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Era già successo

Le cose che il Papa non ha detto e che Scalfari gli ha fatto dire

Le cose che il Papa non ha detto e che Scalfari gli ha fatto dire
Cronaca 14 Luglio 2014 ore 11:20

Per la seconda volta, Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa del Vaticano e curatore delle comunicazioni che riguardano il Papa, si è trovato a dover correggere Eugenio Scalfari per l’intervista al Pontefice apparsa con grande rilievo domenica scorsa, 13 luglio, sulla prima pagina di Repubblica. Con una nota piuttosto severa, padre Lombardi ha precisato che «non si può e non si deve parlare in alcun modo di intervista nel senso abituale del termine. Il colloquio è cordiale e tocca principalmente i temi della piaga degli abusi sessuali su minori e dell’atteggiamento della Chiesa verso la mafia», ma, «come già successo in precedenza, bisogna far notare che ciò che Scalfari attribuisce al Papa, riferendo “fra virgolette” le sue parole, è frutto della sua memoria di esperto giornalista, ma non di trascrizione precisa di una registrazione e tantomeno di revisione da parte dell’interessato, a cui le affermazioni vengono attribuite. Non si può e non si deve quindi parlare in alcun modo di un’intervista nel senso abituale del termine, come se si riportasse una serie di domande e di risposte che rispecchiano con fedeltà e certezza il pensiero preciso dell’interlocutore».

Lombardi ha smentito l’attribuzione al Papa di diversi passaggi e contestato l’uso di almeno due virgolettati che il Papa non aveva pronunciato, e cioè «che fra i pedofili vi siano dei cardinali» e che «il Papa abbia affermato con sicurezza, a proposito del celibato, “le soluzioni le troverò”». «Nell’articolo pubblicato su Repubblica – spiega il portavoce vaticano – queste due affermazioni vengono chiaramente attribuite al Papa, ma – curiosamente – le virgolette vengono aperte prima, ma poi non vengono chiuse». La conclusione di padre Lombardi è tagliente: «Dimenticanza o esplicito riconoscimento che si sta facendo una manipolazione per i lettori ingenui?».

Già all’indomani della prima intervista nel novembre scorso Scalfari aveva dovuto ammettere di aver “costruito” dei virgolettati del Papa che il Papa non aveva pronunciato, spiegando che in 50 anni di attività giornalistica non è mai stato solito registrare o appuntarsi stralci o parti delle interviste da lui eseguite, scegliendo di affidarsi unicamente alla sua memoria.

L’incontro tra i due

Tutto era cominciato l’8 settembre dello scorso anno, quando Repubblica aveva pubblicato un lungo articolo in cui l’ex direttore si poneva diverse domanda sull’enciclica “Lumen Fidei”. Scalfari, che non è credente, aveva discusso il tema della verità nella religione, la natura umana di Gesù per la Chiesa e il rapporto della Chiesa col potere temporale. Si chiedeva: «Se una persona non ha fede né la cerca ma commette quello che per la Chiesa è un peccato, sarà perdonato dal Dio cristiano?» e «il Papa ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra specie finirà come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Ma quando la nostra specie sarà scomparsa anche il pensiero sarà scomparso e nessuno penserà più Dio. Quindi, a quel punto, Dio sarà morto insieme a tutti gli uomini?». A sorpresa, la risposta di Papa Francesco non era tardata ad arrivare, chiamando direttamente il giornalista e fissando un appuntamento con lui.

La prima intervista

L’1 ottobre 2013 era uscita l’intervista che raccontava del primo incontro avvenuto tra i due, nel quale il Papa aveva parlato molto di se stesso oltre che dei rapporti tra chiesa e politica e della missione della comunità cristiana nel mondo. L’articolo aveva suscitato grande interesse tra i fedeli e non. Ma il testo poco tempo dopo era stato smentito dal Vaticano, che era arrivato addirittura a cancellarlo dal proprio sito web dato che, come spiegava padre Lombardi, il colloquio «non era stato rivisto parola per parola» e quindi l’intervista era «attendibile nel suo senso generale ma non nelle singole formulazioni». Di questo testo, tuttavia, Einaudi ne ha fatto un libro che raccoglie oltre agli articoli di Scalfari anche interventi di teologi, intellettuali e filosofi che si sono confrontati sul tema fede e laicità.

La seconda intervista

Pedofilia, mafia ma anche educazione sono stati i temi toccati da Papa Francesco nell’ultimo colloquio con Scalfari, apparso domenica scorsa. Il Santo Padre ha condannato duramente quanti all’interno della Chiesa sono a conoscenza di violenze su minori ma tacciono o magari puniscono senza denunciare il fatto. Si è poi espresso con forza anche sul fenomeno mafia: «La nostra denuncia della mafia non sarà fatta una volta tanto ma sarà costante. Pedofilia, mafia: la Chiesa, il popolo di Dio, i sacerdoti, le Comunità, avranno tra gli altri compiti queste due principalissime questioni. Certi sacerdoti sono ancora troppo tiepidi nel denunciare il fenomeno mafioso». A poche ore dalla pubblicazione e dalla sua diffusione sui mezzi di comunicazione, le parole del Sommo Pontefice sono state in buona parte smentite.

Il link dell’intervista

http://www.repubblica.it/cultura/2014/07/13/news/il_papa_come_ges_user_il_bastone_contro_i_preti_pedofili-91416624/

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