In difesa della famiglia tradizionale

Cos’è la Manif Pour Tous

Cos’è la Manif Pour Tous
Cronaca 02 Ottobre 2014 ore 12:18

Il 5 ottobre prossimo La Manif pour tous ha indetto a Parigi e Bordeaux una manifestazione per far arrivare forte e chiara al governo francese la voce dell’opposizione a una sentenza della Corte di Cassazione che ha acconsentito ad una donna di adottare il figlio partorito in Francia dalla compagna che aveva fatto ricorso all’estero alla procreazione medicalmente assistita.

La sentenza fa seguito alla condanna comminata alla Francia nei mesi scorsi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, perché si era rifiutata di trascrivere nei registri dello stato civile gli atti di nascita di bambini nati all’estero ricorrendo alla maternità surrogata.

La Manif pour tous è il principale network di Associazioni che si sono opposte ai matrimoni fra persone dello stesso sesso e ad altre “derive” dello stesso genere quali l’omogenitorialità (adozione da parte di coppie gay, Procreazione medicalmente assistita – PMA; Gestazione per altri – GPA, ossia utero in affitto). Il nome è fatto a calco di Mariage pour tous, lo slogan dei favorevoli ai matrimoni gay. Manif pour tous ha fra i suoi obiettivi la difesa della «famiglia tradizionale» e il rifiuto dell’insegnamento della gender theory , secondo la quale il genere maschile o femminile non sarebbe intrinseco al sesso biologico, ma la conseguenza di una costruzione culturale e sociale.

A favore della manifestazione si sono espressi a Parigi i cardinali Angelo Scola e Christoph Schönborn, che in editoriale per Le Figaro hanno esposto le tradizionali preoccupazioni della Chiesa rispetto a questi argomenti: se «l’accesso alla fecondazione e all’utero in affitto viene aperto, tutta la filiazione resta disorientata e una generazione di bambini sarà privata intenzionalmente di uno dei loro genitori».

Inoltre nella prospettiva aperta dalla legge il corpo delle madri sarebbe sempre più “cosificato, strumentalizzato, affittato”.

Come scrive Radio Vaticana, i due arcivescovi si sono compiaciuti della “reazione tonica, creativa, giovane e duratura della Francia” che attraverso la “Manif pour tous” ha avuto “il coraggio di dire no” a quella che chiamano «una fabbricazione di esseri umani». Essi ritengono infatti che nella fecondazione eterologa per le coppie di donne e nella maternità surrogata «ci sono in germe tutte le condizioni di una schiavitù moderna dove il bambino è concepito come un prodotto, un commercio in cui i più ricchi sfruttano i più poveri, ed una accelerazione di una eugenetica occidentale».

La composta nitidezza dello spazio riservato da Radio Vaticana all’editoriale dei due cardinali non potrebbe segnare meglio la distanza di papa Bergoglio da iniziative che – seppur dottrinalmente legittime – non sembrano al momento in grado di presentare in maniera efficace al mondo il volto della Chiesa che il papa intende disegnare.

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