L'ufficialità giunta dopo mezzanotte

Firmato il nuovo Dpcm: coprifuoco alle 22 e lockdown nelle Regioni ad alto rischio

Le Regioni saranno suddivise in tre fasce di rischio: in quelle a rischio elevato, come la Lombardia, stop agli spostamenti da e verso la Regione e al di fuori del proprio comune di residenza. Le misure restrittive dureranno almeno 15 giorni

Firmato il nuovo Dpcm: coprifuoco alle 22 e lockdown nelle Regioni ad alto rischio
03 Novembre 2020 ore 19:33

Due livelli di intervento: il primo con misure pensate per tutto il territorio nazionale, il secondo calibrato sulla base della situazione specifica di ogni Regione, classificata secondo tre diversi scenari di rischio che prevedono misure via via sempre più restrittive. I dettagli del nuovo Dpcm sono stati limati nel corso di una serie di incontri con le Regioni e i capo delegazione di maggioranza nel corso della giornata di martedì 3 novembre, ma la firma è arrivata solo dopo la mezzanotte, alla fine dell’ennesimo incontro.

Il provvedimento resterà in vigore da venerdì 6 novembre (inizialmente la data era del 5 novembre) fino al 3 dicembre. L’unica vera novità rispetto alla bozza circolata dal pomeriggio di martedì è la decisione che i parrucchieri resteranno aperti in qualsiasi caso, anche nelle Regioni e nelle aree che diventeranno “zone rosse” secondo gli standard fissati dal Dpcm. Per il resto, come già anticipato nei giorni scorsi in Parlamento dal premier Giuseppe Conte, a livello nazionale scatteranno le seguenti limitazioni:

  • Coprifuoco dalle 22 alle 5 (dopo ci si potrà spostare per comprovate esigenze lavorative, ragioni di prima necessità o salute)
  • Possibilità di didattica a distanza al 100% per le scuole superiori; il primo ciclo di istruzione e i servizi educativi per l’infanzia continueranno a svolgersi in presenza. Solo nel caso di una “zona rossa” anche le seconde e terze medie dovranno seguire la didattica a distanza. I corsi di formazione (pubblici e privati) si svolgeranno con modalità a distanza
  • Chiusura nei giorni festivi e prefestivi delle medie e grandi strutture di vendita, ad esclusione di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole
  • Chiusura delle attività e dei corner per le scommesse
  • Chiusura di mostre e musei e altri luoghi della cultura
  • Limite al 50 per cento della capienza a bordo dei mezzi pubblici
  • Previste limitazioni agli spostamenti tra le Regioni con diverso coefficiente di rischio (dovrà essere esibita l’autocertificazione, così come per il coprifuoco, e gli spostamenti dovranno avvenire solo per ragioni di lavoro, studio, salute o prima necessità)
  • Le attività di ristorazione sono consentite dalle 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito a massimo quattro persone, salvo che siano conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti ed è la ristorazione con consegna a domicilio e quella da asporto fino alle 22 (con divieto di consumazione nelle vicinanze del locale)

La Lombardia è una delle Regioni candidate a rientrare nelle “zone rosse” e nella quale verranno adottate di conseguenza limitazioni più stringenti. Le Regioni (o parte di esse) potranno poi essere collocate in tre diversi scenari di rischio. Quelle nello scenario di rischio più alto andranno incontro a limitazioni più stringenti, fissate con un’ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con il presidente di Regione per un periodo di almeno 15 giorni. Trascorso questo termine, sulla base dell’evoluzione epidemiologica, si deciderà se prorogare le restrizioni o se far rientrare la Regione in una fascia di rischio minore. Il Ministro della Salute e il presidente di Regione potranno anche prevedere l’esenzione di una o più misure restrittive anche su singole porzioni del territorio regionale in base ad un eventuale miglioramento dei dati. Tra le misure di contenimento previste in questi casi vi sono:

  • È vietato entrare e uscire dai territori interessati (salvo che per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o di prima necessità). Restano consentiti gli spostamenti necessari allo svolgimento della didattica in presenza e il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza
  • È vietato ogni spostamento sia con mezzi pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, motivi di salute, ragioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel comune in cui ci si trova
  • Sono sospese le attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita solo la ristorazione con consegna a domicilio e fino alle 22 quella con asporto (con divieto di consumazione nelle vicinanze del locale). Restano chiusi anche tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Aperti, invece, parrucchieri e centri estetici
  • Nelle “zone rosse” la didattica a distanza scatterà già dalla seconda media
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