L'aggiornamento

Coronavirus, la Regione spiega: «Studenti a casa, possibilità di lezioni telematiche»

Coronavirus, la Regione spiega: «Studenti a casa, possibilità di lezioni telematiche»
29 Febbraio 2020 ore 17:44

Le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado della Lombardia saranno sospese fino a domenica 7 marzo. La conferma arriva nel corso della consueta conferenza stampa indetta da Regione Lombardia per fare il punto sulla situazione emergenziale legata al Coronavirus. «Le scuole non saranno chiuse – ha sottolineato il vicepresidente regionale Fabrizio Sala – vi potranno accedere il personale amministrativo e Ata per effettuare le attività di segreteria e tecniche, oltre ai docenti per svolgere le lezioni in via telematica in quegli istituti attrezzati per farlo. Siamo al lavoro per evitare assembramenti, cercando però di far tornare i cittadini ad abitudini di vita normali con le dovute cautele e limitazioni». L’obiettivo è di contenere il più possibile l’infezione del Covid-19, valutando le modalità più opportune per evitare assembramenti di persone, soprattutto riguardo alle attività culturali e di spettacolo.

Complessivamente sono 615 i casi accertati di contagio da Covid-19 in Lombardia (pari al 12 per cento dei 5723 tamponi effettuati). Ad oggi, sono ricoverati 256 pazienti, e 80 in terapia intensiva. Complessivamente sono guarite 60 persone, mentre sono salite a 23 le vittime, tutte particolarmente anziane e con un quadro clinico compromesso a causa di patologie pregresse. Inoltre, stanno diminuendo anche gli accessi giornalieri negli ospedali. «Stiamo valutando l’istituzione di una sorta di albo delle figure professionali da mettere a disposizione delle strutture sanitarie messe maggiormente sotto pressione dal numero dei ricoveri – ha annunciato l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera -. Il sistema sta reagendo e si sta strutturando per gestire al meglio l’emergenza nel medio periodo. Aspettiamo anche di avere il via libera dal Ministero per l’assunzione di personale specializzato, anche in pensione, tra medici e infermieri».

Inoltre, la Regione sta valutando l’individuazione di presidi ospedalieri o di un ospedale dedicato dove ricoverare le persone contagiate dal Coronavirus. Nel frattempo, da martedì l’ex ospedale militare di Baggio ospiterà i pazienti che potranno essere dimessi dagli ospedali civili ma ancora positivi al virus. «La situazione della Bergamasca è sotto la nostra attenzione – ha proseguito Gallera -. Stiamo lavorando intensamente con l’Asst Bergamo Est e gli ospedali di Alzano e Seriate. Ad oggi si registrano in provincia 110 persone positive al contagio da Covid-19. Più nel dettaglio, sono 25 a Nembro, 12 ad Alzano Lombardo, 6 ad Albino, 6 a Gazzaniga e 5 Bergamo. Non c’è alcuna volontà da parte nostra di introdurre nuove “zone rosse”, come abbiamo comunicato anche al Governo».

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, contenente le misure precauzionali che verranno attuate la prossima settimana, verrà presentato nel dettaglio dall’Esecutivo nella giornata di domani. «Siamo in contatto con il Governo e gli altri rappresentanti di regione da questa mattina – ha spiegato il governatore regionale Attilio Fontana -. E’ un lavoro che sta portando buoni frutti e basato sulle valutazioni di medici, scienziati e professionisti. Cerchiamo di tutelare sia la salute pubblica sia le libertà dei cittadini, sostenendo al contempo le nostre imprese. Confidiamo che presto possano iniziarsi a vedere gli effetti positivi di queste misure prudenziali».

Inoltre, il Governo ha emanato nella notte un ulteriore decreto contenente misure economiche di sostegno alle imprese e alle attività della “zona rossa” (i 10 comuni del lodigiano dove si è sviluppato il primo focolaio della malattia), tra cui la sospensione degli adempimenti fiscali per imprese e cittadini come lo stop a tasse e bollette. Nel merito è intervenuto l’assessore regionale al bilancio Davide Caparini. «Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sugli ammortizzatizzatori sociali estesi a tutti i lavoratori, anche alle microimprese – ha evidenziato Caparini -. Abbiamo chiesto al Governo di lavorare in questa direzione».

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