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Le 258 linee programmatiche

Cosa ha in mente di fare Gori spiegato in 10 punti (chiari)

Cosa ha in mente di fare Gori spiegato in 10 punti (chiari)
Cronaca 14 Marzo 2015 ore 10:30

Il 10 marzo, Palazzo Frizzoni ha diffuso l’atteso documento relativo alle linee programmatiche per i cinque anni di mandato del sindaco Giorgio Gori. Detto in modo più semplice, è stato pubblicato e diffuso il documento con riportati tutti gli obiettivi che il primo cittadino bergamasco intende raggiungere durante il suo mandato. A nove mesi dalla sua salita a Palazzo Frizzoni, Gori fa quindi il punto della situazione, elencando in ben 258 punti tutto ciò che vorrebbe cambiare nella nostra città. Alcuni sono obiettivi ambiziosi, difficili da realizzare, altri decisamente più alla portata, altri ancora sono già stati realizzati in questi primi mesi di mandato. Tutti verranno discussi in Consiglio Comunale settimana prossima, più precisamente tra mercoledì 18 marzo, giorno in cui le linee programmatiche verranno illustrate, e giovedì 19, quando prenderà invece il via la discussione. Poi, il 25, si attendono le repliche e le osservazioni.

A noi bergamaschi, però, interessa soprattutto capire quali sono, nel concreto, i desideri del sindaco, come vuole realmente rivoluzionare la città. Ci sarà veramente il tanto annunciato cambio di passo promesso da Gori in campagna elettorale? La risposta ce la darà solo il tempo, l’unica certezza è che si tratta di un programma ambizioso: come ha sottolineato l’edizione locale del Corriere della Sera, per tenere in pieno fede alle promesse bisognerà viaggiare a un ritmo sostenuto, di almeno una decisione a settimana, estate compresa. Non facile viste le continue difficoltà, soprattutto economiche, a cui devono fare fronte le realtà locali. Muoversi tra le 68 pagine del documento, però, non è semplice per chi volesse farsi un’idea del quadro d’insieme. Per questo abbiamo individuato i 10 punti più importanti del programma, con l’intento di rendere più chiaro e semplice ciò che il sindaco vuole fare (e cambiare) a Bergamo.

 

 

1 –  Copertura Wi-Fi pubblica e gratuita sulla città. Il tema riguarda l’assessorato all’Innovazione di cui è responsabile Giacomo Angeloni ed è certamente un punto fondamentale per una città come Bergamo, intenzionata sempre di più a guardare avanti e a “svecchiare” la propria identità. Il progetto principale è quello di offrire una copertura wi-fi gratuita in tutto il centro cittadino, sull’asse tra la stazione e Città Alta. Il bando è già stato pubblicato da Palazzo Frizzoni il 30 gennaio e rilanciato il 4 febbraio, con la ricerca di un partner tecnologico che avrà il compito di realizzare gli impianti necessari. Un passo avanti fondamentale, che permetterà a cittadini, universitari e turisti di essere sempre connessi e poter così sfruttare risorse del web ad oggi inutilizzate. Ma non solo: la Giunta vorrebbe anche puntare alla copertura di tutti i quartieri, mediante la progettazione di diverse piazze tecnologiche, e alla copertura di tutte le scuole, le biblioteche e i centri di aggregazione giovanile di competenza comunale.

2 – Marketing territoriale e turismo. È un tema molto caro al sindaco Gori, che ha deciso di seguire direttamente il tema in collaborazione con Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura. Bergamo ha ricchezze che, fino a oggi, sono state poco sfruttate. In pochi le conoscono, anche tra gli stessi bergamaschi. Per questo, il primo passo, sarà coinvolgere i Comuni dell’hinterland, le organizzazioni di impresa e sindacali, le principali istituzioni economiche locali, l’Università ed i principali Enti di ricerca, con l’intento di sviluppare un piano concreto di marketing, teso a valorizzare il territorio, attrarre nuovi investimenti e rendere soprattutto Bergamo un’incubatrice di nuova realtà imprenditoriali. Un progetto già avviato a febbraio, quando Gori presentò il progetto “Bergamo città semplice e low tax”, teso ad attrarre investimenti sul territorio cittadino da parte delle imprese innovative e hi-tech che occupino alte percentuali di laureati e che possano riqualificare zone industriali ormai inutilizzate (ve ne avevamo parlato QUI).

Contemporaneamente, Bergamo deve scommettere sulla sua bellezza, ovvero sul turismo. L’obiettivo è studiare un piano strategico per la promozione di Bergamo. Ciò significa analizzare la domanda e l’offerta turistica, individuare i mercati nazionali ed esteri di volta in volta prioritari (a partire dai collegamenti aerei) e pianificare le relative azioni promozionali. Bisognerà inoltre intavolare un confronto con gli imprenditori del settore per individuarne il ruolo nel delicato equilibrio tra pubblico e privato. Saper vendere Bergamo significa anche sviluppare un nuovo progetto di comunicazione sull’identità culturale della città, attraverso, ad esempio, la rivisitazione dei portali web Turismo Bergamo e Visit Bergamo, ma anche con un’attività di formazione dell’accoglienza turistica dedicata agli operatori, in accordo con le associazioni di categoria.

