Gli esercenti: non pos-siamo

Quanto costa pagare con il POS

Quanto costa pagare con il POS
29 Giugno 2014 ore 12:32

Da lunedì 30 giugno è scattato l’obbligo per commercianti, artigiani e liberi professionisti di dotarsi del terminale POS (Point Of Sale) che permette i pagamenti attraverso bancomat e carte di credito.

Cosa prevede la novità. Per ogni transazione superiore ai 30 euro, gli esercenti non potranno negare ai clienti la possibilità di pagare per via telematica piuttosto che in contanti. Nessun obbligo, dunque, per gli utenti di usare bancomat o carte di credito, ma l’obbligo per commercianti, artigiani e liberi professionisti di offrire la possibilità di farlo. Più che un dovere però, il decreto legge 90/2014, pubblicato martedì 24 giugno sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato oggi in vigore, prevede un impegno, poiché non è prevista alcun tipo di sanzione per i soggetti che non si adegueranno alla previsione normativa. Gli imprenditori potranno quindi tranquillamente non dotarsi di POS e negare la possibilità del pagamento in via telematica. I clienti, dal canto loro, non sono sollevati dall’obbligo di far fronte al proprio debito e dovranno per forza, prima o dopo, saldare il debito contratto, anche se il commerciante o il libero professionista si è rifiutato di installare il POS per la propria attività.

 

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Il POS costa troppo. Le critiche degli esercenti e i guadagni delle banche. I consumatori hanno accolto con interesse l’innovazione, come ammette Federconsumatori, che ritiene l’introduzione di questo onere come «un grande passo avanti in termini di tracciabilità e lotta all’evasione». La stessa associazione ammette però che le proteste dei commercianti degli ultimi giorni sono fondate: i costi per l’installazione del terminale sono ancora oggi elevati. Confesercenti ha stimato che un imprenditore che compie transazioni per 50 mila euro l’anno, arriverà a pagare circa 1.700 euro l’anno tra costi di installazione, mantenimento e commissioni bancarie. Con il risultato che le imprese italiane si troveranno a dover versare ben 5 miliardi in più per l’introduzione dell’obbligatorietà del POS. Questi numeri sono confermati dalla Cgia di Mestre, che ha stimato in 2 mila e 500 euro l’anno circa la cifra che un imprenditore dovrà versare per 100 mila euro di operazioni compiute tramite il terminale. I costi previsti vanno pagati principalmente alle banche, poiché sono queste le fornitrici dei terminali POS, con un canone mensile, stimato dai Consulenti dei Lavoratori, che oscilla tra i 10 ed i 28 euro a seconda del tipo di terminale e di servizi che si scelgono. Vanno poi aggiunti anche i costi per gli operatori telefonici, essendo il POS collegato alla linea telefonica, che si aggirano sui 20 centesimi ad operazione, e le commissioni bancarie che, spiega La Stampa, si aggirano solitamente sul 2 percento della transazione effettuata. Davanti a questi costi ed all’assenza di sanzioni, il rischio che la previsione normativa resti inapplicata è molto alto.

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Cos’è il POS? Il POS è un sistema di pagamento elettronico presente in tutto il mondo. Fisicamente, è un piccolo terminale che l’esercente collega alla propria linea telefonica per permettere i pagamenti per via telematica, ovvero attraverso carte di credito o bancomat, con un trasferimento di denaro dal conto corrente del cliente a quello dell’esercente o del fornitore, evitando così lo scambio di banconote. Strisciando la carta che il cliente ha scelto di usare, si dà il via all’operazione, che si conclude con la stampa di due ricevute: una per il cliente e una che l’esercente dovrà conservare. In questo modo, tutti i pagamenti sono tracciati. Esistono quattro diversi tipi di post, dal POS fisso a quello cordless, cioè senza fili di collegamento alla linea telefonica, da quello GSM, usato attraverso un sim card e funzionante come fosse un telefono cellulare, al POS virtuale, previsto per le attività di commercio elettronico. Sempre più compagnie telefoniche e banche stanno mettendo sul mercato soluzioni tecniche innovative che consentono di utilizzare smartphone e tablet come veri e propri terminali telematici, con tanto di lettore di carte.

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