'intervento, hanno raccontato che Di Napoli ha sorriso e li ha salutati. Nel pomeriggio, al segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri, che è andato a trovarlo a Niguarda, il capotreno ha detto: «Ho avuto molta paura, ma ora mi sento più sollevato: la cosa più importante e che potrò riabbracciare la mia bimba di 5 mesi». Il secondo ferito invece se l’è cavata con un dieci punti di sutura a causa di un trauma cranico (non è ancora chiaro se provocato dall’arma o da altro). Di Napoli ha rivelato di essere stato lui a chiedere al collega di non allontanarsi perché aveva avvertito qualcosa di strano nell'atteggiamento del gruppo di sudamericani.

I filmati delle telecamere. Ad assistere alla brutale scena c'erano una donna, corsa via per lo spavento, e il cronista di un giornale locale di Milano, che ha prontamente postato su Twitter una foto che documentava la tracce di sangue lasciate sulla banchina dal capotreno (macchie ritrovate anche nel corridoio e tra i sedili della prima carrozza). La Polizia Ferroviaria sta visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione per identificare i responsabili dell'aggressione.

Arrestati due sudamericani. Nella notte gli agenti di polizia hanno fermato due giovani sudamericani nei dintorni della stazione di Villapizzone, uno di loro aveva la maglietta sporca di sangue, mentre l’altro, per abiti e statura, corrisponderebbe alla descrizione dell'aggressore fatta da alcuni testimoni. Ufficialmente fermati “per identificazione”, i due sono stati interrogati presso la questura di Milano in mattinata. Nel pomeriggio, la Squadra Mobile di Milano ha fatto sapere di arrestato due salvadoregni, appartenenti alla gang latina "MS13", con l'accusa di tentato omicidio. Uno dei due avrebbe sferrato il colpo di machete contro il capotreno, prima di nascondere l'arma nei pantaloni. Entrambi erano stati indagati in passato per fatti analoghi, la polizia ha inoltre comunicato che sta cercando altre due persone.

 

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La reazione di Ferrovie dello Stato. Mentre è subito scattata la caccia al colpevole e ai suoi complici, in mattinata sono arrivate le reazioni. Tramite una nota comparsa sul proprio sito internet, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha condannato l’azione, esprimendo solidarietà per le vittime. «Il personale di servizio sui treni è ormai trasformato in vittima inerme di questi atti di violenza. Le Ferrovie dello Stato Italiane chiedono l’intervento delle Istituzioni e una maggiore presenza delle forze dell’ordine per arginare un problema grave che riguarda la sicurezza delle migliaia di viaggiatori che ogni giorno si servono del treno per i loro spostamenti e per il personale in servizio», sottolineando infine che «qualora si constatasse l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, le FS Italiane avrebbero difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari».

Maroni esige sicurezza. Dura la dichiarazione di Roberto Maroni, governatore della Lombardia, il cui desiderio - ha detto - è che ci sia «qualcuno che impedisca queste cose e che se è necessario sparare, spari». Anche Alessandro Sorte, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, ha evidenziato come l’elevato livello di insicurezza necessiti di un «presidio dei militari in tutte le stazioni e delle forze armate, pronte a sparare, su tutti i treni», concetto ribadito anche dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi («occorre garantire l’incolumità di passeggeri e dipendenti, aumentare il livello di sicurezza e svolgere funzione deterrente contro atti di violenza come quello di ieri»).

Secondo alcune voci, sembra che tutti i capitreni della Lombardia vogliano inscenare una protesta pacifica di solidarietà verso il collega ferito fermando tutti i treni per 10 minuti e organizzando un corteo silenzioso verso la prefettura di Milano.