3 – Una città sicura. Uno dei compiti più ardui l’avrà certamente Sergio Gandi, vicesindaco e assessore alla Sicurezza. Il tema, infatti, è molto sentito da parte della popolazione ma il rapporto tra Palazzo Frizzoni e Polizia Locale è sempre più teso, come dimostrano i recenti screzi riguardanti lo sciopero volontario dagli straordinari degli agenti in vista della sfilata di Mezza Quaresima di domenica 15 marzo. Il primo obiettivo è portare un maggior numero di forze dell’ordine sulle strade (10% in più), processo già avviato attraverso la riforma degli orari della Polizia Locale (con il sindacato, però, tutt’altro che entusiasta), ma non solo: Gandi vorrebbe dare più spazio anche all’assistenza volontaria dei cittadini in termini di sicurezza. Come? Attraverso un rafforzamento delle collaborazioni con le associazioni di volontariato per il monitoraggio delle aree ad alta frequentazione (parchi, giardini, stazioni, ecc…) e finalizzate ai servizi di assistenza alle fasce deboli, e l’istituzione di una struttura di coordinamento di queste Associazioni in seno alla Polizia Locale.

4 – Un centro cittadino più vivo. È un tema che sta molto a cuore al sindaco Gori, che sin dal giorno del suo insediamento a Palazzo Frizzoni ha sottolineato come sia una delusione vedere il centro cittadino e il Sentierone spesso vuoti. Per questo ha inaugurato diverse domeniche senza traffico, con il centro reso pedonale, che hanno riscontrato un buon successo di pubblico quando accostate a iniziative particolari. Ma non basta: gli assessori Francesco Valesini (Riqualificazione Urbana), Stefano Zenoni (Mobilità) e Marco Brembilla (Lavori Pubblici) hanno il compito di istituire, entro la fine del 2015, un nuovo Bando di concorso per la riqualificazione del centro piacentiniano. Piazza Dante, l’ex Diurno, Largo Belotti, Piazza Cavour e la ristrutturazione Teatro Donizetti sono solo alcuni dei luoghi che necessitano un ripensamento, consentendo di intervenire su i diversi aspetti che riguardano sia la trasformazione degli spazi, sia le politiche del commercio tese a rilanciare la vivacità del centro cittadino. La pedonalizzazione consentirà poi di agevolare e migliorare la sua trasformazione.

 

 

5 – Bergamo è cultura. Per troppi anni Bergamo s’è dimenticata del patrimonio artistico e culturale che ha in seno. È arrivato il momento, secondo Gori, di riscoprirlo. E centro di questa riscoperta è, nelle sue intenzioni, il Teatro Donizetti. Gli assessori Nadia Ghisalberti (Cultura) e Marco Brembilla (Lavori Pubblici) dovranno lavorare a braccetto con l’obiettivo, innanzitutto, di trovare e raccogliere finanziamenti per la ristrutturazione dell’edificio, e poi di rilanciarne l’attività, facendo in modo che diventi un po’ «la casa dei bergamaschi». Ciò significherà valorizzare al meglio il nome del grande compositore Gaetano Donizetti, affermandolo come patrimonio culturale e identitario della città; creare una stagione lirica e un Donizetti Opera Festival di qualità, con maggiori co-produzioni e con l’adesione al circuito lirico lombardo; sviluppare un progetto di comunicazione e marketing per coinvolgere un nuovo pubblico, anche straniero, e favorire contributi liberali da privati e sponsorizzazioni; individuare un nuovo direttore della stagione di prosa per una programmazione di qualità e con un’attenzione a proposte di ricerca e di ospitalità di debutti nazionali. L’intento è anche quello di aprire il Teatro e i suoi spazi alla città, attraverso attività e laboratori in collaborazione con le diverse realtà culturali e sociali cittadine, sviluppando anche nuovi progetti per le scuole e i giovani, in grado di intrecciare la lirica e la prosa.

