Le contraddizioni del Missouri

Che cos’è oggi il Ku Klux Klan

Che cos’è oggi il Ku Klux Klan
18 Agosto 2014 ore 17:40

Nella baraonda delle rivolte di Ferguson, anche il Ku Klux Klan ha voluto far sentire la sua voce, andando controcorrente rispetto alle posizioni su cui gran parte dell’opinione pubblica si sta allineando e lanciando una sorta di colletta per sostenere l’agente che avrebbe ucciso Michael Brown. Nella contea di Sullivan, non lontano dal cuore caldo delle proteste in Missouri, una fazione ancor più estremista del movimento che afferma la superiorità dei bianchi, i “New Empire Knights”, il 23 e 24 agosto raccoglierà fondi per aiutare il poliziotto.

È giusto però spiegare che il Ku Klux Klan di cui parliamo oggi è soltanto in minima parte connesso al movimento di orientamento razzista che segnò parte della storia statunitense in seguito alla Guerra di Secessione e, in una seconda fase, nei primi decenni del XX secolo. Quelli di adesso sono per lo più gruppuscoli che raccolgono poche migliaia di adepti in tutti gli Stati Uniti, rifacendosi, solo nel nome, alla confraternita di ex-soldati degli Stati Confederati d’America che, nel 1865, s’unirono per difendere le vedove e gli orfani dei militari, opponendosi all’estensione di voto ai neri e ad altre misure che attenuassero la segregazione razziale. Tuttavia, oggi come allora, a determinare la linea di chi si rifà a quel nome è il punto di vista discriminatorio sulla società, che afferma la superiorità dei bianchi soprattutto sui neri, ma anche su ebrei, cristiani e altre minoranze.

Il movimento comunque nacque nel Tennessee, stato schiavista del Sud, per poi diffondersi in altre realtà e dar vita a movimenti “gemelli” sotto altri nomi. Il nome sembra rifarsi al greco kuklos, gruppo. I primi anni del movimento furono segnati da azioni violente contro ex-schiavi di colore affrancati, neri e repubblicani, tanto che in breve tempo, anno 1870, il governo federale promosse alcune leggi per poter mettere fine all’attività di questo gruppo paramilitare. Più successo ebbe, invece, la seconda fase del Ku Klux Klan: nell’America di inizio Novecento segnata da immigrazione e boom industriale si predicava una purificazione dei costumi politici, maggiore moralità e più proibizioni, spingendo per un “Americanismo al 100%”. Protagonisti furono ancora gli Stati del Sud, da cui però il Ku Klux Klan si diffuse in fretta verso ovest, arrivando ad avere fino a 5 milioni di adepti.

È di questa fase l’introduzione delle tuniche bianche, immagine tradizionale associata al movimento razzista: è una tradizione che arrivava da alcune confraternite penitenziali cattoliche, volta a rappresentare gli spiriti dei soldati che tornano dal mondo dei morti per vendicarsi sui nemici. Tuttavia, sul finire degli anni Quaranta, il Ku Klux Klan morì ancora. Rinacque poi dopo pochi decenni, ma stavolta le sigle e i nomi si moltiplicarono: a oggi si stima che ci siano quasi 150 gruppi con 5mila iscritti. Frequenti sono state le azioni delittuose: omicidi e attentati, bombe negli autobus e pestaggi. Il gruppo più famoso sono i “Knights of the Ku Klux Klan”, confraternita creata da Thomas Robb, pastore del Christian Revival Center. Il religioso è famoso negli Stati Uniti anche per aver affermato di aver letto a soli 13 anni un saggio che nega l’Olocausto.

«Coi neri fuori controllo, abbiamo il nostro reame del Missouri in marcia verso le aree vicino a Ferguson», si legge sul sito del New Empire Knights. La foto di un uomo incappucciato con in mano un mitra parla da sé: «Non possiamo vedere i neri derubare e uccidere bianchi. Sono sulla mia strada, assieme ai membri di tre Stati diversi, e coi membri dei “Southern Mountain Knights”». Un misto di follia trascendentale e odio razziale, discriminazione e misticismo come in tutta la storia del Ku Klux Klan.

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