Renzi dice che «scricchiola»

Che cos’è il Patto del Nazareno

Che cos’è il Patto del Nazareno
08 Novembre 2014 ore 07:00

Le ultime dichiarazioni sostengono che il patto del Nazareno «scricchioli»: tradotto, significa che gli accordi posti in essere fra il Premier Renzi e il numero uno di Forza Italia Berlusconi ad inizio 2014 non sono, in questo momento, particolarmente solidi. Detto questo, dalle parti del Pd pare che l’intenzione sia quella di proseguire lo stesso sui contenuti del patto, con o senza Berlusconi. Perfetto, ma questo celeberrimo accordo che cosa significa? Cosa prevede? E soprattutto, cosa sottintende?

Cosa si sa del patto del Nazareno. Il 18 gennaio 2014, con Renzi neoeletto Segretario del Pd ed Enrico Letta ancora Presidente del Consiglio, presso la sede del Partito democratico in via del Nazareno a Roma (da qui la futura denominazione del patto), avviene un incontro fra lo stesso Renzi e Silvio Berlusconi. Il contenuto di questo confronto, stando alle dichiarazioni successive, avrebbe riguardato alcune riforme istituzionali, ritenute necessarie per l’Italia, su cui nei mesi a venire i due leader dei principali partiti italiani avrebbero lavorato in «profonda sintonia», per usare le parole pronunciate da Renzi la sera stessa.

Che sia addirittura un accordo scritto – come alcuni sostengono – o meno, certamente sul tavolo sono stati posti tre grandi temi: la legge elettorale, la riforma del Senato, e la riforma del Titolo V della Costituzione.

  1. Per quanto riguarda la prima, a due giorni dalla stipulazione del patto del Nazareno, Renzi presentò l’ormai noto Italicum, ovvero una proposta di riforma di legge elettorale che, dopo alcune modifiche apportate in seguito, prevederebbe un sistema proporzionale a coalizioni corretto con un premio di maggioranza in caso di raggiungimento di quota 37 percento (con passaggio immediato a 55 percento), soglie di sbarramento al 4,5 percento per i partiti in coalizione e all’8 percento per quelli che corrono in solitaria, nonché liste dei candidati bloccate.
  2. Per quanto riguarda invece la riforma del Senato, il punto focale riguarda il superamento del bicameralismo perfetto vigente in Italia, ovvero un sistema in cui Camera e Senato hanno le medesime competenze: l’intenzione sarebbe quella di abolire il secondo e sostituirlo con una Camera delle autonomie, composta da rappresentanti degli enti locali e che si occupi esclusivamente di determinate tematiche legate ai territori.
  3. In terzo luogo, la riforma del Titolo V della Costituzione, per poter rimodulare i rapporti fra Stato e Regioni e le relative competenze, ma su questo ancora si sa poco o nulla.

Questo è il contenuto ufficiale del patto del Nazareno, anche se sono in molti a sostenere che, in realtà, ufficiosamente siano stati stipulati ulteriori accordi fra Renzi e Berlusconi.

I contenuti nascosti del patto. D’altra parte, una domanda sorge spontanea: perché mai Silvio Berlusconi, leader dell’opposizione di Governo e più che mai intenzionato a tentare nuovamente il successo elettorale nel più breve tempo possibile, dovrebbe offrire collaborazione, e spesso un vero e proprio sostegno in Parlamento, all’avversario Renzi?

Le ipotesi avanzate in questi mesi sono molte: da un lato, mantenere i rapporti con il Pd, onde evitare che quest’ultimo, per ovvie ragioni numeriche, vada a cercare altrove alleati con cui governare (come ad esemprio il M5S); da un altro lato, essere comunque protagonista del processo di riforme che, a quanto pare, verrà posto in essere nei prossimi tempi.

Ma da più parti si sostiene che Renzi abbia promesso a Berlusconi qualcosa, in cambio di un appoggio politico (e numerico) su questi tre temi a cui il Premier è particolarmente affezionato: si parla di un aiuto a Mediaset a restare in buona salute economica e a poter proseguire senza intralci le proprie attività, e in effetti la direttiva europea sull’abbassamento dei tetti pubblicitari per le reti commerciali non è stata ancora attuata dall’Italia e il dossier è seguito da una delle presenze più berlusconiane all’interno del Governo, Federica Guidi; oppure di un aiuto rispetto ai guai giudiziari in cui il leader di Forza Italia è invischiato, e in effetti, a sorpresa, l’assoluzione per il caso Ruby è arrivata; si parla anche di una promessa da parte di Renzi di escludere dalla futura corsa al Quirinale, nel momento in cui Napolitano dovesse fare un passo indietro, Romano Prodi, storico avversario del Cavaliere. Si tratta di mere ipotesi, ma di certo il patto del Nazareno resta un mistero politico ancora parecchio oscuro.

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