6 – Miglioramento del trasporto in fascia serale e notturna. La visione di una Bergamo “turistica” e più viva, deve per forza di cosa andare di pari passo con un’implementazione forte dei mezzi di trasporto cittadini. È un problema evidente, e che si ripresenta ciclicamente, quello dell’assenza di trasporti in fascia serale e notturna ad esempio. L’assessore alla Mobilità, Zenoni, avrà quindi il compito di studiare soluzioni per estendere all’orario notturno il servizio dei mezzi pubblici, soprattutto nel fine settimana, cercando di coprire tutti i quadranti della città, usando le linee esistenti o nuovi servizi. Questo lavoro prevede anche il censimento delle fermate del trasporto pubblico per capire quali necessitino di essere messe in sicurezza per l’orario notturno in termini di illuminazione e visibilità; l’accordo su una tariffa taxi notturna urbana, nonché la promozione di un servizio di taxi-sharing (gestito tramite app) per contenere i costi a carico degli utenti; riproporre il servizio del taxi-rosa, pensato per la sicurezza delle donne che devono rincasare da sole. Un lavoro non da poco, che prevede la sinergia tra diverse realtà, ma che renderebbe Bergamo una città vivibilissima anche la notte.

7 – Introduzione del car sharing. In città quali Roma e Milano è già realtà e, soprattutto, un servizio molto apprezzato. Ecco perché Gori sta seriamente studiando il modo di portare anche nel capoluogo orobico il servizio di car sharing, ovvero automobili a disposizione della cittadinanza da poter usare per gli spostamenti nel territorio cittadino. L’assessore Zenoni dovrà predisporre il bando per la sperimentazione del servizio car sharing con una flotta di almeno 100 auto. Se la cosa dovesse realizzarsi e dare esiti positivi, l’intenzione è quello di ampliarne la portata, estendendolo anche ai Comuni limitrofi. Bergamo, infatti, rispetto a città quali Roma e Milano non è una metropoli: permettere l’uso del car sharing anche nei paesi della provincia metterebbe a disposizione dei cittadini un servizio più completo e utile.

8 – La trasformazione della “Giovani Card”. Giorgio Gori ha sempre dichiarato (e dimostrato) un particolare interesse per i giovani bergamaschi. I dati parlano di un capoluogo orobico sempre più vecchio e dedicare attenzioni e politiche alle nuove generazioni è certamente fondamentale in questa fase storica della nostra città. Un punto interessante del programma di Gori su questo tema è quello del rilancio della Giovani Card, ovvero una tessera dedicata ai ragazzi di età compresa tra i 15 e i 25 anni di 42 comuni orobici e che offre sconti e vantaggi in diversi ambiti commerciali. La volontà è quella di trasformarla in una tessera nominale che possa essere usata anche come strumento di pagamento, con sconti negli esercizi commerciali convenzionati, ma anche nei musei, nei teatri, negli impianti sportivi e sulla rete dell’Atb. Il compito è assegnato agli assessori Maria Carolina Marchesi (Politiche Sociali), Zenoni (Mobilità) e Angeloni (Innovazione).

9 – Partecipazione dei cittadini. Un altro obiettivo della Giunta Gori è quello di aprire con i cittadini un rapporto di collaborazione costante, in grado di rendere questi partecipi delle decisioni e delle attività comunali. Il primo passo, già compiuto in parte dalla Giunta con il via libera giunto in Consiglio comunale a inizio settembre 2014, è la realizzazione della riforma che prevede l’istituzione di 23 reti sociali (corrispondenti ai quartieri della città) e l’introduzione di 7 delegati di quartiere, referenti che faranno da tramite tra il territorio e l’amministrazione attraverso diversi tavoli interassessoriali. Allo stesso tempo, per permettere una partecipazione più attiva dei cittadini, è necessario implementare quei mezzi di connessione tra amministrazione e cittadinanza, quali portali web e sportello telematico. Non basta: Gori vuole anche istituire una struttura operativa, sotto sua diretta responsabilità, che abbia il compito di esaminare, proporre, attivare e portare avanti modalità e progetti di partecipazione trasversali a tutta l’attività amministrativa, garantendo la necessaria collaborazione tra gli assessorati e che porti all’introduzione del “Programma di partecipazione” come allegato obbligatorio per i Piani e i progetti d’intervento rilevanti sulla città, individuando di volta in volta i soggetti da coinvolgere, gli elementi di progetto su cui attivare la partecipazione, le fasi e le tappe del processo, le modalità operative e le risorse economiche per l’attuazione effettiva del programma stesso. Come si può intuire, la realizzazione di questo punto prevede un lavoro interassessoriale di un certo peso.

10 – Trasparenza del bilancio. L’ultimo punto fondamentale, che sta molto a cuore a Gori, del documento relativo alle linee programmatiche è quello della trasparenza dell’attività comunale nei confronti dei cittadini. Il tutto a partire dal bilancio: sia quello di previsione che il rendiconto verranno pubblicati sul sito del Comune e resi gratuitamente consultabili e scaricabili; gli stessi verranno pubblicati anche in forma semplificata, in modo che tutti, anche i meno ferrati, possano farsi un’idea chiara delle spese e delle entrate di Palazzo Frizzoni. Si vogliono poi introdurre i Patti di Integrità nelle gare d’appalto e l’applicazione rigorosa di misure di prevenzione alla corruzione.

Se volete consultare l’intero documento, cliccate qui.

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