Cronaca
Un fondo anti-crisi

Cos'è la "morosità incolpevole" (parliamo di sfratti a Bergamo)

Cos'è la "morosità incolpevole" (parliamo di sfratti a Bergamo)
Cronaca 21 Gennaio 2015 ore 12:18

Un vero e proprio “fondo anticrisi”: è attivo da lunedì mattina lo stanziamento, da parte del Comune di Bergamo, di 215 mila euro a favore di cittadini sotto sfratto. La somma, secondo quanto dichiarato nel bando, ha lo scopo di venire in soccorso di chi è stato colpito più duramente dalla recessione, non ha più la possibilità di pagare l’affitto e si ritrova con l’acqua alla gola. Secondo quanto dichiarato dall’assessore alle politiche per la casa, Francesco Valesini, «è importante aver allargato per la prima volta i contributi anche a coloro che sono sotto sfratto, dimostrando la volontà di andare incontro anche ad altre condizioni di emergenza». L’obiettivo è quello di «riuscire a sanare eventuali morosità pregresse e poter costruire poi un nuovo contratto con il proprietario».

Chi sono i destinatari del provvedimento. Il testo prevede dei casi specifici. Andiamo con ordine.

MOROSITÀ INCOLPEVOLE – Il primo concetto da tener presente è quello di “moroso incolpevole”. Il fondo ovviamente non tutela chi semplicemente rifiuta di pagare l’affitto: ci sono invece molti casi in cui delle situazioni – intervenute dopo la stipula del contratto – impediscono all’inquilino di rispettare le scadenze. Sono state espressamente previste e sono: a) licenziamento; b) mobilità; c) cassa integrazione; d) mancato rinnovo di contratti a termine (contratti a tempo determinato, a progetto e simili); e) accordi aziendali e sindacali con riduzione dell’orario di lavoro; f) cessazione di attività professionale o d’impresa (professionisti che sono costretti a smettere di esercitare, o imprenditori che chiudono l’attività); g) malattia grave; h) infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare. Bisogna tener presente che tali condizioni devono essere documentate, in fase di presentazione della domanda, con almeno un allegato. Ma ci sono altri requisiti estremamente importanti.

ATTO DI CITAZIONE PER SFRATTO – Attenzione: lo sfratto non dev’essere ancora esecutivo. Se il procedimento si trova già in questa fase è troppo tardi. È necessario invece aver ricevuto, da parte del proprietario dell’immobile, un atto di citazione per sfratto: questo documento, oltre a contenere l’intimazione di sfratto, è munito di citazione per la convalida (che fissa l’udienza presso il Tribunale competente).

IL REDDITO – Il limite massimo di reddito entro il quale si può richiedere l’erogazione del contributo è di 35 mila euro annui ISE o 26 mila euro ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). È necessario, inoltre, che il rapporto tra il canone da pagare e il reddito percepito sia superiore al 30%. Facciamo un esempio: se si guadagnano 15.000 € l’anno, il canone annuale minimo per presentare la domanda è di 4.500 €. Altri due requisiti di cui tener conto: l’interessato deve risiedere nell’alloggio da almeno un anno e, ovviamente, non deve essere proprietario di altri immobili abitabili.

LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA – Potete scaricare qui il modulo da compilare per presentare la domanda all’ufficio competente, in Piazza Matteotti. Alla domanda sarà necessario allegare, oltre ad un documento d’identità e agli incartamenti che comprovano la situazione di difficoltà economica: una copia del contratto d’affitto, una copia dell’atto di citazione ricevuto dal proprietario di casa, il modello ISE o ISEE (e la DSU, dichiarazione sostitutiva unica dei redditi del nucleo familiare) e, per gli stranieri, una copia del titolo di soggiorno. Ma, per alcune situazioni particolarmente delicate, sono stati riservati dei titoli preferenziali: se ci sono membri del nucleo familiare con invalidità superiore al 74%, o in carico ai servizi sociali o alle ASL, o ancora minorenni o ultrasettantenni, bisognerà comprovarlo con adeguata documentazione e si avranno maggiori possibilità di ottenere il contributo. Il termine? Il 31 dicembre 2015.

GLI EFFETTI – La somma massima che un richiedente può percepire è di 8.000 €. Come potrà essere usata? Il bando fornisce una risposta chiara: il cittadino potrà utilizzarla per sottoscrivere «con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato»; oppure potrà versarla come deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto; o, ancora, pagare il proprietario dell’alloggio, sempre che quest’ultimo accetti di «differire l’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile» (ovvero di rimandare lo sfratto).

I 215 mila euro sono stanziati fino ad esaurimento. Bisogna tener conto, dunque, che il numero delle domande che verranno accolte sarà limitato, ed è consigliabile presentarle in tempi brevi. I destinatari? Tutti i cittadini italiani, i cittadini della UE e i residenti extracomunitari dotati di regolare permesso di soggiorno.